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Gli anticipi sulla retribuzione

Oneri sociali a carico dell'impresa

Oltre alla retribuzione diretta e indiretta, occorre considerare le rilevazioni contabili relative agli oneri sociali a carico dell'impresa:

  • Contributi previdenziali sono a carico del lavoratore (già visto) e dell'impresa e per quest'ultima costituiscono un costo ulteriore. Le modalità di calcolo dipendono dal settore di attività ma la scrittura contabile è sempre la stessa. In alcune situazioni, vi può essere la c.d. «fiscalizzazione degli oneri sociali», ovvero un beneficio concesso temporaneamente che va a ridurre il costo degli oneri previdenziali.
  • Contributi assicurativi sono finalizzati alla tutela del personale dipendente per eventuali infortuni sul lavoro e vengono corrisposti all'Istituto Nazionale di Assicurazione per gli Infortuni sul Lavoro (INAIL). I contributi assicurativi sono versati all'INAIL in proporzione alla retribuzione lorda e sono a carico del datore di lavoro. Le rilevazioni contabili sono diverse dai contributi sociali. Nel mese di febbraio occorre versare il saldo dei contributi relativi all'anno precedente e l'acconto per l'anno in corso (convenzionalmente pari ai contributi dell'anno precedente).

Il trattamento di fine rapporto

Ogni dipendente, in base all'art. 2120 del C.C., ha diritto a ricevere al momento della cessazione del rapporto di lavoro una liquidazione detta Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Si tratta di una retribuzione differita che matura in base a:

  • Retribuzione annua
  • Durata del rapporto di lavoro

Dal punto di vista contabile, occorre distinguere tra:

  • Imprese con meno di 50 dipendenti: il TFR è un costo per l'impresa.
  • Imprese con più di 50 dipendenti: il TFR maturato fino al 31.12.2006 rimane in azienda con le vecchie regole; a partire dal 1.1.2007, il dipendente può scegliere se continuare ad accumularlo in azienda o se destinare le somme a forme di previdenza complementare.

Ma se l’impresa avesse meno di 50 dipendenti? Come viene calcolata la quota annua del TFR? Come si utilizza il TFR?

Il TFR rappresenta per l’impresa un debito di natura determinata, esistenza certa, importo determinato. È il momento in cui avverrà il pagamento che è indeterminato. Quando si interrompe il rapporto di lavoro, l’impresa deve pagare il suo debito composto da:

  • Importo TFR maturato fino al termine dell’esercizio precedente (debito maturato)
  • Quota di indennità maturata nell’esercizio fino al momento dell’interruzione del rapporto di lavoro (costo d’esercizio)

Queste componenti devono rimanere distinte in contabilità: la prima corrisponde al debito maturato, la seconda è la quota di costo di competenza dell’esercizio. Esempio… Utilizzo del TFR, esempio… Anticipi su TFR.

La caparra confirmatoria

Può essere richiesta dal venditore a titolo di garanzia personale, in quanto, magari è la prima volta che fa affari con lui e quindi vuole tutelarsi. Quindi viene versata come garanzia per la regolare esecuzione dell’accordo ed è prevista dall’art. 1385 del CC che nel caso di:

  • Regolare adempimento, la caparra viene restituita o imputata alla prestazione, quindi vado a pagare la differenza (casi più frequenti).
  • Inadempienza da parte del venditore, il compratore può richiedere il doppio della caparra.
  • Inadempienza da parte del compratore, il venditore trattiene la caparra a titolo di risarcimento.

Esempio per capire… il conto “caparre a fornitori” è un credito nei confronti del fornitore e inoltre NON c’è IVA al contrario dell’anticipo, perché il versamento della caparra dal pdv giuridico viene visto solamente come un trasferimento di denaro. ATTENZIONE ALL’ESAME.

Le perdite su crediti

Queste perdite vengono registrate quando un credito, in tutto o in parte, non viene incassato, quindi diventano dei costi di esercizio in quanto non mi torneranno mai quei soldi. Esempio per capire…

La svalutazione dei crediti

I crediti che l'impresa concede alla clientela sono soggetti al rischio di insolvenza, quindi può succedere che non si possano riscuotere totalmente o solo in parte. Queste perdite quindi per il principio della competenza economica devono essere imputate all’esercizio in cui il credito è sorto e non all’esercizio nel quale c’è manifestazione finanziaria (quindi quando perdo i miei soldi), stimando però il possibile valore di realizzo.

La stima si basa su:

  • Difficoltà finanziarie significative del debitore
  • Violazione dei termini contrattuali (mancato pagamento di interessi e/o capitale)
  • Probabilità di fallimento del compratore

Come si stimano le inesigibilità? Ci sono 2 modi:

  1. Procedimento analitico: i crediti vengono valutati singolarmente (avviene nelle piccole imprese).
  2. Procedimento sintetico: i crediti sono raggruppati in base alle caratteristiche di rischio e successivamente valutati.

Dal pdv contabile invece la svalutazione viene fatta solitamente al 31.12 in due modi:

  • Metodo diretto (o in conto): uso sempre lo stesso conto e metto il valore della svalutazione in avere.
  • Metodo indiretto (o fuori conti): uso l’apposito conto “fondo svalutazione crediti”, nella sezione avere, che rettifica indirettamente il credito.

Esempio per capire…

Quindi il fondo svalutazione crediti viene utilizzato per definire le mie perdite su crediti, che possono essere di 3 tipologie:

  • Uguale al fondo svalutazione crediti: la parte inesigibile è interamente coperta mediante il FSC che viene azzerato. Non si rileva nessuna perdita, ovvero nessun costo di esercizio.
  • Maggiore del fondo svalutazione crediti: l’eccedenza rispetto alla capienza del FSC è contabilizzata come costo di esercizio.
  • Minore del fondo svalutazione crediti: la parte inesigibile è interamente coperta mediante l’uso del FSC che viene diminuito per l’importo della perdita. Non si rileva nessuna perdita, ovvero nessun costo di esercizio.

Le imposte sul reddito

Le imposte sul reddito di esercizio a cui sono soggette le società di capitali sono:

  • IRES (Imposta sul Reddito delle Società)
    • Imposta diretta e proporzionale determinata applicando aliquota unica del 24% al reddito complessivo netto annuo della società (l’aliquota ha valenza nazionale).
    • Reddito complessivo netto = ricavi imponibili – costi deducibili (TUIR)
  • IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive)
    • Imposta diretta e proporzionale determinata applicando aliquota 3,9% al valore della produzione netta (ogni regione può scegliere l'aliquota).
    • Valore produzione netta = Valore produzione – Costi produzione di cui alle voci A e B del conto economico ex art. 2425 c.c. +/- rettifiche (esempi di costi indeducibili: costo per personale, costi per collaborazioni coordinate continuative, costi per compensi di lavoro autonomo occasionale).

Dal risultato economico civilistico al reddito imponibile fiscale:

  • Reddito di bilancio (risultato economico civilistico): risultato economico di un periodo amministrativo (esercizio) risultante dal bilancio redatto in conformità alle disposizioni del Codice civile e dei principi contabili nazionali/internazionali (utile/perdita di esercizio) determinata attraverso l’applicazione di normativa civilistica finalizzata a garantire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione finanziaria.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paolozf di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Fissi Silvia.
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