Cinematica dei sistemi di punti materiali
1. Corpo rigido: definizione, gradi di libertà. Moto del corpo rigido.
, () = ( − )() ∀
Preso un punto il suo moto è noto se è noto il vettore – cioè se sono note le
coordinate indipendenti necessarie per descrivere il moto che nel caso di un punto nello spazio sono 3
, ), 3.
(, mentre nel caso di un sistema di punti materiali diventano Se modellizziamo il corpo
− / = )
rigido come un sistema di punti con dei vincoli di rigidità (/ allora, presi tre suoi punti
, ,
non allineati – – possiamo costruire una terna d’assi solidale con centro in che ci permette di
descrivere il moto di un punto del corpo rigido. Infatti:
( ( ( () () ()) () () ())
− ) = − ) + − ) = ( + + + ( + +
# # # $ $ $
( − )
Dove fornisce i primi 3 GDL traslazionali, mentre l’orientazione degli
(, , ) (, , )
assi rispetto agli assi fornisce ulteriori 3 GDL rotazionali. In
particolare, i tre gradi di libertà rotazionali sono dati dagli angoli di Eulero. De-
, ∈ [0,2)
finito l’asse dei nodi come l’intersezione tra e allora è l’an-
∈ [0, ) ∈ [0,2)
golo di precessione, è l’angolo di nutazione e è l’angolo di
rotazione propria.
2. Esistenza ed unicità della velocità angolare di un corpo rigido:
il teorema di Poisson.
ℬ {e , e , e } ℬ.
Sia un corpo rigido e sia una terna di assi ortonormali solidali a Allora esiste ed è unico
% & '
ω ė = ω × e ω =
un vettore detto velocità angolare tale che valga la formula di Poisson: , con
( (
% '
∑ (e × e ̇ ) ℬ,
che non dipende dalla terna scelta. Inoltre, preso un qualsiasi vettore solidale a vale
( )
(*%
&
ṡ = ω × s. ̇ = ×
Si dimostra l’esistenza di tale vettore per cui valga . Si ha che:
! !
1 1 1
), ) (̇ )
× = ∑( × ̇ × = ∑( × ̇ × = ∑ × × =
&
! " # ! " # ! ! " "
2 2 2
1 1 1
)̇ ( ) (∑ (̇ ) ) (̇ (̇ ) (̇ ) )
= ∑( ∙ − ∙ ̇ = ̇ + ∙ = + ∙ + ∙ = ̇
! " " ! " " !" " ! " " ! ! $ $ ! % % !
2 2 2 ∗ ∗
̇ = ×
Ora si dimostra l’unicità di tale vettore. Infatti, se per assurdo si ha un altro tale che , allora
" "
∗ ∗
( )
− × = 0, = − ≠ 0
deve valere cioè esiste un vettore per ipotesi vale che sia parallelo a
" ∗
, , = .
ma è impossibile quindi deve essere
! $ %
Infine si dimostra che la formula di Poisson vale per qualsiasi vettore solidale:
( )
̇ = ̇ + ̇ + ̇ = × + × + × = × + + = × .
! ! $ $ % % ! ! $ $ % % ! ! $ $ % %
"'
!' $' %'
{ }
, , ̇ = × ′. ∎
Inoltre sia un’altra terna solidale, allora "
3. Enunciare e dimostrare la legge di distribuzione delle velocità.
S N
Condizione necessaria e suKiciente aKinché un sistema di punti materiali sia in moto rigido è che
() () (
= + × − )() ∀, ∈ ∀.
valga: + , ( (
ℬ, ( − ) − ) = −
Sia un corpo rigido con un vettore solidale. Vale mentre per Poisson
* +
()
( ( (
− ) = × ( − ), − = × − ).
da cui si ottiene che * +
() ( |
− = × − ) − | =
Viceversa, dimostriamo che se vale allora il moto è rigido, cioè che
* +
( ( ( $
(
| |
− | = 0 ∀, ∈ ). − | = 0 − ) = 0,
(equivalentemente Notiamo che equivale a infatti
() () ()
( (
$
( − ) = 2| − | | − |. Ma allora:
() ()
( (
$
( (
|
− ) = 2| − | ∙ − | = 2|P − Q| ∙ Gv − I = 2| − | ∙ G × − )I = 0. ∎
, +
() ()
4. Moto di un corpo rigido. Moto traslatorio, rototraslatorio, e sottocasi interessanti.
() (),
{
∀, ∀ = 1: , ∀}.
Il moto rigido è dato dall’insieme delle posizioni cioè Si può dimostrare
- -
( (
∙ − ) = ∙ − ), ∀, ∈ .
che un sistema è in moto rigido se e solo se: + ,
Abbiamo sei tipi di moto rigido:
1) Moto traslatorio: ogni direzione solidale mantiene orientazione invariante rispetto agli assi fissi,
, , .
perciò i GDL sono Condizione necessaria e suKiciente aKinché il moto rigido sia traslato-
= 0.
rio è che ̇
, , ̇, ̇, = 0,5 ∗ G × ̇ + × ̇ +
Infatti, siano versori di una terna solidale; se sono nulli allora
̇
× I = 0; = 0 ̇ = × = 0 ∎
viceversa se allora per Poisson.
# "
2) Moto rototraslatorio: esiste una direzione solidale che mantiene orientazione invariante rispetto
, , , , .
agli assi fissi (direzione privilegiata) – che coincide con perciò i GDL sono Condizione
necessaria e suKiciente aKinché il moto rigido sia rototraslatorio è che la direzione di sia co-
stante. ̇
0 = = × ,
Infatti sia il versore della direzione privilegiata, per Poisson cioè e sono paral-
̇
= (), = × = () × = 0. ∎
lele. Viceversa, sia allora
3) Moto rigido piano: esiste un piano solidale che si mantiene parallelo e a distanza costante da
∗
un piano fissato detto piano direttore. È un sottocaso del moto rototraslatorio, in cui la dire-
, , .
zione privilegiata è quella perpendicolare a entrambi i piani. I GDL sono
ℬ
Avendo definito il corpo rigido piano come un corpo rigido interamente contenuto in un piano
/
,
direttore e i cui punti si muovono in allora il moto più generico è proprio quello rototraslato-
rio.
4) Moto elicoidale: esiste una direzione solidale parallela alla direzione privilegiata tale che
#
∀, ∈ , = , ∥ ∥
tutti i punti di hanno velocità parallela a – ossia . È un sotto
+ , + , #
, .
caso del moto rototraslatorio, in cui i GDL sono
5) Moto rotatorio: esiste una direzione solidale parallela alla direzione privilegiata tale che tutti
#
∈ ⟹ = 0.
i suoi punti hanno velocità nulla – ossia È un sotto caso del moto rototraslato-
+
.
rio, in cui il GDL è ∈ ℬ = 0 ∀. , ,).
6) Moto polare: esiste un punto che rimane fermo – ossia I GDL sono 3 (,
+
5. Atto di moto di un corpo rigido. Enunciare e dimostrare il teorema di Mozzi.
∈ ℬ
L’atto di moto è l’insieme delle velocità dei punti in un istante fissato , ossia il campo di velocità
- 0
{ ∈ ℬ, ∀ = 1, … , = }.
a fissato con a In particolare:
0 + - 0
! = ∀, ∈ ℬ. = 0.
1) Atto di moto traslatorio: CNS è che
+ ,
− ∥ = , =
2) Atto di moto rototraslatorio: se , cioè esiste una direzione privilegiata
# + , #
∥ = + × ( − ).
tale che ogni direzione è luogo di punti ad uguale velocità. Vale
# + ,
CNS aKinché un sistema sia in moto rigido è che l’ADM sia rototraslatorio in ogni istante.
∃ : ∥ ∀ ∈ ∥
3) Atto di moto elicoidale: con detta asse di Mozzi ( ).
1 + 1 1 1 1 #
∃ : = 0 ∀ ∈ , ∥ = × ( − ), ∈
4) Atto di moto rotatorio: . Si ha che con , detta
2 , 2 2 # + 2
⊥ = ∩
asse di istantanea rotazione. Nel caso del corpo rigido e si dice centro di istan-
2 2
= × ( − ).
tanea rotazione, per cui vale +
≠ 0, ℬ
Per il teorema di Mozzi, se il più generale ADM di è elicoidale, con asse di moto di equazione:
×
4
( − ) = +
3 &
5
∈ ℝ. = = 0
Con Vale ; l’ADM si riduce a rotatorio se e solo se e in tal caso l’asse diventa asse
1 #
" 5
di istantanea rotazione. -
∀ ∈ ℬ = + ∥ ⊥ ; = =
si scompone , dove e si introduce , quindi
* * * * * - *
∥ " ∥ " ∥
|-|
( )
∙ = − =
e . Si osserva che , poiché:
* - - * * * * +
" ∥ ∥ ∥
∙ = ∙ = = ∙ = ∙
* - * + + -
|| || ||
∈ ℬ = 0);
Si cerca il luogo dei punti le cui velocità hanno componente perpendicolare nulla ( sfrut-
/
"
(
= + × − ),
tando che si ha che:
/ 0 (
+ = + + × − )
/ / 0 0
∥ " ∥ "
( (
= 0 + × − ) = 0, − ) × =
Da cui si ottiene che se e solo se equivalentemente se .
/ 0 0
" " "
( − ) ∙ = 0.
Questa equazione di incognita è del tipo del lemma – e vale Quindi per il lemma
0
"
-×3
#"
( − ) = +
(asse di Mozzi ), dove può essere sostituito con .
1 / 0 0
$ "
-
= + × ( − ) ∈
Vale per che sostituendo diventa:
/ 0 1 1 /
% × 1
0 $
)
= + × X + Y = + G( ∙ − I = + − =
/ 0 0 0 0 0 0
$ $ $ $
% . = 0 = 0 ≡ = 0. ∎
che è parallelo a Infine implica (quindi ) e viceversa, dato vale
/ / 4 4
%
6. Atto di moto rotatorio. Condizione necessaria e suDiciente. Caso piano: teorema di
Eulero e teorema di Chasles
L’atto di moto rototraslatorio si dice rotatorio se esiste una retta detta asse di istantanea rotazione
2
(
= 0 ∀ ∈ ∥ = × − ), ∈
tale che e . Vale che , più nello specifico, nel caso di un
+ 2 2 # , 2
⊥ , = ∩ ,
corpo rigido piano in cui si ha che detto centro di istantanea rotazione, è tale per cui
2 2
= × ( − ).
, ≔ ∙ , ℬ ∈
Avendo definito l’invariante scalare cinematico come in un corpo rigido piano , in cui
+ / +
, ⊥ ∀, = ∙ = 0.
si ha che Vale il teorema di Eulero per cui l’ADM di un corpo rigido piano se
+
non è traslatorio allora è rotatorio. ℬ , ∈ ℬ ,
Un altro risultato importante è il teorema di Chasles, per cui dato , con e non paral-
/ / 6 7
lele, si ha che il CIR si trova all’intersezione delle rette e , dove è passante per e perpendicolare
6 7 6
a mentre è passante per è perpendicolare a .
6 7 7
. =
Se non è parallela a allora per Eulero l’atto di moto è rotatorio quindi esiste un CIR Allora
6 7 6
(
× − ), = × ( − ) ( − ) ,
con segmento della retta passante per e perpendicolare a
7 (
( − ) , − ) ∈
e segmento della retta passante per e perpendicolare a . Quindi
6 7
(
, − ) ∈ ⇒ ∈ , ⇒ = ∩ ∎
.
6 7 6 7 6 7
7. Vincoli: definizioni ed esempi.
I vincoli sono dispositivi che limitano le configurazioni o le velocità accessibili al sistema e sono espri-
ℬ:
mibili tramite una relazione analitica tra tempo, posizioni e velocità di
̇ ̇
o , … , , , … , , p ≥ 0 (#)
- % 8 % 8
Un vincolo è detto: #
- Olonomo (o di posizione) se non contiene le velocità (esempio: punto che si muove su una
guida); #
- Anolonomo (o di mobilità) se contiene le velocità (esempio: rotolamento senza striscia-
mento).
I vincoli di mobilità sono riconducibili a quelli di posizione quando sono integrabili; se ciò non è vero
prendono il nome di vincoli di pure mobilità. Si distinguono:
- Vincoli fissi, se non danno luogo a dipendenza esplicita dal tempo;
- Vincoli mobili, se c’è una dipendenza esplicita dal tempo;
#
- Vincoli bilaterali, se è esprimibile tramite equazione;
#
- Vincoli unilaterali, se è esprimibile tramite disuguaglianza.
8. Vincoli di mobilità. Discutere il caso del puro rotolamento.
Un vincolo si dice di mobilità se è esprimibile tramite una relazione analitica che contiene anche le ve-
̇ ̇
o , … , , , … , , p ≥ 0.
locità, quindi del tipo Un esempio di ciò è dato dal rotolamento senza stri-
- % 8 % 8
sciamento, vincolo in cui due corpi rigidi (o un corpo rigido e una guida) sono vincolati nel punto di con-
ℬ ℬ
= = 0.
tatto dalla relazione: $ #
9 9 ?@-;$
9;-<=>
= = 0
Se il disco rotola senza strisciare su una guida fissa si ha che da cui si ricava che
9
è il CIR del disco e il moto del disco può essere descritto tramite un solo GDL. ?@-;$
9;-<=>
= ≠ 0
Nel caso in cui il disco rotola senza strisciare su una guida mobile allora quindi
9
non è più il CIR.
9. Cinematica relativa. Enunciare e dimostrare il teorema di Galileo ed il teorema di
Coriolis. ′
Dati due sistemi di riferimento e siamo alla ricerca di una relazione tra il moto di rispetto a e
′.
rispetto a Per il teorema di Galileo si ha che, detta la velocità di nel riferimento assoluto e detta
$
la velocità di nel riferimento relativo, vale che:
A = +
$ A BA
C
= + × ( − ) ′
Dove con velocità angolare degli assi di rispetto a e velocità di se
BA >C BA
′.
fosse solidale a ( ( ' '
( [( ) (
= − ) = ̇ + ̇ + ̇ = − + − )]
Abbiamo che dove:
5 () ()
( '
( − ) = = ̇ + ̇ + ̇ ;
- 0' 0' 0' 0'
()
( ′̇′
' ' ' ' ' ' ' '
( )
− = ̇ + ̇ + ̇ + ̇′ + ′̇′ +
- () ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' '
( ) ( ) ( ) ( )
= + × + × + × = + × + + =
6 6
'
= + × ( − ). ∎
6 = + +
Per il teorema di Coriolis si ha che per l’accelerazione di vale: , dove è l’acce-
$ A BA D> $
C C
( ) ( )p
, , = ̇ × − + × o × − +
lerazione assoluta di l’accelerazione relativa di
A BA >C
= 2 × .
l’accelerazione di trascinamento di e l’accelerazione di Coriolis di
D> A
$ $
( ( (
' ' '
( ) ( ( )I
= − ) = G( − + − )I = G + × − +
Abbiamo che: .
5 6 0'
$ $
() () ()
( ( ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' '
(̇ )
= + ̇ + ̇ = ̈ + ̈ + ̈ + ̇ × + ̇ × + ̇ × =
- 6
() ()
= + ×
6 6
( (
' ' '
( )I ( ) ( )
G × − = ̇ × − + × − =
- () ()
' '
( ) ( )I
= ̇ × − + × G + × −
6 ' '
( ) ( )I.
= + × + ̇ × − + × + × G × −
Dunque 5 6 6 6
Geometria delle masse e sistemi di forze
10. Centro di massa, definizione e proprietà. Dimostrare la proprietà distributiva. Sim-
metrie materiali. Esempi. ),
= {( , = 1, … , }
Dato un sistema di N punti materiali definiamo centro di massa di il punto:
- - E
1
( − ) = x ( − )
- -
-*% % ∑
= , ).
Dove è la massa totale del sistema. In coordinate vale: (e lo stesso per Alcune
F - -
1
proprietà del centro di massa sono:
- Il CDM di un sistema di due punti cade all’interno del segmento congiungente, a metà se hanno
la stessa massa;
- In un sistema piano, il CDM si trova anch’esso nel piano;
- In un sistema convesso, il CDM cade all’interno;
=
- Vale la proprietà distributiva, per cui dato sistema di punti materiali e due sottosistemi %
)
{( , ∈ , = 1, … , < }, = {( , ) ∈ , = , … , } = ∪ , ∩ = ∅
tali che
- - & - - % & % &
( − )
allora, definite massa totale di e massa totale di , si ha che, se è il CDM di
% % & & %
( − )
e è il CDM di , allora:
% & & 1
( ( (
− ) = o − ) + − )p
% % & &
Infatti: ! ! !
( ( [∑ ( ( ] ( (
∑
− ) = ∑ − ) = − ) + − ) = G − ) + −
" " !:8 " " 8:9 " " ! ! $ $
/ / /
)I. ∎
Se il sistema è omogeneo, alle simmetrie geometriche corrispondono delle simmetrie di massa. In par-
ticolare, possiamo definire:
⊥ ):
- Piano diametrale coniugato alla direzione (con è il piano tale che, in un sistema di
∗ ∗ ∗ ∗
∀ ∈ ∃ , ∥
punti materiali, se tale che hanno la stessa massa, e ha punto
, .
medio in allora il CDM cade su
⊥ ):
- Retta diametrale coniugata alla direzione (con è la retta tale che, in un sistema piano
∗ ∗ ∗ ∗
∀ ∈ ∃ , ∥
di punti materiali, se tale che hanno la stessa massa, e ha
, .
punto medio su allora il CDM cade su
11. Sistemi equivalenti di forze e loro riduzione. Enunciare e dimostrare il teorema di
riduzione. ),
= {( , = 1, … },
Sia un sistema di forze applicate definiamo:
- -
E
∑
, =
- Risultante di il vettore ;
-
-*% E
∑
, = ( − ) ×
- Momento risultante di il vettore .
> > - -
-*% C
=
Questi due vettori caratterizzano un certo sistema di forze, perciò diciamo che è equivalente a
C >C
),
{( , = 1, … , } = =
se e solo se e , ossia se hanno gli stessi vettori caratteristici.
G G >
Si nota che, nonostante il momento dipenda dalla scelta del polo, in realtà l’equivalenza dei sistemi non
≠ , = + ( − ) ×
ne è influenzata; infatti, sia per la proprietà del trasporto si ha che e
, 4
,C >C C
= + ( − ) × ′, ≃ ′ = = ′, = ′.
ma se significa che e dunque
> > , ,
≔ ∙
Avendo definito l’invariante scalare , vale il teorema di riduzione: sia un sistema con vettori
>
′
caratteristici e , esso è equivalente a un sistema non univocamente determinato composto al
>
pi&u
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