Non esiste una definizione di geopolitica = impossibilità di definizione univoca > ma ci sono alcuni elementi
che aiutano a delinearla:
- Non è una scienza, ma un approccio
- Una disciplina NON neutrale: è predittiva > non solo racconta passato e presente ma cerca di
immaginare degli scenari, come sarà il futuro > fa predizioni
e prescrittiva > per evitare che le cose vadano in un certo modo magari, o per cercare di favorire
l’interesse del client, che può corrispondere, ad esempio, con l’interesse nazionale> per questo non
è neutrale (perché raccontando scenari futuri si diventa parte in causa [si fanno narrazioni, si
narrano storie] + generalmente i geopolitici fanno parte del sistema di potere > offrono indicazioni -
political recommendations-, i geopolitici possono plasmare il futuro)
- Geopolitica, geostrategia e geoeconomia
- Il contesto ideologico e socioculturale che porta alla nascita della geopolitica classica > è la prima
disciplina che guarda al mondo come a un’unica entità, pensa al mondo per linee globali > è la
prima che percepisce il globo come un unico campo d’azione
La geopolitica contemporanea nasce verso la fine dell’800, caratterizzata dal periodo
dell’imperialismo (nato nell’occasione del Congresso di Berlino e lo scramble for Africa), dominato
da una visione aggressiva del nazionalismo e dalla crisi del balance of power > si diffonde il
darwinismo sociale che applica lo struggle for life alle scienze sociali e che si riflette nella visione
fortemente antagonista di Hobbes > in politica estera il principale strumento di cui si dispone è la
forza, a causa di un sistema essenzialmente anarchico (se non si è forti si è sconfitti, occupati,
invasi) > base della geopolitica classica
La geopolitica come teoria spaziale dell’azione presuppone:
1. Approccio realista
2. Anarchia internazionale ^ [in politica estera il principale strumento di cui si dispone è la forza, a
causa di un sistema essenzialmente anarchico (se non si è forti si è sconfitti, occupati, invasi)]
3. Primato della politica estera
Securitization approach: gli stati devono organizzarsi tenendo conto delle necessità della propria
sicurezza esterna
➢ In geopolitica si guarda alle relazioni tra gli stati e quindi alla politica estera
Quindi ha una visione Hobbesiana (^ fortemente antagonista) delle relazioni internazionali: il mutamento
dei confini territoriali è un indicatore di mutati rapporti di forza >
mondo finito > non ci si può più espandere, tutti i territori sono presi, si possono solo prendere a qualcun
altro > visione antagonista e claustrofobica (tutto il mondo è conosciuto) > visione darwiniana > si deve
crescere e questo può avvenire solo prendendo i territori a qualcun altro
➢ Esiste un legame tra visione geopolitica delle relazioni internazionali e percezione del globo
terrestre come un unico campo di azione (quello che Valery definiva: geografia politica del mondo
finito)
La geopolitica implica un pensare il mondo per linee globali e studiare la politica internazionale nel suo
insieme planetario e complessivo ^ [pensa al globo come ad un’unica entità, come un unico campo
d’azione]
geopolitica (guarda al dettaglio, ai meccanismi reali) VS relazioni internazionali (cerca di creare un sistema
teorico di base) > la geopolitica ha meccanismi diversi
VS geografia politica:
- Studia gli effetti della politica sulla geografia
- È storia “cristallizzata”: guarda al passato e al presente
- Rappresenta (e offre giustificazioni teoretiche) allo stato moderno nazionale
(nasce quando il Reich ha bisogno di spiegare ai suoi cittadini perché si trovano in un’unica grande
nazione)
➢ Descrive in modo fisso lo stato moderno nazionale (nasce in Europa e tra imperialismo e
colonialismo questa cerca di venderlo e importarlo in tutto il mondo)
Mentre la geopolitica:
- Studia gli effetti della geografia sulla politica (relazioni di potere) > per questo guarda allo spazio
- Parte dal passato per guardare al futuro: è storia in fieri, da fare ^ [i geopolitici raccontano scenari
futuri e possono plasmare il futuro. Geopolitica > ha o non ha effetti? Tendenzialmente sì]
- Non è una scienza perché non è mai neutrale: è una rappresentazione delle relazioni internazionali
del “sistema mondo” in funzione di interessi specifici (interesse nazionale) > del client > governo,
sistema nazione, multinazionali, anche gruppi bancari, ecc.
Più precisamente si tratta di interessi o percezione di interessi. Es: UE > non esiste una vera politica
estera europea perché gli interessi divergono > non ha una percezione comune di interessi, ma
divergente > questo fa sì che l’Europa non sia un vero attore geopolitico
Specifichiamo: interessi NON ideologia. La competizione internazionale è originata da interessi. Gli
interessi vincono sull’ideologia.
➢ In geopolitica contano gli interessi e la capacità di far valere la propria visione nel contesto
internazionale
+ l’attenzione allo spazio: da orizzontale, fisico e territoriale a spazio multidimensionale e verticale, fino a
spazio virtuale (finanza, cyber, cultura, informazione)
➢ La geopolitica è la proiezione del potere nello spazio (quale che sia lo spazio scelto > terra, mare -
spazio orizzontale- aria, spazio -spazio verticale- + spazio virtuale -aspetto cyberg-).
Alcune definizioni di geopolitica TIPICA DOMANDA
1. Rudolph Kjellén: la scienza dello stato come organismo geografico nel modo in cui esso si esprime
nello spazio (prima definizione);
2. Geoffrey Parker: è lo studio delle relazioni internazionali da una prospettiva spaziale o geografica; e
non dal punto di vista del sistema (artificiale e teorico)
3. Karl Haushofer: la coscienza geografica dello stato;
visione organicistica dello stato. La scuola continentale guarda allo stato come un organismo vitale
> se lo stato è un organismo ha quindi bisogno di crescere e di spazio (si tratta quindi di una visione
pericolosa e aggressiva della geopolitica)
4. S. Cohen: lo studio dell’influenza dei fattori geografici sulla politica estera degli Stati.
➢ Quelle degli autori classici sono definizioni pragmatiche. Mentre gli autori contemporanei tendono
quasi alla metafisica
Altre definizioni
• Paul Valery: è la geografia politica del mondo finito;
• Coniugi Sprout: approccio multidisciplinare indispensabile per l’elaborazione di teorie e di ipotesi
funzionali a individuare interessi e politiche statali, valutandone le possibili conseguenze e conflitti
d’interesse con altri attori che agiscono nello stesso spazio geopolitico;
• Yves Lacoste: è l’individuazione e il confronto sistematico delle percezioni e dei convincimenti che ogni
gruppo politico ha nei riguardi dello spazio, derivanti non da una valutazione razionale e oggettiva dei suoi
interessi, ma dalla cultura e dalla sua esperienza
• Carlo Jean (2003) : “La geopolitica è una particolare analisi della politica, condotta in riferimento ai
condizionamenti su di essa esercitati da fattori geografici: intendendo come tali non solo e non tanto quelli
propriamente fisici, come la morfologia dello spazio o il clima, quanto l'insieme delle relazioni di
interdipendenza esistenti fra le entità politiche territorialmente definite e le loro componenti”.
DEBOLEZZA DELLE DEFINIZIONI
• Il punto debole della maggior parte delle definizioni è che limitano il campo della geopolitica al solo piano
delle relazioni tra Stati diminuendo l’importanza dello studio dei rapporti di forza nell’ambito di territori di
ben più modesta dimensione, per esempio che si trovano anche all’interno dello stesso Stato o fra attori
non statuali.
➢ La geopolitica classica considera gli stati come degli attori unici, ma non lo sono. Gli stati hanno
dibattiti e divisioni interni, presentano divergenze. È fondamentale, quindi, considerare anche
rapporti più ristretti.
Ci sono, infatti, stati plurali, etno-frammentati, e i problemi nelle relazioni internazionali sono
spesso dovuti alle tensioni interne allo Stato, sfruttate, ad esempio nelle guerre per procura (è il
caso della guerra in Libia)
POSSIBILE DEFINIZIONE (NON DEFINITIVA)
• Michel Foucher amplia il senso più completo di geopolitica: ‘’La geopolitica è un metodo globale di analisi
geografica di situazioni sociopolitiche concrete considerate in quanto localizzate, e delle rappresentazioni
abituali che lo descrivono’’
➢ Concetto di narrazione > ogni discorso, ogni narrativa è un atto politico e uno strumento molto
importante (perché non è neutrale ma risponde a degli interessi) > per questo la geopolitica
ragiona sulle rappresentazioni
REGOLA BASE DELLA GEOPOLITICA
• Lacoste (che riporta in auge la geopolitica negli anni ’70) sottolinea che quando ci si appresta ad un’analisi
geopolitica non bisogna fidarsi delle spiegazioni troppo semplicistiche, né di quelle basate su un solo fattore
(non c’è nulla che può essere spiegato con una sola causa) poiché le situazioni politiche sono caratterizzate
da un alto livello di complessità.
• Alla complessità del mondo di oggi bisogna rispondere con il coraggio di essere complessi.
Le IV fasi della geopolitica
Per O’Loughlin 4 fasi della geopolitica:
• Quella classica
• Quella fascista
• Quella democratica
• Quella critica (da top-down a bottom-up. Si contesta la visione globale e si accusa la geopolitica classica di
essere aggressiva, imperialista e di fare ‘profezie che si autoavverano’)
RICORDARSI CHE:
• La principale differenza fra Geopolitica classica e contemporanea è nel metodo in cui si traduce il sapere
geopolitico, non il contenuto teorico o esplicativo nella comprensione del mondo.
Vi è un mutamento del metodo e dello sguardo geopolitico, ovvero >
• La trasformazione del metodo concerne il modo di concepire lo spazio e il rapporto fra politica e
geografia.
• Per i primi il mondo era uno spazio geografico chiuso, quasi claustrofobico > finito, bisogna lottare per
avere il proprio spazio
• Per i contemporanei al contrario è lo spazio geografico che sta nel mondo ( e non il mondo che sta nello
spazio geografico)
Autori classici TIPICA DOMANDA
La geopolitica classica
Fine dell’800 - 1945
- Una “scienza” figlia del suo tempo (imperialismo): darwinismo sociale e competizione nazionalista;
- La ricerca dell'elemento geostorico (si domanda qual è) per la dominazione globale: Heartland,
Seapower, Rimland;
➢ Capisce prima di altri che il mondo sta uscendo dal Balance of power e che il futuro sarà dominato
non dalle contese per la supremazia in Africa e in Asia, ma dallo scontro per la dominazione globale
(vedi WWII, Guerra Fredda)
- Determinismo geografico > troppo attenta alla geografia, da cui fa derivare troppe cose
e ossessione quantitativa (numeri di abitanti, grandezza/ dimensione, ecc.): Hard geopolitics e Hard
security
Elemento geostorico porta alla creazione di >
teorie binarie classiche > hanno un’opposizione, una dualità > sono basate sulla contrapposizione tra terra
e mare, potere terrestre e potere marittimo
- Inizio XX secolo: declino del “balance of power” e ricerca dell’elemento geostorico per la
dominazione globale > guardano al sistema mondo > le teorie classiche introducono questo
concetto
- Le teorie a sistema binario: -
Heartland (Mackinder) – detta anche del “pivot geografico”
Seapower (Mahan e Corbett)
Rimland (Spykman)
La scuola tedesca e Geopolitik
Friedrich Ratzel TIPICA DOMANDA
- 1844-1904. Studi di farmacia e zoologia (da qui deriva la visione dello stato come organismo vivente), poi
cattedra di geografia all’Università di Monaco (1876) e Lipsia (1886)
Si trova a cavallo tra la geografia politica e la geopolitica
- All’origine della geopolitica. Primo rappresentante della scuola tedesca di geopolitica > fondatore della
scuola tedesca (ma visione ancora fortemente 800esca e che verrà criticata in occasione della WWI)
- Dibattito sul posto della Germania nel mondo. Esponente del Comitato coloniale (contro Bismark) per
l’espansione coloniale tedesca
➢ La Germania è l’ultimo stato europeo che si riunifica > Ratzel afferma, quindi, che è una nazione in
ritardo; eppure, nonostante questo, è potentissima: la sua economia, infatti, è efficace e il suo
esercito è il più forte in Europa
• Per le idee da lui espresse sulle relazioni che si stabiliscono tra l'ambiente naturale e le società umane è
considerato il più autorevole esponente del determinismo geografico > la geografia determina le tue scelte
> gli stati hanno un’evoluzione determinata dalla geografia, che li obbliga a seguire una certa strada
• Come etnologo, contribuì notevolmente allo studio dei fenomeni di diffusione geografica su grandi
distanze di elementi culturali, specialmente con la sua ricerca sulle forme dell'arco in Africa.
• Sua opera principale: Geografia Politica del 1897 > opera importantissima nella Germania riunificata,
perché la presenta come un’unica nazione potente
Le 3 caratteristiche della Germania
• Le tre caratteristiche della G secondo Ratzel:
- Una nazione in ritardo (formatasi per ultima, mentre le altre si sono già formate)
E quindi >
- Geograficamente svantaggiata: percezione di assedio claustrofobico > è al centro dall’Europa e circondata
da potenziali nemici, ha dei confini facilmente attaccabili
- Nazione della scienza e della tecnica, primazia della Germania in questo campo > possiede le migliori
industrie e il miglior esercito
essere geograficamente svantaggiati ha una grande importanza perché >
Riflessione geopolitica di Ratzel
• Idea centrale: Stato come ORGANISMO legato al SUOLO:
– Essere vivente (ciclo della vita), Stato come forma di vita (è influenzato da “Il tramonto dell’Occidente”)
– Riferimenti a darwnisimo sociale (Herbert Spencer) > struggle for life
– Collegamento con il SUOLO: per esistere, lo Stato deve radicarsi, svilupparsi nello spazio. Ha bisogno di un
territorio, deve crescere
• Importanza dello spazio vitale
➢ Ratzel dà una spiegazione prettamente scientifica, ma in realtà introduce una visione angosciante e
aggressiva (importanza della narrazione). Siccome la Germania è arrivata ultima ed è circondata dai
nemici, deve diventare una grande potenza e lottare con le altre per conquistarsi lo spazio
necessario per vivere
7 leggi di espansione dello Stato
Definite la Bibbia degli imperialisti > si tratta di leggi apparentemente scientifiche, ma che in realtà sono
narrazioni che giustificano l’imperialismo e l’aggressività
1. l’estensione degli stati aumenta con l’avanzare della loro cultura > più uno stato cresce come civiltà e più
diventa grande (ossessione quantitativa)
2. la crescita spaziale degli stati si accompagna a varie altre manifestazioni del loro sviluppo → ideologia,
influenza, attività commerciale
Uno stato che cresce non lo fa solo perché è militarmente forte, ma anche perché è ricco, istruito, sviluppa
la scienza.
3. gli stati si espandono assimilando o assorbendo le unità politiche meno importanti > legge di natura > il
debole soccombe al forte
➢ leggi apparentemente oggettive tese a giustificare l’aggressività militare e l’espansionismo
territoriale
4. la frontiera è un organo (lo stato è un organismo, la frontiera è un suo organo) posto alla periferia dello
stato e la sua posizione materializza la crescita e la forza di uno stato: più lo stato è grande (ossessione
quantitativa) e più è forte e in salute.
5. Nella sua espansione spaziale lo stato assorbe i territori (le aree) più importanti (ricchi di risorse, porti,
fiumi, passi di montagna), zone strategicamente importanti;
6. proviene dall’esterno il primo impulso che spinge lo stato a espandersi in quanto fortemente attirato
dalle civiltà inferiori; l’impulso dell’aggressione viene dalla debolezza (imperialismo) > ancora una volta
giustifica l’imperialismo e l’aggressione
> L’impulso non viene dall’interno, ma dall’esterno, ovvero dalla debolezza dell’altro stato (è il caso degli
africani deboli e meno sviluppati rispetto agli europei) > se uno stato è debole attira gli interessi dello stato
forte (che non è il colpevole)
7. la tendenza generale verso l'espansione e l’assimilazione dei più deboli moltiplica le appropriazioni di
territori dando vita a un processo che si auto-alimenta > processo che si moltiplica perché lo fanno tutti gli
stati > quindi si auto-alimenta > tutti acquistano un po’ di spazio (si devono prendere territori, perché se
non lo fa uno stato lo farà un altro) fino a quando non ci sarà uno scontro inevitabile. (ha in mente lo
Scramble for Africa)
➢ Ratzel verrà criticato soprattutto da francesi e inglesi, ma anche dagli stessi tedeschi
➢ Visione fortemente aggressiva che porterà alla Germania alla WWI e alla distruzione del Reich
Sea Power (Mahan e Corbett) TIPICA DOMANDA D’ESAME
➢ Seapower collegato al concetto di commercio e di dominio mondiale
• Potere marittimo:
– più geopolitico e sfumato
– considera anche aspetti economici, diplomatici, territoriali.
– punti di appoggio lungo le rotte, la capacità di avere
punti di rifornimento, delle basi sicure.
➢ Capacità di controllare gli oceani attraverso il controllo dei cosid
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Appunti completi di Geopolitica - Teorie classiche e scenari contemporanei (94 pag.)
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