TIPO E PROGETTO
n.1
CARATTERI DISTRIBUTIVI DEGLI EDIFICI
LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA I
Prof. Gino Malacarne Studente Nicole Sclafani
A.A. 2025/2026
Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Architettura
Dipartimento di Architettura – Università di Bologna, Campus di Cesena
Introduzione; lo studio dell’abitazione e il concetto di tipo
Analizzare l’abitazione significa affrontare un tema complesso, legato alla storia
dell’umanità e ai diversi modi in cui le persone hanno organizzato lo spazio urbano e
territoriale.
L’indagine architettonica non deve limitarsi a descrivere le abitazioni, ma deve
diventare uno strumento utile al progetto, capace di interpretare i cambiamenti
storici e sociali.
Lo studio riguarda non solo gli edifici reali, ma anche le idee e le teorie che ne hanno
guidato la costruzione, soprattutto dopo la rivoluzione industriale. Comprendere le
condizioni storiche che hanno prodotto certe forme abitative permette di proporre
soluzioni più consapevoli e libere.
Fustel de Coulanges interpreta la nascita della casa antica come un atto religioso:
recintare l’altare domestico significava dare senso e identità al rapporto tra la casa
e il luogo. Nella domus romana, per esempio, la disposizione intorno al focolare
esprimeva un principio sacro e condiviso da tutta la società.
Col passare del tempo, pur cambiando le forme (dalla domus alla casa gotica, dalle
corti alle unità immerse nel verde), è rimasto costante il legame tra la casa e il suo
contesto. L’abitazione, quindi, non è solo una risposta funzionale ai bisogni umani, ma
rappresenta la cultura, la memoria e l’identità dell’uomo.
Abitare significa radicare uno spazio nel proprio mondo, dargli senso e
appartenenza. Come afferma E.N. Rogers, «la casa non è una macchina per abitare,
ma una cosa che deve essere amata», esprimendo così il valore affettivo e simbolico
dell’abitare.
Prima di fare un progetto occorre scegliere dei temi, fare scelte di tipo tipologico
ossia costruire un’identità.
Fare una scelta di tipo tipologico significa basare il progetto su un “tipo”, cioè su un
modello concettuale o una forma-base che rappresenta una struttura spaziale o
funzionale ricorrente nell’architettura
Prima di tutto bisogna definire il concetto di tipo, ripreso da Quatremère
intenzionalmente dalla sua matrice originaria greca , viene inteso, nelle sue
ᴛúᴛᴛoς
diverse declinazioni come sinonimo di «idea, matrice», che indica la «ragione
originaria della cosa», ma non la cosa stessa.
Condizione necessaria del tipo è la sua "vaghezza" e "indeterminatezza", che
secondo Giulio Carlo Argan lo rende strumento operativo, aperto al progetto.
La parola tipo non indica quindi tanto l’immagine di qualcosa da copiare o imitare
perfettamente, quanto piuttosto l’idea di un elemento che serve come punto di
riferimento per creare un modello.
Così, non si dovrebbe dire che una statua o un quadro finito sia servito come tipo
per una copia fatta in seguito; invece, se un frammento, un abbozzo, un’idea del
maestro o anche una descrizione più o meno imprecisa hanno ispirato un artista a
realizzare un’opera, allora si può dire che il tipo gli è stato dato da quella
particolare idea o intenzione.
Vi è però da fare una distinzione con il modello, ovvero inteso nel senso pratico
dell’arte come qualcosa che deve essere riprodotto esattamente com’è; il tipo, al
contrario, è un punto di partenza secondo il quale ognuno può creare opere diverse
tra loro.
Il tipo non è disegnabile ma descrivibile, non è un modello e si può estrarre da una
sequenza di edifici, è un concetto che si identifica con una struttura formale, si
manifesta con caratteri di universalità e necessità. Non posso inventare un tipo,
poiché lo ha messo a punto la storia
Dunque quando parliamo di scelte tipologiche alla base di un progetto significa;
comprenderne la logica spaziale e funzionale (rapporti tra pieni e vuoti,
●
gerarchie, percorsi, relazioni con il contesto);
riutilizzare quell’idea come base per un progetto nuovo, che la trasforma e la
●
adatta. individuare un riferimento nella storia o nella tradizione architettonica (es.
●
la tipologia della casa a corte o della basilica);
Ogni epoca e ogni civiltà hanno sviluppato i propri tipi abitativi, che si sono
trasformati nel tempo pur mantenendo un nucleo costante: l’esigenza di creare uno
spazio protetto, riconoscibile e con un significato simbolico.
Al di là del significato religioso che un tempo legava una comunità al proprio
territorio, la storia dell’abitazione mostra come il rapporto con il luogo sia rimasto,
nel tempo, il fattore determinante nella definizione delle diverse forme abitative.
Dalla domus romana alla casa gotica, dalla casa unifamiliare isolata alla casa a corte,
fino all’unità residenziale immersa nel verde, ciò che distingue questi modelli non è
tanto la funzione dell’abitare, che in fondo resta sempre la stessa, quanto il modo in
cui la casa si i
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