Rete - web - social media
Che cos'è Internet
1° prototipo di computer messo in connessione = network di network = insieme di reti che si connettono tra loro attraverso canali dedicati.
1^ def. rete Internet = “rete di milioni di microreti che non sono omogenee fra loro” = che utilizzavano pacchetti di dati e sistemi di comunicazione diversi (dimensione materiale e infrastrutturale).
Dimensione politica e culturale: la rete Internet come spazio socio-culturale di scambio e di controllo. Dal 2010 i movimenti collettivi l’hanno utilizzata come strumento di lotta politica.
Dimensione economica: il volume di affari dell'e-commerce ha portato Jeff Bezos, fondatore dell'azienda leader Amazon, ad essere l'uomo più ricco del mondo.
La storia di Internet
- 1957: Durante la Guerra Fredda (USA vs URSS), l'Unione Sovietica lancia il 1° satellite nello spazio, lo Sputnik.
- 1958: Eisenhower crea l’ARPA (Advanced Research Project Agency), un’agenzia che metteva in relazione le più alte competenze degli USA per competere tecnologicamente con l’URSS.
- 1962: Lo psicologo James Licklider inizia a ragionare intorno al concetto di INC (intergalactic computer network), una rete che permettesse a tutti gli studiosi di accedere ad una conoscenza acquisibile anche in luoghi diversi.
- 1967: Larry Roberts sviluppa il progetto del suo predecessore, creando l’ARPANET = rete di computer interconnessi.
- Tra il '69 e il '71 le università americane connesse passano da 4 a 13. Nel '73 la connessione si estende alla rete che nel frattempo si stava sviluppando anche nelle università europee. Nel '77 raggiunge entrambe le coste statunitensi.
- 1973: Due ingegneri dell'ARPA, Robert Kahn e Vinton Cerf, creano il protocollo TCP/IP, un insieme di pacchetti di informazioni decriptabili da qualunque tipo di computer che avesse installato un software specifico. La 1ª parte (TCP) indicava il contenuto e la 2ª (IP) la direzione che il pacchetto doveva prendere all'interno della rete.
- 1982: Nasce la parola Internet, una rete capace di connettersi in maniera dinamica e di connettere ad essa diverse macchine con caratteristiche anche molto diverse.
- 1986: Nasce un'ulteriore rete proprietaria, la NSFNET, e nello stesso anno l'Italia si connette alla rete Arpanet da Pisa.
- 1991: Tim Berners Lee (un dipendente del Cern) conia il termine World Wide Web. Il web consiste nell’utilizzare un canale diverso da quello proprietario, e un'infrastruttura già presente a livello globale (rete telefonica). La rete telefonica, attraverso i pacchetti TCP, metteva in relazione sia i computer delle istituzioni che un qualsiasi PC in grado di connettersi attraverso un modem (sistema che trasforma i pacchetti in informazioni leggibili dai diversi terminali).
L'influenza militare
Risale al 1957, quando nasce l’ARPA e si diffonde l'idea di un distributed network, un modello di rete che aveva delle connotazioni democratiche e di orizzontalità: ogni nodo è potenzialmente un nodo centrale, da ogni nodo si può velocemente arrivare a un altro nodo, e l'eventuale perdita di una connessione permette comunque agli altri nodi di rimanere in contatto con il resto della rete.
La gestione decentralizzata della rete, al contrario, avrebbe avuto problematiche legate al carico eccessivo del nodo centrale relativamente alla distribuzione delle informazioni e dei pacchetti. Se uno dei nodi veniva meno si perdeva tutto l'insieme di pacchetti che viaggiava sul nodo.
L'influenza accademica
Si lega alla 1^ poiché avviene una convergenza di interessi nei confronti dello sviluppo della rete nascente:
- Decentralizzazione. Da un punto di vista militare la rete distribuita viene considerata più sicura e vantaggiosa poiché più difficilmente monitorabile e l'eventuale intercettazione di uno dei nodi non comprometteva la rete. Da un punto di vista accademico, favorisce un libero sviluppo dei progetti.
- Flessibilità, favorita dallo sviluppo del TCP/IP. Ogni università aveva la propria Intranet (rete dei propri computer), che ha permesso lo spostamento dei dati da una rete di computer universitari ad un'altra.
- Presenza dei computer nelle università. Negli anni ‘50 i campus americani avevano a disposizione gli strumenti economici per permettersi grandi macchine con capacità di calcolo avanzate necessarie alla creazione della nuova rete.
L'influenza controculturale
- Emerge con i movimenti globali degli anni ‘60 e ‘70, e con la nascita di comunità di informatici, attivisti e studenti che cominciano a proporre modelli diversi del futuro Internet.
- La volontà di emancipare la rete nascente dai contesti militari e accademici, la porta a trasformarsi in uno strumento sociale che allarga la partecipazione e l'utilizzo anche a soggetti comuni purché in possesso di un PC.
- Nascono le 1e bacheche elettroniche (BBS), un luogo in cui le persone si incontrano scambiandosi informazioni, che avranno un'importanza enorme per lo sviluppo di Internet e per la sua dimensione politico-sociale e politicoculturale.
- Internet si sviluppa in paesi diversi e con modalità diverse. I casi europei più noti sono quello francese (Minitel) e quello inglese (Prestel), che sviluppano un utilizzo della rete in direzione di una maggiore penetrazione nella società.
- Il Minitel era un terminale che, partendo da un'idea di network gerarchico, sfruttava la rete telefonica sia per collegarsi ad un altro Minitel, sia per collegarlo a un sistema di informazioni consultabili attraverso lo schermo e la tastiera integrati all'interno del terminale. Il suo principale uso era la chat. Il Minitel è un antecedente sia di un PC sia di un sistema di social network, perché è l’esempio di come gli utenti iniziano a modificare l'oggetto tecnico con cui interagiscono. La Francia ha dunque investito, con un processo top-down, in uno strumento che ha permesso di modificare e guidare le scelte comunicative della popolazione.
- I media sono dunque il frutto di una coproduzione tra la dimensione tecnologica delle potenzialità dell'oggetto tecnico, e la dimensione sociale dell'utilizzo che ne viene fatto.
L'influenza dell'idea di rete Internet come servizio pubblico
- Gli investimenti come il Minitel ed il Prestel, e l'influenza del modello di welfare dei paesi europei hanno condotto la rete ad essere associata a un'idea di servizio pubblico = cambio delle politiche. Il modello di rete prende il nome di “stile europeo” = apertura delle comunicazioni alla dimensione europea.
- Le reti di comunicazione nei paesi europei erano soprattutto su base nazionale (es. la SIP -poi Telecom- e la France Telecom), poiché gli Stati erano riluttanti a far entrare attori economici sul mercato per motivi legati alla sicurezza o alla volontà di sviluppare un sistema di comunicazione controllato dallo Stato = privatizzazione del settore delle comunicazioni.
- Il Minitel è stato uno dei pochi casi fortunati: altri investimenti simili hanno portato a risultati talvolta fallimentari, e dunque ad un'apertura del mercato delle telecomunicazioni anche a soggetti privati, che ne acquisivano i pacchetti.
L'influenza economica
- Sorge quando cominciano gli investimenti nel mercato di Internet, che portano alla creazione di browser come Netscape Navigator e Internet Explorer. Explorer si diffonde grazie alla distribuzione di un software già precaricato sui PC, e grazie all'utilizzo di api (pacchetti di interfaccia più user-friendly = utilizzabili sia da tecnici che da persone comuni).
- Inizia la commercializzazione della rete: si capisce che la rete può generare grandi profitti. Nasce così la Dotcom Bubble, una fase di mercato caratterizzata da un ampio aumento di profitti.
- 1995: Escono delle pubblicazioni fondamentali come “Esseri Digitali” di Negroponte, che contribuisce all'analisi della crescita di investimenti da parte delle aziende che utilizzano la rete Internet per la diffusione dei loro prodotti.
- 2000: L'ascesa arriva al suo picco e crolla, facendo esplodere la Bolla Dotcom. Questo avviene per 2 ragioni: gli investimenti tra il ‘95 e il 2000 si basavano sull'idea di un progresso senza fine della rete Internet (che poi si è rivelato non molto rapido), ed Internet era ancora work in progress, aveva un’audience contenuta e non vi era ancora una propensione all'acquisto online. Dal 2010 la bolla risale fino alla stabilità odierna.
L'influenza sociale
Deriva dalla nascita del web 2.0 e dei social network.
I numeri della rete - globali
- Datareportal (agenzia che aggrega report di produttori di dati a livello globale) 01/2021: La popolazione globale è di 7,83 mld e circa il 60% è utente Internet. 5,2 mld si collegano con dispositivi mobili e 4,2 sono utenti attivi di social network.
- Incrementi: La popolazione cresce dell'1% su base annua, gli utenti Internet del 7,3%, quelli che si collegano via smartphone dell'1,8%, e quelli dei social network del 13,2%. Uso della rete tra la popolazione mondiale: Nord Europa 96%, America del Nord 90%, Africa orientale 24%.
- Nord Africa: L'uso della rete è > che nel resto del paese, poiché molte delle rivolte della Primavera Araba sono passate attraverso i social network.
- Connessioni mobili: 113% in Nord Europa, ma aumenta anche in Asia orientale e meridionale, e in Europa orientale e meridionale. La percentuale >100% indica che il n° medio di utenti possiede più di una connessione mobile.
- Penetrazione di Internet: È alta nei paesi in via di sviluppo, e bassa dove lo sviluppo c'è già stato (es. Asia, 60% della pop. mondiale) oppure dove la popolazione è meno popolosa.
- Traffico Internet: Passa soprattutto attraverso gli smartphone (per via delle app). Questo dato cresce del 5% su base annua, mentre le connessioni su pc e laptop scendono del 6%.
I numeri della rete - Italia
- 01/2021: La popolazione è di 60,4 mln di persone, l'83% è utente Internet e il 128,6% usa connessioni mobili (77 mln), quindi mediamente ogni italiano possiede più di un cellulare / connessione mobile.
- Utenti di social network: 68%. A fronte di una diminuzione della popolazione su base annua, > gli utenti Internet e < gli utenti di connessioni di cellulari.
- Tempo medio di connessione: 6 ore e 22 minuti, per il 93,2% attraverso connessioni mobili. Al 1° posto c'è lo streaming (3h e 18), poi i social media (1h e 50), la lettura di quotidiani (1h e 20), e lo streaming musicale (circa 1 ora).
- Traffico Internet: > attraverso lo smartphone e < attraverso il pc, anche se comunque le connessioni attraverso pc sono maggiori in Italia che in altri paesi.
- Istat: Sebbene nell’86 l'Italia si colleghi a Internet, nel 2006 il 63% delle persone ancora non ha usato Internet, mentre oggi il 71,7% delle famiglie vi accede e il 65,3% quotidianamente. Il gruppo che + usa Internet è quello dei millennials. Nel 2019 le competenze digitali sono molto basse, il 69% delle persone si collegano via smartphone e il 22% attraverso più dispositivi.
Dal web al web 2.0
- La crisi della Dotcom Bubble modifica radicalmente i social network perché cambia il paradigma che nel frattempo si costituisce intorno alla rete Internet.
- Il termine web 2.0 è dovuto a Dale Dougherty, all'epoca vicepresidente della casa editrice O'Reilly, che pubblicava testi relativi soprattutto al tema di Internet. Dougherty avrà un ruolo fondamentale negli anni successivi, nella costruzione del movimento maker, il movimento degli artigiani digitali, e nella creazione dei maker faire, eventi di argomento tecnologico.
- Il termine “web 2.0” sottolinea la discontinuità che il web stava vivendo rispetto alle fasi precedenti.
- Una delle caratteristiche principali del web 2.0 è la creazione di contenuti da parte degli utenti = user generated content (UGC). L'utente, detto “prosumer”, è sia consumatore di contenuti sulla rete, che creatore e produttore di contenuti dal basso, dapprima i blog e successivamente i contenuti dei social network site.
La retorica del web 2.0
- La retorica aveva l'obiettivo di ridare credibilità alla rete Internet, in quanto:
- Strumento di diffusione di informazioni
- Luogo di scambio tra gli utenti
- Infrastruttura con grandi potenzialità che non erano state sfruttate nel modo migliore nelle fasi precedenti
- La retorica è quella di ritornare ai valori fondatori della rete Internet: co-creazione, collaborazione ed orizzontalità (nello scambio di informazioni).
- La retorica era in contrasto con le derive gerarchiche e accentratrici che fornivano a poche grandi aziende il potenziale economico e culturale della rete. Questi attori economici coprivano sia l'aspetto hardware che software (sia quello del contenuto che quello dell'infrastruttura che doveva veicolare il contenuto). Ne è esempio l'acquisizione da parte di AOL (America Online) dei contenuti della Warner Bros.
- L'accentrazione di potere di controllo ed economico nel nuovo millennio risulta raggiungibile attraverso il ritorno ai vecchi valori della rete.
Web 1.0 e 2.0: dal web come canale al web come piattaforma
- Nel web 1.0 il web era considerato come un canale, cioè uno strumento attraverso cui viaggiavano i pacchetti di informazioni.
- Nel web 2.0 è soprattutto una piattaforma, uno spazio al cui interno le informazioni possono essere facilmente organizzate e ritrovate, anche attraverso il sistema della folksonomia, cioè l'hashtagging.
Web 1.0 e 2.0: dai pacchetti di software al beta perpetuo
- Ciò che compone la rete Internet non sono più i pacchetti di software che si spostano sulla rete attraverso un canale, bensì servizi in continua via di sviluppo.
- Dougherty sottolinea come la caratteristica del web 2.0 sia quella di un beta perpetuo: la versione beta di un software o di un servizio è ciò che viene dato agli utenti al fine di ricevere feedback per apportare miglioramenti al servizio stesso.
- In passato i software erano rilasciati in maniera proprietaria, associati a un unico utilizzatore / macchina, e realizzati solamente per i PC. Inoltre l'aggiornamento di questi software avveniva attraverso il rilascio di release successive.
Web 1.0 e 2.0: dal one-to-many al many-to-many
- Il web 1.0 era composto da pagine web la cui visualizzazione era impostata in maniera statica e non poteva essere modificata se non dall'autore stesso. Inoltre ciò che veniva scritto in un sito non poteva essere commentato, non c'era relazione e quindi vi era un passaggio da uno a tanti, dal produttore di contenuti ai consumatori.
- Nel web 2.0 si passa al Many-to-Many, una comunicazione sulla rete ed una produzione di contenuti co-creati che vengono accresciuti attraverso feedback, commenti e più in generale l'interazione tra gli utenti.
Web 1.0 e 2.0: da DoubleClick a Google AdSense
- Quanto all'advertising sulla rete, il sistema più importante del web 1.0 era il double click, che si concentra solamente sulla testa, in contrapposizione al modello creato da Google AdSense, che si connota come coda lunga, long tail.
- Il double click investiva la pubblicità solo nei siti che avevano una grande visibilità, e lo faceva attraverso banner e pop up che venivano visualizzati dagli utenti che si collegavano. La logica che guidava la diffusione e la parcellizzazione dell'advertising era il concetto di page views, secondo cui più una pagina è visualizzata più la pubblicità sul sito costerà e avrà maggior valore.
- Un altro grande esperto della rete di quegli anni, Chris Anderson (anche lui confluirà nel movimento maker) si accorge che era più produttivo investire nella long tail, cioè infiniti siti che generavano traffici contenuti ma che messi insieme erano numericamente incomparabili rispetto a pochi siti con tante connessioni. Secondo questa logica si diffonde la creazione di siti e pagine web personali.
Web 1.0 e 2.0: dalle page view al cost per click
- La logica della long tail non si basa sul diffondere le pubblicità solo sui grandi asset e siti con tante visualizzazioni (page views), bensì sul numero delle pagine visualizzate (cost per click), cioè usare advertising diversi, non più banner o popup, che si nascondono all'interno della pagina.
- Nel cost per click il valore della pubblicità è determinato su quanti click l’advertising riesce a raccogliere sull'insieme globale dei siti coinvolti.
Web 1.0 e 2.0: dalla pubblicazione alla partecipazione
- Cambiano le logiche di costruzione dei contenuti. Ne è esempio Wikipedia, che all’inizio si chiamava Nupedia, e che nasce come un sistema chiuso, con un controllo pre pubblicazione.
- Nasce l'idea di un wiki, un'intelligenza collettiva che contribuisce alla definizione dei contenuti, la cui validità si costruisce nel tempo attraverso il contributo di tutti e di un expertise, l'intelligenza collettiva della rete.
Web 1.0 e 2.0: dalla tassonomia alla folksonomia
- L’idea di una tassonomizzazione, un'organizzazione per directory dei contenuti, non è più adeguata nel momento in cui la quantità di contenuti sulla rete diventa impossibile da gestire, e si impone l'idea di una folksonomia (organizzazione dei contenuti folks, dal basso / popolare), attraverso il sistema dell'hashtagging.
- La folksonomia viene introdotta da uno dei primi social network, Flickr, che è il primo sito a permettere l'organizzazione di una grande quantità di contenuti, attraverso l'organizzazione sulla base di hashtag, cioè collegando le immagini in un flusso di comunicazione trasversale, orizzontale e modificato dagli utenti in tempo reale.
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