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Diritto privato – 30/09/2020

Cos'è il diritto?

1. Il diritto può essere oggettivo, quando è inteso come un complesso di regole che gli individui usano per relazionarsi e disciplinarsi nella società, queste regole danno libertà a sé stessi e agli altri.

2. Il diritto può anche essere soggettivo quando una regola attribuisce a un soggetto del potere, una posizione di vantaggio sugli altri o anche degli obblighi. Nel secondo caso il diritto assume un diverso significato: es. Il diritto italiano riconosce il diritto di proprietà. [diritto n 1 inteso come codice civile (diritto oggettivo), diritto n 2 inteso come diritto soggettivo]

  • Il diritto privato si basa sul diritto romano.

Cos'è una regola?

(giuridica, morale, religiosa, cortesia, ecc.)

Una regola giuridica è una proposizione/enunciato che prescrive un comportamento obbligatorio, vietato o lecito. La regola non descrive o racconta, la regola indirizza i comportamenti. Per distinguere le diverse regole attraverso una pluralità di sistemi (criteri/indici) si utilizza un criterio funzionale.

  • È necessaria per una pacifica convivenza tra gli uomini, perché sia efficace la società deve garantirne il funzionamento.
  • È coercibile, per chi non rispetta le regole sono previste delle sanzioni.
  • Trova la propria fonte negli atti o fatti quando i consociati riconoscono questa capacità di creare leggi (fonti del diritto = governo, parlamento, ecc.).

La struttura della regola giuridica

Aldilà della singola regola che è per forza diversa dalle altre, c’è uno schema logico ricorrente. Regola di comportamento condizionato, se si verificano certe condizioni, allora si dovrà/potrà comportare in un determinato modo. Es. art 2043 del codice civile (fattispecie istantanea) Qualunque fatto doloso ingiusto deve essere risarcito.

La fattispecie

Il termine fattispecie (da facti species) significa immagine del fatto, nella regola si ha infatti una descrizione della situazione tipo alla quale la norma prevede una sanzione.

  • La fattispecie astratta è la situazione descritta dalla regola.
  • La fattispecie concreta è la situazione reale e pratica in cui la regola si applica.

Conseguenze o effetti giuridici

Sono il contenuto previsto dalla regola come conseguenza alle fattispecie. Spesso le fattispecie non sono un singolo elemento, ma la somma di più fattispecie è necessaria per il verificarsi delle conseguenze giuridiche. -> È una fattispecie complessa.

Es. art 927 e seguenti del codice civile (L’invenzione -> da invenio = ritrovare) La persona che trova un oggetto smarrito dal proprietario è tenuto a restituirlo, oppure a consegnarlo al sindaco del luogo di ritrovamento. Il sindaco dovrà poi rendere pubblico il ritrovamento dell’oggetto, decorso un anno dall’avvenuta pubblicazione, tramite invenzione il nuovo proprietario diviene chi ha ritrovato il bene.

N.B. Normalmente una fattispecie complessa richiede più tempo per essere compiuta, sono fattispecie a formazione progressiva. Fattispecie semplice -> a formazione istantanea.

Caratteristiche tipiche delle norme giuridiche

  • Generalità: la regola giuridica si riferisce a una serie indeterminata e indeterminabile di soggetti, è destinata a tutti. Es. art 6, ogni persona ha diritto al nome.
  • Astrattezza: la norma è di regola suscettibile da ogni forma di fattispecie concreta, è ripetibile. Non tutte le norme hanno queste due caratteristiche, ci sono anche quelle concrete e individuali (di solito per singoli enti pubblici).

Essendo di solito astratte e generali il giurista deve riconoscere l’avvenimento della fattispecie astratta se corrisponde con la fattispecie concreta. È un procedimento di sussunzione del caso concreto su una norma generale e astratta.

Classificazione della norma

In base al contenuto

  • Norme precettive: impongono di seguire un determinato comportamento che è quindi obbligatorio.
  • Norme proibitive: vietano un comportamento che non deve essere tenuto. Es. art 833 divieto di atti emulativi, formalmente è un divieto di abuso del proprio diritto (soggettivo) con il solo scopo di arrecare danno ad altri.
  • Norme permissive: concedono al soggetto determinati comportamenti. Es. art 832 contenuto del diritto proprietario, è permesso godere della propria proprietà.
  • Norme di diritto comune: sono regole per la generalità dei casi.
  • Norme di diritto speciale: sono dettate per particolari esigenze o categorie (es. imprenditori commerciali, proprietari edilizi o agrari). Non si pongono in contrasto con le norme di diritto comune, ma è disciplinata a parte. (es. art 392 del 1978, contratto di locazione).
  • Norme eccezionali: deviano dalle regole o principi generali per soddisfare determinate esigenze di carattere eccezionale. (es. art 1322, regola contro la libertà di contrarre e ognuno è libero di contrarre) obbligo -> gli enti di trasporto pubblico sono obbligati a registrare contratti di trasporto con tutti i soggetti. Libertà -> ogni soggetto può scegliere se fare un contratto di trasporto o no (questo garantisce la libertà di trasporto). Queste norme valgono solo per i casi espressamente previsti.
  • Norme cogenti: sono norme inderogabili (non possono essere derogate dai privati) che il soggetto deve osservare (es. art 143 matrimonio).
  • Norme relative: sono norme derogabili, il soggetto può agire diversamente (es. art 1282 alle somme di denaro sono applicabili interessi a patto che non ci siano accordi precedenti).

Interpretazione delle leggi previste dalla legge

Tutte le norme giuridiche vanno interpretate (a meno che non siano specifiche, individuali o si faccia riferimento a numeri), il legislatore infatti utilizza parole con un ampio numero di significati.

  • Criterio di interpretazione letterale: si deve stabilire il significato delle parole della norma in relazione al contesto senza dare altro significato alle parole, art 12 delle disposizioni preliminari del codice civile. (es. parola liquido intesa come soldi o aggettivo).
  • Criterio di interpretazione teleologica-logica: l’interprete deve chiedersi qual è il risultato che la legge analizzata vuole raggiungere, art 12 delle disposizioni preliminari del codice civile. (es. vietato sporgersi dal treno o dall’Arena).

Nature classificatorie non previste espressamente dalle norme

  • Interpretazione estensiva: risultato più ampio del tenore letterale della norma (es. sporgersi dal treno si intende ogni parte del corpo), è l’opposto dell’interpretazione restrittiva.

Sui soggetti che compiono l'interpretazione

  • Interpretazione giudiziale: fatta dal giudice con riguardo al caso, ha efficacia di vincolare le parti coinvolte, non altri suoi colleghi con casi simili. Non è prevista la Common-Law come nei paesi anglofoni dove casi simili a casi antecedenti hanno sempre lo stesso risultato, è previsto il precedente vincolante. In Italia è previsto l’orientamento consolidato, quando più giudici con atti simili seguono la stessa interpretazione della regola.
  • Interpretazione dottrinale: fatta dai professori e studiosi del diritto per diversi fini, insegnare o pubblicazioni scientifiche. Questa interpretazione non è vincolante, ma ha autorevolezza.
  • Interpretazione autentica: effettuata dallo stesso legislatore allo scopo di prescrivere come interpretare norme di difficile o complicata interpretazione. È formalmente vincolante per tutti. (è una vera e propria norma).

Ordinamento giuridico e sistema

Le disposizioni giuridiche fanno parte dell’ordinamento giuridico, che è l’insieme di tutte le regole giuridiche. Non esiste solo l’ordinamento giuridico, c’è anche l’ordinamento canonico, sportivo, ecc. C’è l’esigenza di vedere l’ordinamento giuridico come un sistema ordinato che influenza e spiega le altre, paragonabile a un complesso organismo vivente.

Il sistema

  • L’interpretazione sistematica (non prevista nell’articolo 12 delle disposizioni preliminari del codice civile), si desume dal sistema, impone all’interprete di tenere conto di una determinata norma in quanto posta in relazione a tutte le altre norme del codice civile allo scopo di evitare contrasti tra norme -> antinomie. Es. art 2 maggiore età a 18 anni. Quando nelle altre norme si parla di maggiorenni o minorenni bisogna tenere conto dell’articolo 2.

Diritto privato – 02/10/2020

Analogia

  • La maggior parte delle norme, essendo astratte e generali, devono essere interpretate.
  • Arriva in nostro aiuto uno strumento chiamato analogia: riesce a colmare le inevitabili lacune o vuoti normativi. Se questo strumento non riesce a colmare ciò bisogna effettuare una ricerca riguardante una norma che regola un caso simile al nostro. Successivamente alla ricerca si deve verificare se sussiste l’identità di ratio (ragione della norma, l’obiettivo finale).

Ciò vuol dire che la ragione per la quale il legislatore ha individuato quella regola per il caso regolato deve sussistere anche per il caso non regolato e ciò non è sempre possibile. Es. Le norme eccezionali non possono essere applicate in via analogica alle norme penali se non nel caso in cui sono state scritte.

Clausole generali

  • Le norme contengono delle clausole generali.
  • Esse richiamano concetti elastici, che si adattano all’avanzare della società senza modificare alcun norma. Es. art 1337 la proposizione “in buona fede” può aver un significato diverso ai giorni nostri o in futuro rispetto al 1942. Buon costume del 1942 è diverso dal buon costume del 2020. Grazie a ciò non avviene alcun tipo di obsolescenza.

Aspetti negativi: Mette in dubbio la certezza della norma. Rischia di subire l’influenza della avanzata società. Spetterà al giudice motivare la sua interpretazione della clausola. Es. analogia, art 2045 e art 12. Tipo per non andare addosso ad un cane sterza bruscamente e va a scontrarsi addosso ad un albero. Caio si fa male durante la colluttazione. Tipo deve risarcire Caio? Si, deve risarcirlo perché l’articolo 2054 cita persone e non un animale.

Provenienza norme

Le norme provengono dalle fonti del diritto:

  • Ordinamento italiano: Civil law
  • Fonti atto: atti che sono idonei a produrre le norme.
  • Fonti fatto: sono i veri e propri fatti.
  • La giurisprudenza (sentenze del giudice) non costituisce fonte del diritto. Spetta alla cassazione garantire che le norme vengano interpretate nel modo corretto.

Alcune norme che fan parte dell’Unione Europea fanno parte anche del nostro ordinamento giuridico.

Gerarchia ordinamento giuridico

  1. Costituzione
  2. Leggi
  3. Regolamenti
  4. Usi

La Costituzione, le leggi e i regolamenti sono degli atti. Gli usi sono dei fatti. Leggi emanate dal Parlamento. Regolamenti emanati dal Governo (devono rispettare le leggi). Esiste la possibilità di modificare la Costituzione grazie ad una legge costituzionale. Non si possono, però, modificare dei principi. Si parla dunque di super Costituzione o Costituzione nucleare per affermare che è intoccabile.

Legge ordinaria

  • Legge statale (Stato, Parlamento…)
  • Legge regionale

Atti del Governo: norme giuridiche alla pari della legge ordinaria (il decreto legge e il decreto legislativo). Il decreto legge viene utilizzato in casi straordinari o di urgenza. Il Parlamento delega la funzione legislativa al Governo (legge delega -> principi e criteri al quale il Governo deve sottostare). Per mantenere la sua efficacia deve essere convertito in legge in termine breve dal Parlamento.

Corte costituzionale: vigila sulla conformità della legge alla costituzione. Alcune norme provengono da fonti esterne. Queste norme fanno parte del diritto consuetudinario internazionale. Trattati internazionali (altre norme derivate da fonti esterne). Fonti comunitarie o fonti dell’Unione Europea. Fonti del diritto dell’UE:

  1. Trattati -> trattato sull’UE, trattato sul funzionamento dell’UE
  2. La carta dei trattati dell’UE

Valori di questi trattati per il nostro stato:

  • Valori sovraordinati rispetto alla legge, paragonabili alla Costituzione (art 11)
  • Direttive e regolamenti dell’UE (fonti di norme, producono norme)
  • Supremazia del diritto dell’UE sul diritto interno
  • Solo le norme della supercostituzione non possono essere toccate dall’UE
  • Es. articolo modificato art. 117 C.I.
  • Regolamenti dell’UE: uniformare la disciplina di una determinata materia in tutti gli stati membri dell’UE.

Si producono norme immediatamente (senza mezzi) applicabili in tutti gli ordinamenti degli stati membri dell’UE. Es. regolamenti protezione dati personali (2018). Se quella determinata norma era già stata disciplinata da uno stato membro quella dell’UE ha la supremazia e quella dello stato viene disapplicata (non viene cancellata ma non applicata). Il legislatore interno di uno stato non deve fare nulla poiché esse si applicano appunto immediatamente. I legislatori adeguano norme interne in base alla norma europea per non creare ambiguità.

Direttiva UE: armonizzare (assicurarsi che i principi delle discipline degli ordinamenti degli stati membri siano in armonia) spetta al legislatore nazionale ad emanare norme interne che traspongano la direttiva, cioè norme che permettono a raggiungere obiettivi unitari in tutta la UE (fissano principi e obiettivi). Per entrare nel nostro ordinamento hanno bisogno di un atto normativo interno che le trasponga. Se lo stato non lo fa o lo fa nel modo non adeguato sarà inadempiente rispetto all’UE e se quella direttiva attribuiva diritti a singoli che avrebbero goduto di questi diritti allora lo stato è responsabile di risarcirne il danno.

  • Decisioni –> si rivolgono a soggetti particolari dell’UE
  • Diritto dell’UE è interpretato dalla corte di giustizia dell’UE
  • I giudici interni applicano il diritto dell’UE disapplicando le norme in contrasto
  • Se il giudice interno è in dubbio, può sospendere il suo processo e chiedere alla corte di giustizia dell’UE come deve essere interpretata
  • Le sentenze della corte di giustizia dell’UE sono vincolanti e prevalgono sulla norma del regolamento interno
  • Regolamenti di Governo: norme prodotte dal Governo e sottordinate alla legge
  • Se un giudice si trova di fronte ad una norma del Governo, deve disapplicare quest’ultima perché si applica la norma di legge
  • Il giudice amministrato può annullare le norme del Governo

Usi e consuetudini

  • Sono fonti di fatto (non scritte)
  • Consuetudini contram legem -> non esistono. Art 8 (pre leggi) La legge può richiamare gli usi per spiegare una fattispecie (secundum legem). Art 1492 la norma scritta richiama gli usi.
  • La consuetudine è formata da due elementi: Usus (uso), ripetizione di un comportamento materiale da parte di una collettività per un significativo lasso di tempo. Opinion ius ac necesitatis, opinione o convinzione che quel comportamento sia doveroso o debba divenire tale.
  • Norme subordinate rispetto alla norma scritta.

Problemi:

  1. Come si fa a sapere se esiste un uso? Esistono delle raccolte di usi (forniscono la prova che esiste un uso, non è una norma scritta).
  2. Capire che rapporto c’è tra consuetudine e analogia. Prevale l’analogia per interpretare una norma piuttosto che un uso.

Come si risolvono le antinomie (conflitti tra norme)

Antinomia: fattispecie concreta che corrisponde a diverse fattispecie astratte (norme che tra di loro dicono cose incompatibili).

Criteri risolutivi:

  • Gerarchia: prevale la norma prodotta dalla fonte più in alto nella gerarchia. Quando una legge contrasta una norma costituzionale il giudice può sollevare la legittimità costituzionale. Rinvia gli atti alla corte costituzionale che decide se la norma è conforme alla Costituzione. La corte costituzionale può dichiarare che in parte una norma è costituzionalmente illecita.

Quando le norme hanno pari valore?

  • Competenza: qual è la fonte competente che ha disciplinato quella norma (stato > regione).
  • Criterio cronologico: abrogazione della legge precedente ad opera della legge successiva. La legge è abrogata quando cessa di avere efficacia per effetto di un’altra legge. Art 15.

Tipi di abrogazione

  • Espressa: la legge successiva espressamente dichiara di abrogare la legge precedente.
  • Quando c’è incompatibilità tra norma successiva e precedente.

Non è un criterio sicuro perché occorre notare se la norma successiva è speciale rispetto a quella anteriore. Se è speciale: la norma successiva non abroga la precedente. Si utilizza quella successiva in determinati casi (indeterminate fattispecie). Le fattispecie che sono state effettuate prima dell’entrata in vigore della nuova norma seguono quella precedente. Principio generale di irretroattività della legge (art 11). La legge però non è retroattiva!!! (art 25 C.I.). Non si può fare per le leggi penali ma per quelle civili sì.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulypedroni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Omodei Salè Riccardo.
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