I VALORI IMPRENDITORIALI INCORPORATI NELLO SCOPO E
NELLA STRATEGIA DELLE IMPRESE
Missione, continuità e sviluppo dell’impresa sono i valori direttamente
incorporati nello scopo della stessa come sopra de nito: la missione,
perché richiama la vocazione produttiva o ragione d’essere
dell’impresa; la continuità, perché ne richiama la natura di istituto
economico-sociale fatto per durare; lo sviluppo, inteso in senso
qualitativo prima ancora che dimensionale, perché essenziale per dare
continuità all’impresa. De nito lo scopo dell’impresa bene gestita, i
valori chiave che consentono di renderlo operante sono quelli della
responsabilità nei confronti di tutti gli stakeholder e dell’apertura a
innovare a tutto campo. Per uni care il tutto l’impresa deve o rire
prodotti e servizi a condizioni che, oltre ad essere competitive, sono
remunerative, per far fronte alle esigenze di sviluppo dell’impresa e di
soddisfazione di tutti i suoi stakehoders. Lo si fa attraverso le
innovazioni incrementali o radicali, che consentono all’impresa di stare
sui mercati attuali e di predisporsi per essere vincente anche su quelli
del futuro.
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fi fi fi fi fi ff
25
RESPONSABILITA’ D’IMPRESA Berle vs Todd
La contrapposizione tra CSR e Shareholder Value è il punto più recente
della contrapposizione tra i due di erenti approcci alla nalità della
impresa. In realtà la di erente visione sulla responsabilità della impresa
è ricorrente da molti anni, da quando la crescita dimensionale delle
imprese ha portato alla dissociazione tra proprietà e controllo della
impresa, ovvero della separazione delle responsabilità tra azionisti e
manager.
Berle: i manager sono responsabili nei confronti di tutti gli azionisti, sia
dei grandi azionisti o del gruppo di controllo sia dei piccoli. Visione
improntata alla impresa come istituto di diritto societario;
Dodd: i manager hanno responsabilità più ampie non solo nei confronti
degli azionisti ma anche verso la comunità, i lavoratori e i consumatori.
Visione improntata alla impresa come ente economico sociale.
Anticipano la visione antitetica di Shareholder Value e CSR sulle
responsabilità dell’impresa. Pur con un approccio distinto, entrambe
hanno l’obiettivo di evitare comportamenti non appropriati del
management, pericolosi per la solidità dell’impresa e del sistema
economico.
La teoria degli Stakeholder
L’impresa è al centro di una serie di rapporti con di erenti gruppi
sociali, rispetto ai quali attive relazioni di scambio, di informazione, di
rappresentanza. Questi gruppi niscono per costituire dei veri e propri
interlocutori dell’impresa o portatori di interessi (detti anche
stakeholder), che in uenzano e sono in uenzati dall’attività dell’impresa
stessa. Freeman 1984. Teoria degli
Nuovo approccio alla responsabilità sociale d’impresa:
stakeholder: La ST non è una evoluzione della CSR ma un nuovo
approccio alla gestione di responsabilità impresa perché:
• tutti gli stakeholder sullo stesso piano
pone superando la
contrapposizione tra economia ed etica
• creazione del valore nel lungo periodo in cui coincidono le
la
aspettative degli azionisti con quelli degli stakeholder diventa un
obiettivo fl ff fi ff fl ff fi
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• ha e etti sulla gestione strategica di impresa per la cui de nizione e
implementazione è necessaria una approfondita conoscenza degli
stakeholder e delle loro esigenze
La teoria degli stakeholder di Freeman (1984) non è una evoluzione
della CSR, ma un nuovo approccio alla gestione e alla individuazione
delle responsabilità della impresa perché:
pone tutti gli stakeholder sullo stesso piano superando la
• contrapposizione tra economia (SV) ed etica (CSR);
de nisce e mantiene come ne dell’impresa la creazione di valore
• nel lungo termine in cui occorre far coincidere le esigenze degli
azionisti con il complesso di quelle di tutti gli altri stakeholder ( no
a quando si ragiona nel brevissimo termine e non entra come
cultura nella de nizione della strategia e nella gestione
dell’impresa, rimane solo un buon principio);
per de nirla e attuarla è necessaria una approfondita conoscenza
• degli stakeholder e delle loro esigenze.
Finché questi due concetti rimangono separati e non li porto nel core
business aziendale, non si raggiunge una logica di stakeholder
capitalism. I 2 limiti:
per molto tempo è stato visto come una contrapposizione dei due
• valori (azionisti e stakeholders);
l’imitazione è sempre la brutta copia dell’originale: molti hanno
• interpretato questa teoria come un messaggio valoriale, dove
l’obiettivo è prendersi cura degli stakeholders. Creare valore di
medio-lungo termine è di cile, è molto più facile comunicare
piuttosto che farlo; quindi, è stata vista come una “bella storia da
raccontare”.
Scandalo Parmalat: al ne di rappresentare una situazione nanziaria
non veritiera, hanno falsi cato i bilanci: dichiarava liquidità che non
aveva.Questo scandalo dimostra i limiti della CSR di tipo
compensativo/responsive perché non ha mai inciso sui meccanismi
interni dell’impresa.La CSR non è solo una compliance di buone azioni
ma delle good practice che vengono da una gestione sostenibile.
Non è su ciente redigere un codice di condotta da seguire come
comandamento morale, c’è una spinta che va oltre e porta a un
percorso di gestione sostenibile. Articolo: “la sostenibilità non è solo
fi ff fi ffi fi fi fi ffi fi fi fi fi
27 La CSR non è l’evoluzione della
una questione ambientale”
sostenibilità, la sostenibilità include una parte sociale, ma
sostenibilità e CSR non corrispondono. La sostenibilità è un
processo olistico che integra aspetti ambientali, economici e sociali. Il
management non deve confondere responsabilità con sostenibilità. Le
azioni di CSR non devono essere opere in compensazione e opere
bene che per la collettività, ma devono essere opere che migliorano il
territorio, che determina un progresso e crea valore per l’impresa.
Cambia la visione e la prospettiva delle attività sociali dell’impresa:
visione di lungo periodo attraverso un cambio di mentalità nelle
persone. Far convergere temi sociali e temi dell’impresa su attività che
creino bene ci per entrambi.
TEORIA DEGLI STAKEHOLDER
Il computo del management è mappare gli stakeholder le loro esigenze
e i loro interessi e gestirli in modo di erenziato n base alla loro priorità,
dovrò quindi:
care gli stakeholder in: primari, secondari, marginali
1)Classi
De nire le priorità
2) De nire una strategia
3) che tenga conto delle istanze dei singoli
stakeholder.
Mappatura degli SH
È una teoria sulla nalità di impresa a pieno titolo perchè copre tutti gli
aspetti dei comportamenti aziendali attribuendo una responsabilità
reciproca tra impresa e stakeholder. È una teoria che richiede un
cambio culturale della mentalità di chi gestisce l’impresa: non si tratta
più di contrapposizione, è una visione integrata, si parla di
fi fi
fi fi fi fi ff
28
collaborazione. Copre tutti gli aspetti dei comportamenti aziendali
attribuendo una responsabilità reciproca tra impresa e stakeholder.
È una teoria applicabile alla generalità delle imprese perché chiede solo
un cambio di paradigma manageriale: superare la visione contrapposta
tra stakeholders, ovvero di massimizzazione dei bene ci di gruppi di
stakeholders verso altri, di limitazione e di bilanciamento degli interessi
con l’integrazione e la condivisione della strategia di lungo termine.
Cambia il modo di comportamento organizzativo all’interno
dell’impresa.Distingue tra scopo dell’impresa e gestione. L’impresa ha
un forte senso dello scopo/mission e il supporto di tutti gli stakeholder, i
cui interessi sono integrati nella gestione medesima (di erenza con lo
Shareholder Value). Incoraggia il management a sviluppare strategie
basate su relazioni che il successo di lungo termine dell’impresa e,
quindi, su una base valoriale che accomuna gli stakeholder coinvolti
nelle strategie medesime.
Classi cazione stakeholder
Questa teoria:
rientra a pieno titolo tra le teorie sulla nalità di impresa perché
• c’è reciprocità tra impresa e stakeholder;
è applicabile alla generalità delle imprese perché chiede solo un
• cambio di paradigma manageriale (superare la massimizzazione
dei bene ci di gruppi di stakeholders a scapito di altri);
distingue tra scopo dell’impresa e gestione: l’impresa ha un forte
• senso di mission e i portatori di interessi sono integrati nella
gestione (di erenza con lo Shareholder Value);
incoraggia la de nizione di strategie di lungo termine dell’impresa,
• in cui gli stessi stakeholder sono coinvolti;
ispira i comportamenti ed è il fondamento teorico che ha portato
• alla gestione sostenibile d’impresa.
fi fi ff fi fi fi ff
29
La Teoria degli Stakeholder
Le critiche
Per la maggioranza dei critici non riesce a de nire una accountability
perché non indica un obiettivo da massimizzare, come invece sono la
massimizzazione del valore economico o del valore per gli azionisti.
Per altri studiosi il limite principale è la mancanza di un obiettivo singolo
come ne ultimo della impresa a cui ricondurre gli altri obiettivi e su cui
costruire la strategia e il modello di gestione e governo
• Non tiene adeguatamente conto dell’etica
• Problema della prevalenza tra parte etica morale sociale e parte
economica nanziaria > la teoria degli stakeholder ne fa una sintesi,
ma all’inizio non si era compresa questa cosa.
Le critiche alla Teoria degli Stakeholder:
• per alcuni manca di accountability (il sistema delle responsabilità) e di
chiarezza su quale sia l’obiettivo da massimizzare (come per la
massimizzazione del valore economico o del valore per gli azionisti);
• per altri manca di un obiettivo singolo come ne ultimo della impresa
a cui ricondurre gli altri obiettivi e su cui costruire la strategia e il
modello di gestione e governo.
Le critiche sono molto forti anche ora e ribaltano la teoria sostenendo
che in realtà lo stakeholderismo sarebbe contrario agli stessi
stakeholder, in quanto comporta dei costi conside
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