Storia e cinema
Regno Unito di Gran Bretagna (primo ventennio del XVIII secolo)
1702-1714 = regno regina Anna.
1707 = Scozia e Irlanda si uniscono.
Giacomo VI
La regina Elisabetta I (Tudor) muore nel 1603 senza eredi. Per una questione di successione dinastica, le succede un parente che è Giacomo VI di Scozia della famiglia Stuart (famiglia scozzese antichissima che era imparentata con la casa di Francia e con i Tudor).
La monarchia è l’istituzione fondamentale in Europa e il sistema politico ha il suo fulcro nel monarca: il sovrano è tale per discendenza legittima (il concetto del diritto divino dei sovrani).
Durante gli ultimi anni di vita della regina Elisabetta c’era un corriere sempre pronto; appena la regina morì, l’inviato corse a tutta velocità per avvisare il re di Scozia Giacomo VI di essere diventato anche re d’Inghilterra. Nel 1603 le due corone vennero unite: i regni rimangono distinti, ma la corona è una sola. Il problema è che Giacomo di Scozia ha delle sue idee sulla politica, così come il figlio Carlo I, e questo creerà problemi al regno inglese.
La questione religiosa, in questo periodo, era presente e sentitissima, anche dai più umili sudditi: il fatto di essere cristiani era addirittura ragione di guerra.
Con Enrico VIII (ebbe 7 mogli, delle quali un paio morirono al patibolo), la Chiesa d’Inghilterra si staccò dal cattolicesimo romano, non riconoscendo più l’autorità del papa di Roma, e si considerò una chiesa cristiana di tipo anglicano (dagli Angli); inoltre, Enrico VIII venne riconosciuto come capo della Chiesa inglese. Di conseguenza, lo erano anche Elisabetta I (sua figlia) e poi Giacomo VI.
La madre di Giacomo VI era Maria Stuarda, che era stata tenuta prigioniera dalla cugina Elisabetta I e poi uccisa, perché Maria cercò di uccidere Elisabetta e di sostenere la sua fede per la Chiesa cattolica. Gli Stuart erano cattolici in segreto, ma ufficialmente anglicani. Quindi Giacomo ha accettato il ruolo di capo della Chiesa, perché andava nel senso del rafforzamento del potere reale contro il Parlamento (istituzione che consisteva nella rappresentanza per ceti ed ordini dei sudditi inglesi; era composto dalla Camera dei Lords – i nobili più alti – e dalla Camera dei Comuni – rappresentanti in varie parti del regno).
Carlo I
Carlo I eredita la corona del padre nel 1625, insieme alle mire di rafforzamento della corona. Questa è l’età dell’assolutismo (poteri più ampi del passato, alcune istituzioni arretravano rispetto alla volontà del re). Moltiplicare i ritratti significava sottolineare l’importanza del re (Antoon van Dyck era il pittore di Carlo I).
Si ebbe un risultato drammatico per Inghilterra, visto che il re aveva il potere di sciogliere il Parlamento. Lo scontro tra re Carlo e il Parlamento divenne violento: il re impose alcune tasse, ma Parlamento non approvava, quindi questo venne sciolto (periodo del Lungo e Corto Parlamento).
Tra 1642-1649 ebbe luogo la guerra civile tra i partigiani del re, i Cavalieri (nobili) e i sostenitori del Parlamento, le Teste rotonde; queste ultime sostenevano che il re stesse usurpando dei poteri che legittimamente non avrebbe avuto. Nel 1649, un’Alta Corte di Giustizia – creata appositamente – giudica Carlo I per alto tradimento: ritenuto colpevole, è decapitato e viene proclamata la Repubblica (“Commonwealth” = traduzione inglese di res publica).
Oliver Cromwell
Oliver Cromwell (1599-1658), che era a capo dei sostenitori del Parlamento e il suo esercito riuscì a prevalere, facendo il re suo prigioniero. Cromwell non era né cattolico né anglicano: era un puritano (modo inglese per dire calvinista). Era quindi un dissenziente, un protestante “estremista”, che portò all’estremo la cosa e credeva che Dio gli parlasse.
Convintosi che re Carlo, per quanto legittimo, fosse nemico dell’Inghilterra, organizzò un processo in cui Carlo I non si discolpò, essendo superiore a tutti. Cromwell si autoproclamò Lord Protettore nel 1653 (= dittatore) e sciolse anche il Parlamento, assumendo così poteri del re e instaurando la sua dittatura militare.
Anche se la corte giudicante eseguì gli ordini di Cromwell, c’era comunque un gruppo di persone pronte a far scappare Carlo I. Il re era unto, quindi è stato come uccidere una persona sacra. Carlo I è stato dichiarato santo e martire dalla Chiesa anglicana. Alla morte di Cromwell (1658), il figlio Richard gli successe come Lord Protettore, ma il Parlamento lo costrinse a dimettersi l’anno dopo perché non venne considerato adatto.
Nel 1660, il generale George Monk, governatore di Scozia, scese con l’esercito a Londra e ottenne dal Parlamento il richiamo di Carlo II (figlio di Carlo I; 1630-1685) dall’esilio in Francia e riprendere la corona, quale legittimo Sovrano dei tre Regni. Il popolo inglese non voleva né la repubblica, né un lord protettore.
Carlo II
Carlo II era già salito sul trono di Scozia, quindi riprese in mano la posizione in Inghilterra. Quando venne incoronato, il cadavere di Cromwell venne diseppellito e decapitato: mentre il corpo venne buttato in una fossa comune, la testa venne infilata in una lancia davanti all’Abbazia di Westminster.
Carlo II era riconosciuto come re, ebbe comunque alcuni problemi con Parlamento, ma ricevette aiuti da re di Francia; regnò dal 1660 al 1685. I puritani venivano perseguitati, quindi lasciarono l’Inghilterra e andarono nelle colonie americane. Qui, la classe dirigente era di protestanti, con una mentalità particolarmente moralistica.
C’era un problema nel regno di Carlo II: nonostante abbia avuto diversi figli fuori dal matrimonio, non è riuscito ad avere nessun erede all’interno del matrimonio. Suo fratello, Giacomo Stuart, duca di York, avrebbe quindi dovuto succedere al re, ma si sapeva che Giacomo in realtà si era riconvertito alla religione cattolica.
La questione creò problemi alla Chiesa anglicana, perché, se Giacomo fosse divenuto re, si sarebbe corso il rischio di ristabilire la religione cattolica. Per questa ragione, il Parlamento votò l’“Exclusion Act” (1679), una legge che escludeva Giacomo dalla successione, e la garantiva invece all’anglicano Duca di Monmouth, il maggiore dei figli illegittimi del re. Carlo II sciolse ben 3 Parlamenti di seguito per far cadere la legge.
Dal 1681, Giacomo venne riconosciuto legittimo erede al trono e in questa circostanza nacquero i 2 partiti tradizionali dei WHIG (i parlamentari che votarono più volte l’Exclusion Act) e dei TORY (i parlamentari più vicini al volere del re). Carlo II si convertì al cattolicesimo in punto di morte (1658) e poi salì al trono Giacomo II.
Giacomo II
Giacomo II si fece incoronare e accettò di investire il ruolo di re di Irlanda, Scozia e Inghilterra, professando la religione cattolica in segreto e in una cappella privata. Inoltre, si è sposato 2 volte:
- La prima volta con una nobil donna inglese e protestante (Anna Hyde), che gli diede diversi figli, ma sopravvissero solo due sorelle, Maria e Anna; le figlie vennero sottratte alla famiglia da Carlo II – che sapeva che Giacomo II le avrebbe educate come cattoliche – ed educate da vescovi anglicani: erano quindi convinte di essere figlie di un re, ma anche che sarebbero diventate capo della Chiesa d’Inghilterra, una volta diventate regine;
- Giacomo II rimase vedovo e si risposò con un’italiana cattolica (Maria Beatrice d’Este), figlia del duca di Modena, la quale diede a Giacomo un figlio maschio (= Giacomo, principe del Galles); avendo sia padre che madre cattolici, ed essendo maschio, sarebbe sicuramente stato erede, perciò c’era il rischio che diventasse un re cattolico.
Giacomo II non aveva la sensibilità politica del fratello Carlo II. Un re unto era un re per diritto divino (rango sacerdotale). Giacomo II forzò troppo la mano: durante i suoi primi anni di regno, ha proclamato un atto di tolleranza per cui anche il culto cattolico era ammesso. Gli inglesi dell’epoca avevano un odio verso i papisti (cattolici, stanno attaccati al papa).
I cattolici non potevano avere la loro chiesa e venivano perseguitati, erano visti come nemici; si trattava anche di una questione di patriottismo. Giacomo II si stava mettendo su una strada sbagliatissima e i tipografi dell’epoca creavano fogli con anche solo un titolo che permetteva di diffondere notizie. Una forma di opinione pubblica popolare c’era, non solo i nobili sapevano cosa facesse concretamente il re. Gli atteggiamenti di Giacomo alienavano fazioni sempre maggiori dell’opinione pubblica.
Questa era la genesi della Gloriosa Rivoluzione (1688-1699), chiamata così perché ebbe luogo senza spargimento di sangue. Re Giacomo emanò una Dichiarazione d’Indulgenza, con la quale permetteva libertà di culto ai cattolici; pretese anche che tutti i vescovi anglicani leggessero la dichiarazione durante la funzione domenicale, per far sapere a tutti che i cattolici sono stati sdoganati; 7 vescovi si rifiutarono e il re li fece processare perché disubbidirono. La corte, però, li assolve, perché trova che le accuse fatte dal re non siano legittime.
Maria II e Guglielmo III
Nel frattempo, Maria (1662-1694) era andata sposa a Guglielmo III d’Orange (fanatico protestante; 1650-1702) nel 1677. Il re di Olanda era un Orange. Guglielmo era “Statolder” (Luogotenente), ossia capo militare, della Repubblica delle Province Unite (attuali Paesi Bassi).
Giacomo II doveva essere eliminato: cominciò a correre la voce che suo figlio non fosse effettivamente suo erede perché, al momento del parto, si credeva fosse stato portato lì un bambino qualsiasi. Quindi, si sosteneva che le uniche eredi legittime fossero Anna e Maria.
Guglielmo d’Orange viene chiamato in Inghilterra dai pari, i quali pensavano che Giacomo II avesse mentito riguardo alla nascita del figlio, per poter riportare l’ordine e prendere il posto del figlio bastardo. Questa voce è stata creata per spodestare Giacomo II e far tornare l’anglicanesimo. Si diceva che la successione ereditaria fosse salva perché Maria era considerata legittima, però Giacomo II mosse l’esercito contro gli invasori – ma venne lasciato solo. Non potendosi più opporre agli eventi, prese moglie e figlio e andò in esilio in Francia (1685).
Il Parlamento considerò il fatto un’abdicazione. Il legittimo successore era, quindi la regina Maria, così nel 1689 il Parlamento offrì la corona a lei (Maria II) e a suo marito Guglielmo d’Orange (Guglielmo III). Finché Maria e Guglielmo non avrebbero avuto figli, l’unica erede al trono sarebbe stata Anna – e così fu.
Anna Stuart
La regina Anna (1665-1714) era molto religiosa e teneva molto alla Chiesa anglicana, della quale si considerava il capo senso di religiosità e di responsabilità (protezione della Chiesa; disponeva, infatti, del titolo ufficiale di defensor fidei). Anna era fondamentalmente anglicana e considerava suo nonno (Carlo I) un martire, perché sul potere del re non si discute.
Dal 1683 al 1708 è stata sposata con Giorgio di Danimarca (protestante, figlio del re di Danimarca); pur essendo combinato, fu un matrimonio felice, da cui ebbe ben 18 parti, tra il 1684 e il 1700 (nel film, 17):
- 13 furono aborti o morirono poco dopo la nascita;
- 5 sopravvissero per pochi anni;
- Guglielmo fu l’unico che riuscì a prendere il titolo di Duca di Gloucester, ma morì a 11 anni (1700).
A distanza, si è immaginato che la principessa soffrisse di una sindrome particolare che creasse dei grumi di sangue all’interno dell’organismo, e che di conseguenza provocasse anche gli aborti spontanei. Era anche malata di porfiria e, soprattutto, aveva la gotta (uricemia = produzione di un acido nel corpo, di solito in conseguenza a una dieta sbagliata – soprattutto carnivora –; quest’acido finisce nelle estremità – dita dei piedi e gambe – e dà dolori lancinanti). Non c’erano cure, al massimo dei pagliativi. Tutti questi fatti hanno pesato sul carattere della regina, rendendola in buona parte sofferente, e, in un libro sui suoi antenati, Churchill la descrisse, nel momento in cui salì al trono (1702), come un’invalida.
Per far capire la condizione umana di questa donna, la regia del film ha inventato che la regina Anna tenesse vicino al letto delle gabbie con 17 coniglietti, i quali hanno il nome dei figli, e addirittura si festeggerà il giorno della morte del figlio. La presenza dei conigli è fondamentale per l’immagine della madre che ha perso i suoi figli (infatti, l’ultima immagine del film sarà una miriade di coniglietti: ciò significa che la regina muore, perché i conigli sono simbolo di morte).
In una scena, la regina si perde all’interno del palazzo e incontra una nutrice, con un bambino tra le braccia. La regina desidera tenerlo, ma la nutrice glielo strappa dalle braccia dicendole che se ne sarebbe occupata lei stessa: con quest’immagine, è stato rimarcato il senso della perdita proprio nel momento in cui la nutrice (simbolo di morte) toglie il bimbo dalle braccia della regina.
Nel 1701 scoppia la Guerra di Successione spagnola (“Guerra della regina Anna”), nella quale la Gran Bretagna ha una parte predominante. Il conflitto si conclude, per la Gran Bretagna, con la Pace di Utrecht (1713). Il Comandante in capo delle truppe britanniche e grande stratega della guerra fu John Churchill, Duca di Marlborough (1650-1722).
La Regina, sostenitrice del partito TORY, scioglie il Parlamento nel 1710 e le nuove elezioni danno la maggioranza a questo partito, ma solo nella camera (bassa) dei Comuni; per sconfiggere i WHIG anche nella Camera (alta) dei Lord, Anna nomina, nel 1712, 12 nuovi Pari. In questo modo si forma una maggioranza che può sostenere l’intenzione della Sovrana di finire la guerra in corso con la già citata Pace di Utrecht. Le due favorite (Sarah e Abigail) hanno un atteggiamento diverso nei confronti della regina: una si rifiuta di capire il suo stato d’animo, mentre l’altra si aprirà di più nei suoi confronti.
Sarah Jennings
La favorita del film è Sarah Jennings (1660-1744): sposata con John Churchill, conobbe Anna da bambina, nel 1673 (Sarah aveva 13 anni e Anna 8): Sarah era di una piccola nobiltà e, durante la guerra civile, aveva parteggiato per il re. Quando Carlo II tornò, una serie di alleati della corona vennero “premiati”: quindi, Sarah Jennings divenne dama di corte.
La differenza di età di 5 anni, quando si è nella pre-adolescenza, è molto forte e quest’amicizia infantile, dal punto di vista psicologico, è particolare perché è come se Sarah fosse la sorella maggiore di Anna. Gli inizi d’epoca infantili hanno qualcosa di freudiano: tra Sarah e la regina Anna ci sarebbe stato anche un legame lesbico – e, nel film, diventa esplicito.
Sarah era una donna di carattere fortissimo ed era duchessa di Malborough, un titolo nobiliare preso dal marito. Ha lasciato delle memorie: una cosa significativa consiste nel fatto che Anna non volesse essere considerata superiore da Sarah, tanto che si inventerà dei nomi con cui le due potevano scambiarsi lettere (Morley e Freeman).
Durante la Gloriosa Rivoluzione, quando Giacomo II si trova isolato, Sarah favorì la fuga della sua amica e padrona, andando a raggiungere la sorella e il cognato. Giacomo II viene abbandonato da tutte e due le figlie. Inoltre, l’ufficiale inglese che disertò e passò all’esercito nemico del re era proprio John Churchill. Finché la regina aveva fiducia nella favorita, e quindi anche in suo marito, la guerra poteva continuare.
Il personaggio di Anna è molto sofferto e di fronte a certe sue manifestazioni può sembrare ridicola, ma denota una profonda frustrazione. Sente comunque il dovere di dover governare tutta l’Inghilterra. Maria II muore per vaiolo nel 1694, mentre suo marito continuerà a regnare fino al 1702.
Maria e Guglielmo credevano che Sarah complottasse per far salire al trono Anna anche prima della loro morte (infatti, era in contatto con i traditori del padre). Tanto saliva di gerarchia Anna, tanto saliva Sarah. Maria, quindi, chiede ad Anna di liberarsi di Sarah, la quale era stata nominata Lady of the Bedchamber nel 1683 (dama incaricata della stanza da letto – la stanza più privata e personale – della principessa), e ciò significa che era a contatto diretto con la regina. Anna, però, si rifiutò, e, per questo motivo, le sorelle non si rivolgeranno più la parola.
Attraverso un funzionario di corte, Sarah sarà costretta ad andarsene dalla corte di Maria II e Guglielmo III, e così se ne andò anche Anna. Successivamente, Sarah venne nominata anche Mistress of the Robes (dama incaricata del guardaroba della regina) e Keeper of the Privy Purse (Amministratrice dei beni personali della regina).
Grazie a queste cariche chiave, Sarah manovra in maniera da sostenere la guerra già iniziata dal predecessore di Anna e a far nominare il marito Comandante in capo dell’esercito inglese e poi britannico. Nel fare ciò, sostiene il partito WHIG, particolarmente inviso alla regina, e cerca addirittura di avvicinare Anna a quel partito. Successivamente, Sarah venne sostituita da Abigail Hill, che venne favorita da Anna con denaro, di tasca propria. Di conseguenza, la rottura dell’amicizia tra Anna e Sarah si consumò tra il 1710 e il 1711: le due avevano caratteri diversi e anche divergenze di carattere politico.
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