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Scienza delle finanze

Gli strumenti per lo studio dell'attività pubblica

Governo nella vita quotidiana: servizi

  • Nasciamo in ospedali finanziati da risorse pubbliche e gestiti da organizzazioni pubbliche.
  • Frequentiamo scuole pubbliche.
  • Riceviamo finanziamenti pubblici sotto forma di borse di studio, sussidi di disoccupazione e pensioni.
  • Viaggiamo su treni sussidiati con risorse pubbliche, beviamo acqua a tariffe sussidiate, riceviamo contributi per la spesa farmaceutica.
  • Sfruttiamo altri finanziamenti destinati a beni pubblici quali i parchi o le infrastrutture per i trasporti.

La struttura amministrativa legata all'intervento statale è notevole. Il peso finanziario del settore pubblico è del 47% del PIL in Italia e varia tra 30% e 56% del PIL in altri paesi industrializzati.

Governo nella vita quotidiana: tasse e imposte

  • Paghiamo le imposte sul reddito, sul valore aggiunto, sugli immobili, i contributi pensionistici e quelli per le assicurazioni sociali.
  • Paghiamo tasse sulla benzina, sulla proprietà di automobili e sui transiti aeroportuali.
  • Paghiamo i contributi studenteschi, le tariffe ferroviarie e le rette scolastiche.

Governo nella vita quotidiana: prezzi e standard

  • Il governo influisce in modo determinante sulla vita delle imprese private fissando tariffe e barriere non tariffarie.
  • Modifica le condizioni contrattuali dello scambio di molti fattori produttivi, beni e servizi introducendo livelli minimi o massimi di prezzo.
  • Modifica le caratteristiche di beni e servizi imponendo standard di qualità e di sicurezza a tutela della salute e dell'ambiente.

Governo nella vita quotidiana: assetto giuridico istituzionale

  • La struttura giuridica dei contratti e delle imprese e la regolamentazione dei mercati condiziona in modo determinante la vita economica.
  • Interviene nella risoluzione del contenzioso civile e svolge una funzione di deterrenza mediante l'amministrazione della giustizia penale.
  • Introduce e consolida meccanismi di coordinamento quali i sistemi metrici e i modelli per uniformare le caratteristiche tecniche e qualitative dei beni.

Obblighi costituzionali

  • Tutte le economie sviluppate sono economie miste.
  • Il governo è il principale datore di lavoro in quasi tutte le economie sviluppate.
  • Le costituzioni in molti paesi democratici assegnano competenze inderogabili al governo:
    • Produzione di beni pubblici
    • Correlate alla tutela dei diritti di cittadinanza

Problemi non risolti

  • Perché il governo interviene in alcuni ambiti e non in altri? Perché in paesi diversi gli ambiti variano?
  • Il governo dovrebbe limitarsi a coordinare l'azione di soggetti privati eventualmente finanziando il consumo di alcuni beni, senza gestire la loro produzione?
  • C'è un limite oltre il quale il volume di attività finanziate o gestite dal governo non dovrebbe mai andare?

Concetti importanti sui grafici delle slide

  • Colonna spesa pubblica: ci sono paesi che spendono pochissimo (Australia 36%) e altri tantissimo (Francia 56%). Ma chi ha ragione? Qual è la quantità ottimale di spesa pubblica in percentuale del PIL?
  • Istogramma della spesa pubblica è molto vicino all'istogramma delle entrate: la spesa pubblica che decidiamo di accettare come cittadini guiderà i tributi che ci spetteranno. Spesa pubblica elevata = tributi e tasse elevate.
  • Spesa pubblica > tasse vuol dire che il paese si sta indebitando, sta creando debito pubblico. Ciò si vede bene nel secondo grafico. Debito pubblico: spesa il cui pagamento viene rimandato nel tempo. Italia: 3 o 4 paese al mondo per debito pubblico. Se decido di non aumentare le tasse per fronteggiare all'elevata spesa pubblica, allora dovrò pagarla con il debito pubblico. La quantità di risorse da destinare alla spesa pubblica, è una decisione politica, non economica.

Giustizia sociale

Mira a rendere accessibili a tutti i diritti sociali di libertà, pensiero, espressione, religione e associazione, libertà di movimento e in generale d'iniziativa economica, attenuando povertà, disuguaglianza, sfruttamento, tramite programmi politici di attuazione di riforme particolari dell'economia e in generale della società. Ognuno di noi ha una propria percezione di giustizia sociale. Se riteniamo che sia compito dello Stato attuare la giustizia sociale e rimuovere tutti gli impedimenti che la ostacolano allora sosterremo un sistema di intervento ampio e generoso. La giustizia sociale non è un concetto economico, ma economiche sono le risorse che vanno trovate e le scelte politiche devono tenerne conto.

Fallimenti di mercato e di governo

  • Nel XX secolo il principale episodio che modifica il modo in cui gli economisti guardano al ruolo del governo è la crisi del 1929.
  • Viene definito il ruolo di stabilizzazione rispetto al ciclo economico con la creazione di disavanzo pubblico nei periodi di contrazione e di surplus in quelli di espansione.
  • Programmi pubblici di costruzione di infrastrutture, di sostegno ai prezzi agricoli e di trasferimenti finanziari ai disoccupati e ai pensionati comportano un aumento significativo dei disavanzi.
  • Nel secondo dopoguerra, questi programmi settoriali di intervento furono sostituiti da interventi generali che portarono all'istituzione del welfare state.
  • Sistemi pensionistici, assicurativi, sanitari, assistenziali e educativi finanziati e gestiti da agenzie pubbliche.
  • Agli interventi macroeconomici di stabilizzazione dell'economia si sono sovrapposti interventi microeconomici giustificati da ragioni allocative e perequative.

Il modello di intervento generalizzato e strutturale è stato però ben presto messo in discussione per:

  • Inefficienza tecnica
  • Inefficacia
  • Scarsa capacità di aderire alle preferenze individuali
  • Insostenibilità finanziaria

Fallimenti dello Stato

  • Informazione limitata: governo non ha le informazioni necessarie per raggiungere i propri obiettivi (non distingue invalidi parziali o totali o tra disoccupazione volontaria o involontaria) e non è in grado di prevedere le conseguenze delle proprie azioni. Quindi il problema asimmetria informativa colpisce sia i mercati che i governi.
  • Controllo limitato sulle risorse del mercato: governo non riesce a controllare i prezzi e i volumi scambiati in seguito ai propri interventi finanziari (se fissa i prezzi, non riesce a determinare i volumi di attività e quindi il fabbisogno finanziario). Governo non riesce a controllare l'ampiezza delle transazioni che si svolgono su mercati irregolari o illegali.
  • Controllo limitato sulla burocrazia: norme legislative e regolamentari, per quanto dettagliate, vanno interpretate e applicate da parte di agenzie pubbliche che perseguono finalità proprie (non riesco a controllare a fondo ciò che i burocrati fanno). I membri delle agenzie possono essere influenzati in modo indebito da rappresentanti di gruppi specifici piuttosto che perseguire l'interesse generale.
  • Problemi nel processo politico:
    • Logica di breve periodo dei cicli politici: favorire riforme che portano vantaggi immediati. Ciò porta ad un danneggiamento sul lungo periodo. Per questo è molto difficile trovare una soluzione per il recovery fund.
    • Maggioranza parlamentare può prendere decisioni che danneggiano anche significativamente gruppi di minoranza.
    • Parlamentari possono promuovere gli interessi di gruppi numericamente limitati che finanziano la loro campagna elettorale.
    • Parlamentari possono favorire provvedimenti in cambio del supporto di altri parlamentari ai provvedimenti da essi esposti.

Privatizzazione e deregolamentazione

Dagli anni '90 l'intervento pubblico è diventato un po' più attento rispetto al dopoguerra. Occupandosi quindi di sole cose essenziali e strategiche e non di tutto a prescindere. È stato fatto molto per privatizzare quei settori che erano stati presi dallo Stato senza molto senso. Non posso regolamentare tutto, ma anche qui occorre regolamentare solo i settori fondamentali e strategici. Questo ha portato alla abolizione dei prezzi controllati, di riserve di monopolio, di standard di sicurezza o di qualità nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni.

Nuovo modello di governo

  • Devoluzione del potere a organismi in grado di aggregare le preferenze dei cittadini in modo più diretto.
  • Concentrazione delle competenze nella regolamentazione degli scambi e nel finanziamento di servizi.
  • Esternalizzazione produttiva: affidamento a soggetti privati o partecipati da enti pubblici dell'erogazione di servizi pubblici e talvolta anche dell'adempimento di funzioni pubbliche.

Caratteri distintivi dell'intervento pubblico nel nuovo modello di governo:

  • Limitazione del potere di coercizione per il perseguimento di finalità di interesse generale ad alcuni ambiti.
  • Riduzione delle relazioni di comando e controllo gerarchico tra rappresentanti eletti e imprese e individui e maggiore impiego di incentivi economici.

Modello dei bureau

Lo Stato interviene quando i mercati non raggiungono il target, obiettivo di efficienza ed equità. Se ci sono fallimenti di mercato su efficienza ed equità, lo Stato è chiamato ad intervenire. Con quali criteri interviene lo Stato?

  • Allocation bureau: per problemi di efficienza in un mercato specifico (POLITICA ALLOCATIVA)
  • Stabilization bureau: se l'efficienza tratta molti mercati insieme e non uno solo (POLITICHE DI STABILIZZAZIONE)
  • Distribution bureau: per problema di equità, non mi piace il risultato di giustizia sociale ma l'efficienza è ok (POLITICA DISTRIBUTIVA)

La scienza delle finanze

Studia tre funzioni:

  • Allocativa: fornitura di beni di interesse sociale; intervento diretto con spesa pubblica in istruzione, difesa, sanità; intervento indiretto con tasse e sussidi.
  • Distributiva: definizione dei diritti di proprietà e di sistemi di imposte e trasferimenti che influenzino la distribuzione delle risorse. Conflitto equità-efficienza.
  • Stabilizzazione: interventi di politica monetaria e fiscale per il raggiungimento di obiettivi macroeconomici, di occupazione, crescita e stabilità dei prezzi.

Essa ha come oggetto il ruolo economico dello Stato, esercitato sia attraverso strumenti finanziari che tramite gli strumenti regolativi.

L'analisi sarà di tipo:

  • POSITIVO: obiettivo di descrivere un mercato, il comportamento degli individui, come si relazionano i diversi mercati... (Modello che descrive la realtà) Economia politica/Economia pubblica: ciò che è.
  • NORMATIVA: quando esaminerà i costi e i benefici dei diversi meccanismi di intervento pubblico cercando di pervenire a un loro ordinamento. L'analisi normativa richiede una corretta analisi positiva dell'intervento pubblico. (Modello che vuole modificare la realtà) Politica economica/Scienza delle finanze: ciò che si desidererebbe fosse.

L'ottimo sociale viene individuato utilizzando giudizi di valore che identificano gli obiettivi sociali ponderando il bene della collettività e gli interessi individuali. Vi possono essere controversie relative:

  • Alle conseguenze dell'intervento pubblico derivanti da una non condivisione dei modelli di analisi positiva.
  • All'ordinamento dei meccanismi di intervento pubblico derivanti da una non condivisione dei valori sottostanti l'analisi normativa.

La dimensione dell'intervento pubblico dipende dalla concezione dello Stato che viene adottata:

  • Visione organicistica dello Stato: lo Stato rappresenta il soggetto principale. L'interesse individuale è subordinato agli obiettivi dello Stato.
  • Visione meccanicistica dello Stato: il soggetto di riferimento è la collettività degli individui. Lo Stato rappresenta una entità organizzativa che ha come scopo quello di perseguire gli interessi della collettività. Sono presenti posizioni articolate.

Pensare da economista pubblico

  • Conoscere gli assetti istituzionali in cui si realizza l'intervento pubblico.
  • Comprendere e anticipare le conseguenze economiche e sociali di tale intervento.
  • Valutare comparativamente le diverse soluzioni possibili o gli esiti di diversi modelli di intervento.
  • Analizzare il processo di decisione collettiva che deve essere attivato per realizzare l'intervento pubblico.

Metodo dell'economista

  • Impossibilità di realizzare esperimenti controllati per esaminare le conseguenze di diversi modelli di intervento pubblico perché le condizioni di contesto mutano continuamente.
  • Impiego di modelli che cercano di replicare il funzionamento del sistema economico descrivendone le caratteristiche essenziali mediante assunzioni semplificatrici.
  • Anche gli altri studiosi che si occupano di politiche pubbliche impiegano modelli, ma spesso non esplicitano le assunzioni.

Modello di politica economica

  1. Problema: ridurre la disoccupazione giovanile.
  2. Scelgo il modello economico (partito politico), che descrive il mercato del lavoro, che ritengo più affidabile.
  3. Obiettivo: ridurre la disoccupazione giovanile.
  4. Modello positivo che descrive la realtà può diventare un modello normativo (tutto ciò grazie alla presenza dell'obiettivo), studiando le variabili che posso andare a modificare per conseguire gli obiettivi.

Quindi un decisore pubblico, un comitato (parlamento) detta gli obiettivi e seleziona i possibili modelli. Poi il policy maker (governo) è responsabile del modello di politica economica, mentre i policy adviser (consiglieri) hanno le capacità tecniche di informazione e calcolo. Di ogni programma di politica economica dovremmo poi valutare l'impatto prodotto per vedere se produce gli esiti desiderati oppure no.

Obiettivi

Ce ne sono di due tipologie:

  • Fissi: richiesta di ottenimento di una cosa specifica.
  • Flessibili: non si trasmette l'alternativa, ma si indicano le preferenze su tutti gli esiti possibili. Non si chiede di ottenere un risultato specifico (riduci la disoccupazione giovanile). Soddisfa, nel meglio che riesci, le mie preferenze.

La delega del decisore pubblico al policy maker

  • Con l'obiettivo fisso, la delega è limitata all'esecuzione di un dato stato del mondo indicato a priori come il migliore; delega invecchia ad ogni mutamento e l'ordine deve essere rinnovato.
  • Con l'obiettivo flessibile, la delega è ampia e rinvia la selezione a posteriori del migliore stato del mondo possibile; la delega è confermata fino all'indicazione di un mutamento nelle preferenze.

La delega limitata comporta minori rischi ma maggiori costi di organizzazione. Poiché due obiettivi fissi hanno diversi vantaggi e svantaggi, non vi è una soluzione dominante sull'altra, hanno pari dignità economica. La scelta è una questione di strategia politica.

Ideologia interna ed esterna

Ideologia esterna ha un ruolo fondamentale nel modello di politica economica. L'ideologia interna determina un ordinamento sociale sugli stati del mondo:

  • Ordinamento diretto: la graduatoria è introdotta dall'esterno.
  • Ordinamento indiretto: la graduatoria deriva dalle preferenze individuali dei soggetti che formano la collettività.

Approfondimento: il Protocollo di Kyoto

Trattato, firmato da 141 paesi nel 1997 ed entrato in vigore nel 2005, con l'obiettivo di rallentare il riscaldamento globale. Per entrare in vigore si richiedeva che fosse firmato da non meno di 55 nazioni e che queste ultime producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti. Sono indicati gli impegni, differenziati Paese per Paese, per la riduzione dai gas responsabili dell'effetto serra. Le parti dovevano assicurare che le emissioni globali venissero ridotte di almeno il 5% entro il 2008-2012, rispetto ai livello del 1990. Nell'UE si è prefissata un obiettivo di riduzione di CO2 dell'8% e per l'Italia del 6,5%. Per raggiungere tali obiettivi, i Paesi adottarono meccanismi flessibili: ad esempio l'Emission Trading, ovvero lo scambio di crediti di emissione tra paesi industrializzati e ad economia in transizione.

Altri meccanismi sono:

  • Clean Development Mechanism: consente ai paesi industrializzati e ad economia in transizione di realizzare progetti nei paesi in via di sviluppo, che producano benefici ambientali in termini di riduzione delle emissioni di gas-serra e di sviluppo economico e sociale dei Paesi ospiti e nello stesso tempo generino crediti di emissione per i Paesi che promuovono gli interventi.
  • Joint Implementation: consente ai paesi industrializzati e ad economia in transizione di realizzare progetti per la riduzione delle emissioni di gas serra in un altro paese dello stesso gruppo e di utilizzare i crediti derivanti, congiuntamente con il paese ospite.

A livello internazionale il sistema di emission trading costituisce parte centrale del Protocollo di Kyoto. A livello nazionale, altri modelli di emission trading operativi sono quelli di Stati Uniti e più recentemente nell'UE.

Direttiva 2003/87/CE: prevede che dal 1° gennaio 2005 nessun impianto che ricada nel campo di applicazione della stessa, possa emettere gas serra, ossia possa continuare ad operare senza una apposita autorizzazione. La direttiva parte dal presupposto che lo scambio di diritti di emissione costituisce uno strumento efficiente delle politiche ambientali e attraverso lo scambio di quote di emissione le riduzioni di emissioni avranno luogo su tutta la comunità. Ogni gestore che non restituisca un numero di quote di emissioni sufficienti a coprire le emissioni emesse durante l'anno precedente sarà obbligato a pagare un'ammenda per le emissioni in eccesso pari a 100 euro a tonnellata.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher just-cappo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Ugolini Cristina.
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