PSICODIAGNOSTICA
CLINICA Marta
Ghisi
2022
INDICE
Informazioni sul corso …………………………………………………………………………….…………………. 3
Finalità dell’assessment psicodiagnostico multidimensionale ……………………………………….………….. 4
Indici soggettivi ……………………………………………………………………………………….…………..... 11
Colloquio clinico …………………………………………………………………………………….…..….. 11
Interviste strutturate e semi strutturale …………………………………………………………...……… 17
Questionari o inventari autovalutativi o self-report ……………………………………………..…….… 24
Cognitive Behavioral Assessment (CBA) 2.0 …………………………………………………………..……..… 32
Questionari secondari CBA ……………………………………………………………………………..…….…... 43
La valutazione delle caratteristiche d’ansia ……………………………………….………….……….… 43
La valutazione dell’ansia sociale e dei costrutti associati ……………………….………….…………. 47
La valutazione delle caratteristiche depressive …………………………………….……….……….…. 49
La valutazione delle strategie di coping ……………………………………………………..……….….. 51
La valutazione delle caratteristiche ossessivo compulsive ………………………………..……….….. 51
Minnesota Multiphasic Personality Inventory-2 (MMPI) ……………………………………………..……..…... 53
Millon Clinical Multiaxial Inventory-III (MCMI-III) ………………………………………………….………..…… 59
Tecniche proiettive …………………………………………………………………………………………………. 67
Indici comportamentali ………………………………………………………………………………….………….. 69
Indici fisiologici ……………………………………………………………………………………………………… 71
Conclusione dell’assessment ……………………………………………………………………………………... 73
Esercitazioni
Caso 1……………………………………………………………………………………..………………………… 75
Caso 2 ……………………………………………………………………………………..……………………….. 79
Caso 3 ……………………………………………………………………………………..……………………….. 83
Caso 4 …………………………………………………………………………………………………..………….. 86
Esercitazione MCMI-III: Il caso di Bob …………………………………………………………..……………… 88
Esercitazione CBA 2.0 e MCMI-III Caso 1 ……………………………………………………..………………. 90
Esercitazione CBA 2.0 e MCMI-III Caso 2 ……………………………………………………..………………. 92
Esercitazione CBA 2.0 e MCMI-III Caso 3 ………………………………………………………..……………. 94
2 INFORMAZIONI SUL CORSO
PREREQUISITI: Conoscenze di base relative alla psicologia clinica, alla psicopatologia (e ai sistemi
classificatori, es., DSM-5).
Conoscenze e abilità da acquisire Scopo del corso è fornire gli strumenti teorici, concettuali, metodologici e
tecnico-operativi per: assessment
Strutturare un completo multidimensionale
Condurre un colloquio clinico per rilevare informazioni necessarie per pervenire alla corretta formulazione della
diagnosi e alla concettualizzazione del caso clinico
Selezionare le interviste e/o i questionari self-report (ad ampio spettro e di approfondimento) più appropriati per la
conduzione della valutazione psicodiagnostica alla luce dello specifico paziente e die punti di forza e di debolezza
dei diversi strumenti
Effettuare lo scoring e l’interpretazione dei punteggi alle interviste e delle scale di validità e dei punteggi
standardizzati dei questionari self-report
Svolgere l’osservazione comportamentale
Effettuare e interpretare un profilo psicofisiologico di stress
Formulare la concettualizzazione del caso clinico
Redigere il referto psicodiagnostico
Effettuare la restituzione al paziente di quanto emerso dall’assessment psicodiagnostico
Contenuti:
Assessment multidimensionale (canale soggettivo-verbale, canale osservativo-comportamentale, canale
psicofisiologico)
Le tecniche di conduzione del colloquio clinico
Le interviste strutturate e semi-strutturale, la loro somministrazione e le modalità di interpretazione
I questionari self-report
a. Le principali proprietà psicometriche dei questionari self-report per saperne valutare l’affidabilità al fine di
selezionarli, gli indici di validità, i punteggi standardizzati e la loro interpretazione
b. I vantaggi e i limiti dei questionari self-report
c. I questionari self-report ad ampio spettro, in particolare il Cognitvie Behavioural Assessment 2.0, il Millon
Clinical Multiaxial Inventory III e il Minnesota Multiphasic Personality Inventory-2
d. I principali questionari self-report di approfondimento che indagano specifici costrutti psicologici (es.
depressione, disturbi d’ansia, disturbo ossessivo compulsivo, strategie di coping, abilità assertive,
autostima)
e. Lo scoring, l’interpretazione dei punteggi e la refertazione dei questionari self-report
La rilevazione di informazioni attraverso l’osservazione: griglie di osservazione, tempistiche di osservazione,
definizione dei comportamenti da osservare, la comunicazione non verbale e i bias nell’osservazione
La rilevazione degli indici psicofisiologici in condizione di base e in condizione di attivazione, i principali test da
stress impiegati nel profilo psicofisiologico da stress
Testo di riferimento: Sanavio E. (a cura di) (2002). Le scale CBA. Milano: Cortina. Solo la parte relativa al CBA 2.0
Modalità d’esame: esame esclusivamente scritto
I parte finalizzata a valutare le conoscenze con 15 domande aperte a completamento
II parte in cui viene presentato un caso clinico, con informazioni anamnestiche e cliniche e i risultati dei test
CBA2.0 e MCM-III (ed eventuali altri test appropriati tra quelli presentati nel corso). Allo studente è richiesto di
stendere una sintesi psicodiagnostica, con un’ipotesi diagnostica e l’individuazione delle aree da approfondire,
attraverso il colloquio e ulteriori test specifici.
Il tempo a disposizione è di 1 ora. Il voto è espresso come somma dei punteggi nelle due parti dell’esame.
Criteri di valutazione:
Nelle domande a completamento e nella sintesi psicodiagnostica
Completezza e precisione delle conoscenze acquisite
o Proprietà della terminologia scientifica impiegata
o
Nella sintesi psicodiagnostica
3 Capacità di integrare le informazioni provenienti dal resoconto anamnestico con i dati emersi dai
o questionari self-report
Capacità, alla luce delle informazioni a disposizione e di un ragionamento critico, di formulare una corretta
o ipotesi diagnostica
Capacità di sostenere con argomentazioni appropriate le proprie scelte
o
FINALITA’ DELL’ASSESSMENT PSICODIAGNOSTICO MULTIDIMENSIONALE
Assessment o esame psicodiagnositco: ampia valutazione iniziale del caso che il clinico attua per decidere rispetto
alla possibile presa in carico di un/una paziente. Viene effettuata le prime volte che si vede il paziente e ha una durata
almeno 3 incontri (di solito dai 3 ai 5).
È un complesso processo di raccolta, analisi ed elaborazione di informazioni volto a:
Valutare le condizioni psicologiche
Decidere rispetto alla presa in carico
Individuare e concordare con il/la paziente gli obiettivi (a breve e/o a lungo termine)
Identificare le tecniche di trattamento più adeguate
Il processo di raccolta delle informazioni dell’assessment termina con la concettualizzazione del caso clinico.
Valutare le condizioni psicologiche: l’assessment è una valutazione ampia perché rileva informazioni provenienti
non solo da tanti canali (strumenti) diversi, ma anche da fonti diverse all’interno dello stesso canale (es. all’interno del
canale soggettivo: colloquio con il paziente + colloquio con i familiari).
Questa valutazione viene fatta all’inizio
a) per capire la problematica del paziente: come è comparsa, da quali fattori viene mantenuta ed eventualmente
aggravata, quali sono gli elementi positivi su cui si può far leva, ecc. queste informazioni mi servono per
decidere rispetto per la presa in carico
b) del paziente.
Perché potrei decidere di non poter prendere in carico un paziente?
Ha bisogno di un’altra figura diversa da uno psicologo (di un’altra categoria professionale)
La gravità del disturbo è tale da richiedere un intervento di un altro tipo (es. struttura residenziale)
La persona lamenta un problema psicologico ma invece è la sua difficoltà è legata ad una problematica di tipo
organico (es. problema sessuale legato a disfunzioni organiche)
Lo psicologo può non sentirsi la persona adatta a livello personale (es. non se la sente di lavorare con una certa
tipologia di pazienti; coinvolgimento personale relativo alla problematica presentata)
invio ad un collega, motivando questa scelta dicendo al paziente che non si ha la preparazione e le
conoscenze adeguate per prenderlo in carico
Esistono approcci più efficaci rispetto a quello utilizzato dal clinico per trattare la problematica del paziente (vale
soprattutto per alcuni disturbi). In questo caso, fa parte dell’etica del terapeuta consigliare al paziente altri tipi di
approcci
Il clinico consce il paziente
NB: Il fatto che il paziente abbia idee, opinioni, orientamenti religiosi, idee politiche diverse dalle proprie non è un
motivo per non prenderlo in carico importante non giudicare
Fare attenzione al linguaggio verbale (es. uso di aggettivi o avverbi) e non verbale, perché può far veicolare
ciò che pensiamo in termini di valutazione o di giudizio
Cosa fare se lo psicologo non si trova in sintonia con il paziente?
Ci sono una serie di disturbi (es. di personalità) che hanno a che fare con le relazioni. Ad esempio, i pazienti con
disturbi della personalità provocano delle reazioni nello psicologo, anche positive (es. in paziente con disturbo
dipendente di personalità generano una reazione di accudimento).
opportuno lavorare con questi pazienti con una supervisione, perché le difficoltà relazionali del paziente
possono essere indicative per la diagnosi.
NB: L’aspetto relazionale è utile nel processo della racconta di informazioni: quando il paziente ci suscita una
reazione, usare questo elemento per comprendere come il paziente si relaziona con gli altri.
Note:
L’assessment è un continuo processo di decision making la raccolta di informazioni ha lo scopo di verificare o
falsificare le ipotesi iniziale.
Importante il modo con cui si formulano le domande (es. attenzione a fare domande che non sembrino un
interrogatorio).
Durante il colloquio è importante non solo ascoltare ciò che il paziente dice ma anche stare attenti ad osservarlo.
4
Obiettivi: obiettivi a breve, medio, lungo termine (obiettivo finale che sancisce la fine dell’intervento).
Perché è utile avere anche obiettivi a breve e medio termine?
Aiuta il clinico a comprendere se sta andando nella direzione giusta o meno
Aumenta la motivazione nel paziente poiché il lavoro psicologico è impegnativo per il paziente, per condurre un
intervento efficace è importante aumentare la compliance del paziente.
Spiegare la motivazione di alcune attività “noiose” che si dà al paziente per facilitare l’aderenza.
o Esempio tricotillomania (strapparsi capelli/peli) per stimolare la motivazione è utile fare delle foto ai
pazienti, in modo da aiutarsi rendersi conto dei miglioramenti, che altrimenti verrebbero percepiti con più
difficoltà
Gli obiettivi devono essere:
Realistici spesso vanno riformulati per renderli tali
Verificabili indicatori chiari per capire se stiamo andando nella direzione giusta operazionalizzabili)
(obiettivi
Formulati in positivo focalizzati su qualcosa da acquisire e non da “togliere” (non: “non avere l’ansia”)
Problema: scarsa motivazione nei disturbi egosintonici (es. disturbi di personalità)?
Spesso si rivolgono ad uno psicologo perché percepiscono un disagio ma non lo attribuiscono a sé ma lo riconducono
a fattori esterni. Conseguenza: scarsa motivazione.
In questi casi è efficace lavorare sul colloquio motivazionale, ovvero trovare il modo per motivare la persona.
1. Il primo passo è l’acquisizione della consapevolezza: far rendere conto la persona degli aspetti che remano contro
la qualità della propria vita.
Esempio: l’attivazione comportamentale nella depressione ha l’obiettivo è che la persona riprenda a svolgere
attività semplici che svolgeva in passato. Consente di lavorare con piccoli obiettivi concreti, che permettono
alla persona di svolgere quelle attività (piacevoli) che la aiutano a sentirsi attiva aumentando la motivazione.
2. Un altro aspetto è quello di modificare gli schemi cognitivi. Tuttavia, il lavoro di ristrutturazione cognitiva è lungo e
faticoso, per cui non può essere fissato come primo obiettivo. Inoltre, far leva sugli obiettivi è utile anche per
motivare il paziente, ad esempio, al supporto farmacologico nei casi di resistenza (es. ritrovare la concentrazione
per riprendere gli esami).
Tecniche di trattamento: una volta identificati gli obiettivi è importante pensare agli strumenti, ovvero alle tecniche
da utilizzare in relazione agli obiettivi quali usare e in quale ordine?
Nota: utile chiedere alla persona di fare esempi o di riassumere per vedere se aveva capito.
Es
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