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Coinvolto nella politica e l'ultimo omeride

Coinvolto nella politica e passa alla storia come l'ultimo omeride (erede di Omero), nasce nel 1835 e muore nel 1907. Un anno prima conferisce il premio Nobel; reagisce al proprio tempo, si rifà alla buona tradizione della poesia morale vivendo la contraddizione che abbiamo detto. Si sposa una seconda volta con Ilidia (nome classico dato dall'autore), che diventa la protagonista della poesia amorosa di Carducci, tra cui il testo del 1877: “Alla stazione in una mattina d'autunno”.

Alla stazione in una mattina d'autunno

Si parla di una scena moderna: Carducci deve accompagnarla alla stazione di Bologna perché lei deve intraprendere un viaggio, la vede partire e non la rivedrà per un po'. Una situazione caotica in cui la poesia fatica ad esprimere la modernità, siamo di fronte ad una scena quotidiana borghese; Carducci fa di tutto per nobilitare questa scena, come se la realtà venisse pronunciata puntualmente ma sempre trasfigurata in modo che sia aulica, quasi epica, sempre senza le sue stesse parole.

Odi barbare

Odi barbare = Carducci le chiama così perché il metro in cui sono composti i versi non si rifà alla tradizione italiana, egli vuole imitare i metricalassici (che non si contano sugli accenti), prendono il nome di strofe arcaiche. Senza accorgersene però, facendo questo esperimento dà il via libera alla liberazione della metrica, legittimando più libertà (meno sonetti, canzoni di Petrarca ecc.) perché Carducci ha rivisitato la tradizione quindi siamo tutti più liberi di reinterpretarla.

Si sente il fischio della locomotiva che ci fa capire che siamo in stazione e vengono descritti i passeggeri in transito. La scena si sposta su Ilidia, che deve mostrare il biglietto al controllore per poter salire sulla carrozza. Carducci aggiunge molti dettagli che rendono la scena simile ad un'atmosfera dantesca, la incupiscono (lampioni = fanali che si inseguono, accidiosi = monotoni, i fanali che sbadigliano, la luce che si riflette sulle pozzanghere fra i rami perché ha appena smesso di piovere).

Il treno e la scena poetica

Il treno si chiama vaporiera, descritta con un climax, flebile, acuta, stridula; descrive il cielo come plumbeo con una similitudine. La trasposizione di un elemento naturale arricchisce la scena di elementi (come un fantasma). È una scena piena di figure che nobilitano la retorica, rendendo il componimento epico. A che scopo la gente incappucciata tacita e silenziosa va? Si affrettano verso le carrozze scure (carri foschi, carico di dettagli) prima dell'arrivo della protagonista. La scena è trasfigurata tutti gli aggettivi che inserisce sono inseriti da lui, un tentativo di caricare il testo di connotati diversi che trasfigurano la scena, inserendola in un contesto epico.

La poesia ha un lessico suo, selezionato, un linguaggio illustre, che alza il tono della poesia. Carducci può essere considerato arretrato dai suoi stessi contemporanei, in particolare da un gruppo di poeti milanesi che fanno l'opposto di Carducci, mandando in malora la moralità e la pedagogia dell'arte; il tutto per scandalizzare e ammodernare la poesia italiana, calandola nel suo contesto storico (ideologia borghese che scandalizzava i lettori) e utilizzando qualsiasi parola possibile, anche le più scioccanti.

La scapigliatura

Il gruppo di cui si parla va sotto il nome della scapigliatura, poeti italiani raccolti fra il '60 e '80 dell'800 prima a Milano e poi in Piemonte.

Fantasie (Odi barbare)

Fantasie che si crea il poeta quando sente la donna parlare, gli sembra di volare in un mare greco e gli sembra di rivivere le immagini della classicità.

Penombre (Emilio Praga)

Testo dedicato ad una donna che Praga avrebbe conosciuto e che gli avrebbe giurato amore eterno e che poi si è rimangiata la parola. Praga le lancia la sua maledizione come una sorta di vendetta postuma (dopo la morte) del poeta alla donna traditrice. Le scrive che quando morirà i vermi la mangeranno e si pentirà di averlo rifiutato e che penserà a cosa avrà perso abbandonandolo. È un testo dedicato ad una donna ben diverso da quelli di Petrarca o Carducci.

Il realismo qua è alle stelle (stecchita, cranio); si usano termini quasi tecnico scientifici di un realismo esasperato, l'effetto che si ottiene è notevolmente espressionistico. Ci si rifà ai momenti anche intimi passati insieme. Anche le rime e le parole sono scelte in modo canzonatorio nei confronti della donna, come da inquadrarla come poco di buono, la prende in giro alludendo ad un comportamento sconveniente da parte di lei, moralmente criticabile.

La donna viene calata in un contesto che per un 800centesco si rifà al pornografico, totalmente lontani dalla buona morale carducciana, non ci eleviamo a Dio ma sprofondiamo in basso utilizzando inoltre molto più realismo. Viene descritto un rapporto vendicativo, tossico, che viene pienamente esplicato nelle ultime strofe.

Emilio Praga

Emilio Praga nasce a Milano.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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