BOTANICA
Le piante vengono studiate dalla botanica, una branca della biologia vegetale (comprende anche la
fisiologia vegetale, ecologia vegetale, genetica agraria) che ne studia forma e struttura.
deriva dal fatto che l’ambiente esterno ha esercitato
Sono molto diverse tra di loro e la diversità una
pressione selettiva. i primi organismi vegetali occorre risalire all’origine
Per scoprire quando si sono evoluti
dell’universo All’inizio era un insieme di polvere
circa 13 miliardi di anni fa a causa del Big Bang.
e gas che subivano la pressione del Sole, in queste condizioni affinché si creassero i pianeti bisogna
risalire a 4,6 miliardi di anni fa. Secondo la teoria di Oparin (1922) il substrato dove i primi
organismi si sono evoluti era un ambiente acquatico che possedeva proprietà fondamentali:
mancanza di ossigeno libero, abbondanza di idrogeno, percentuali di azoto e carbonio. Per effetto
delle radiazioni solari da cui provenivano scariche elettriche e onde radioattive, si sarebbero venute
a formare le prime molecole organiche (coacervati) che hanno rappresentato il brodo primordiale;
successivamente si è passato a degli aggregati più complessi che hanno portato alla formazione
Di conseguenza l’evoluzione
delle prime cellule. della vita sul nostro pianeta è il risultato
dell’evoluzione chimica. di
La teoria di Oparin è stata dimostrata dall’esperimento Miller e Urey negli anni 50, i quali
crearono un dispositivo in cui riuscì a ricostituire le condizioni del brodo primordiale, sottoposto a
riscaldamento e scariche elettriche e facendo condensare i vapori prodotti ha dimostrato che si
venivano a creare molecole organiche semplici tra cui amminoacidi.
Le prime testimonianze di organismi
risalgono a 3,9 miliardi di anni fa quando
sono stati ritrovati dei fossili di procarioti
(organismi molto semplici eterotrofi).
Successivamente 2,6 mld di anni fa
comparvero batteri procarioti ma autotrofi in
grado di avviare il processo fotosintetico in
particolare erano cianobatteri, che hanno
sedimentato in rocce fossili chiamate
stromatoliti. Il processo fotosintetico ha
portato alla produzione di sostanza organica e
all’accumulo di ossigeno libero nell’aria come prodotto di scarto, che ha permesso la formazione
evento importante perché gli organismi si spostano dall’acqua alla terra ferma.
della ozonosfera - Le
cellule si modificano e si passa da semplice procariota ad eucariota, sono comparse per prime le
alghe brune, poi rosse e verdi formate da singole cellule. Prima degli organismi pluricellulari sono
comparse le forme coloniali, la differenza tra una colonia e un organismo pluricellulare è che
nell’organismo pluricellulare le singole cellule quando si dividono restano unite. 600 milioni di anni
fa sono comparsi gli organismi pluricellulari nel cambriano e 400 milioni di anni fa iniziarono a
colonizzare le terre. Le angiosperme comparvero nel Giurassico circa 140-200 milioni di anni fa.
Tutti gli organismi sono formati da una o più cellule simili, specializzate nello svolgimento di
questo ha portato all’enunciazione della teoria cellulare proposta da
diverse funzioni vitali cellula è l’unità base di tutti gli esseri viventi.
Schleiden e Schwann: la (1838-39)
Nel 1665 Hooke con uno dei primi microscopi osservò un pezzetto di sughero (tessuto morto)
notando che era costituito da piccole cellette che chiamò cellule. Nel 1859 Virchow affermò con un
“omnia
aforisma cellula e cellula” cioè ogni cellula si origina da una cellula grazie alla divisione
cellulare in particolare la mitosi che in un individuo produce le cellule somatiche.
una membrana che la separa dall’ambiente,
Ogni cellula deve possedere deve poter svolgere attività
metaboliche, delle reazioni chimiche che vengono favorite dagli enzimi, deve avere la capacità di
e trasmettere l’informazione genetica e deve avere la possibilità di
poter duplicarsi evolversi
altrimenti sarebbero destinate ad estinguersi.
Inizialmente i viventi erano dei procarioti, la cellula procariotica è molto semplice, nella definizione
più ampia si definisce una cellula senza nucleo, in realtà essa possiede il materiale genetico avvolto
nel nucleoide. Possiede una membrana plasmatica formata da fosfolipidi, esternamente hanno una
parete cellulare con una composizione chimica diversa dalla parete della cellula vegetale perché
sono presenti dei peptidoglicani e non cellulosa, si può trovare anche un altro involucro che
costituisce la capsula. All’interno del citoplasma sono presenti tantissimi ribosomi necessari per
sintetizzare proteine, la molecola di DNA nudo, non cromatina in quanto non si trovano istoni. È in
grado di produrre energia senza i mitocondri, infatti la sintesi di ATP avviene grazie agli enzimi
della catena respiratoria associati a delle estroflessioni della membrana plasmatica che si chiamano
mesosomi, in modo da rendere la cellula autonoma. I batteri sono organismi unicellulari e possono
formare colonie, la riproduzione è molto semplice e avviene per scissione binaria.
I cianobatteri furono i primi organismi autotrofi organizzati a formare colonie filamentose, sono
presenti strutture membranose che si trovano all’interno di tutto il citoplasma e si chiamano
tilacoidi, sono sempre associati con pigmenti come clorofilla a, ficobiline (arancio-rosso) e
ficocianine (azzurro) fondamentali per far avvenire il processo fotosintetico.
L’evoluzione degli organismi eucariotici ha avuto origine quando una cellula procariotica ha
fagocitato un procariote più piccolo ma non l’ha digerito, in un primo processo ha inglobato un
batterio che si è evoluto verso i mitocondri e poi un cianobatterio in grado di fare la fotosintesi che
ha dato origine ai cloroplasti.
Il citoscheletro determina fisicamente
la posizione funzionale dei vari
organuli all’interno della cellula ed è la
stessa sia nella cellula animale che in
quella vegetale anche se hanno una
morfologia diversa. Hanno entrambe
un nucleo differenziato che contiene il
DNA racchiuso da due membrane, un
citoplasma compartimentalizzato e a differenza delle cellule procariote da queste si sono evoluti gli
organismi pluricellulari in cui si stabiliscono connessioni citoplasmatiche tramite le cellule in modo
da poter scambiarsi segnali che dettano la specializzazione grazie agli ormoni. l’energia
Se prendiamo in considerazione le modalità con cui gli esseri viventi recuperano
necessaria, possiamo suddividerli in:
-autotrofi capaci di organicare il carbonio sfruttando una fonte di energia esterna tramite la
utilizzando l’energia luminosa, l’anidride
fotosintesi carbonica reagisce con molecole in grado di
e protoni come l’acqua oppure ad esempio l’acido solfidrico
donare elettroni e a seconda della
molecola viene detta ossigenica se rilascia ossigeno o anossigenica. Oppure tramite chemiosintesi
utilizzando l’energia derivante dall’ossidazione di sostanze inorganiche, ad esempio
in nitriti e altri batteri in grado di trasformarli in nitrati
dall’ammoniaca utilizzati dalle piante perché
la molecola di azoto è fondamentale per la sintesi delle proteine;
-eterotrofi al contrario non sono in grado di organicare il carbonio e devono nutrirsi di sostanze
organiche, per questo le piante sono produttori e gli animali consumatori.
In base al tipo di cellula, gli organismi viventi vengono divisi in Procarioti che comprendono gli
Archea e i Batteri e in Eucarioti che comprendono i Protisti, Piante, Animali e Funghi.
Le piante vengono suddivise in due grandi categorie: tallofite o cormofite.
Gli organismi a tallo non possiedono radici, fusto e foglie, tutto il corpo è in grado di svolgere la
fotosintesi clorofilliana. Si originano da cellule che possono restare divise in organismi unicellulari
come Acetabularia di pochi millimetri oppure una singola cellula può essere multinucleata, che può
formare setti divisori portando alla formazione di organismi pluricellulari multinucleati. Non
esistono i tessuti ma solo cellule.
Gli organismi a cormo, al contrario sono pluricellulari con tessuti specializzati a formare i 3 organi
radici, fusto e foglie. Il passaggio dalle tallofite alle cormofite è segnato dalle briofite (muschi) dette
anche protocormofite.
Le piante possono vivere sia in ambiente acquatico sia terrestre, ma la possibilità di colonizzare
diversi ambienti è stata resa possibile grazie alla comparsa di nuove caratteristiche sotto la spinta
evolutiva. La vita è comparsa in acqua perché schermava le cellule dai raggi ultravioletti dannosi.
Le prime alghe brune vivevano in profondità e
man mano si sono spostate, le alghe verdi infatti si
al pelo dell’acqua. Tutte le piante
trovano quasi
hanno una parete fatta da cellulosa, i muschi
(anello di conduzione) si sono evoluti perché oltre
alla cellulosa, la cellula ha prodotto la cutina e la
sporopollenina. I muschi vivono in presenza di
acqua perché altrimenti vanno incontro ad un
processo di essiccamento, e anche per la
riproduzione poiché le spore vengono trasportate
dall’acqua. La cutina si trova anche nelle piante
terrestri perché possono cutinizzare, perché
passando da un ambiente all’altro il primo problema da affrontare è stato evitare la perdita di acqua
dalla cellula; la sporopollenina ha rivestito le spore cioè le cellule deputate alla riproduzione.
Le felci vivono in ambienti umidi ma non hanno più bisogno di essere immerse nell’acqua, si
riproducono attraverso le spore, nelle felci è comparsa una nuova molecola ovvero la lignina .
Quando si parla di piante spesso si dice che sono fatte di legno, ma non è corretto perché il legno
dipende dal fatto che alcune cellule presentano una parete che lignifica, ma la parete cellulare
sappiamo essere costituita da cellulosa. La lignina ha fatto sì che queste piante potessero aumentare
in altezza, ha reso il loro corpo più rigido riuscendo ad attrarre più raggi solari.
Il passaggio successivo è rappresentato dalle piante arboree, i loro tronchi riescono a svilupparsi in
altezza perché oltre alla lignina sono in grado di produrre la suberina (ricorda il sughero che ha la
funzione di isolare la pianta dagli shock termici).
Le caratteristiche comuni a tutti gli organismi vegetali: sono autotrofi, immobili e ancorati al
substrato da cui assorbono nutrienti ma dotati di una capacità di crescita indeterminata in grado di
compiere stimoli tattici, produttori primari, hanno evoluto meccanismi che ostacolano la
disidratazione, hanno sviluppato tessuti specializzati per il trasporto della linfa grezza (acqua
assorbita) ed elaborata (zuccheri prodotti nelle foglie + acqua). La linfa è una sostanza acquosa che
circola nel corpo della pianta che permette di collegare i diversi organi, parte dalle radici e arriva
fino alle foglie e poi torna indietro.
Come fanno gli individui a crescere? Ogni essere vivente da cosa si origina? Tutti i viventi
originano essenzialmente da una cellula ovvero lo zigote, l’intermezzo che permette di arrivare ad
un individuo è la mitosi, in particolare se prendo in considerazione un seme (organo di resistenza
/sopravvivenza) nel momento in cui viene messo in condizioni adeguate può attivarsi e dare origine
a nuovi individui. La struttura più semplice si chiama plantula che ha tutti gli organi a partire da
l’accrescimento
una radice embrionale ed è quindi una cormofita, coinvolge sia la porzione aerea
sia la porzione radicale; se consideriamo la porzione aerea si forma a partire da due foglioline
embrionali e la pianta appartiene alle dicotiledoni oppure se ne forma
una sola appartiene alle monocotiledoni. Nelle piante le cellule in
continua divisione si chiamano meristemi, ciò che regola il processo di
crescita è il piano di divisione cellulare che può portare allo sviluppo
delle cellule o su un unico piano oppure su diversi piani. La modalità
con cui si forma il piano di divisione e con cui si dividono i cromosomi
dipende dal fuso mitotico, questo ragionamento vale anche per la
cellula vegetale e la divisione asimmetrica fa sì che il corredo
citoplasmatico si distribuisca in maniera differente nelle cellule figlie.
-Quali sono i meccanismi che regolano il ciclo cellulare nelle piante?
Il ciclo cellulare rappresenta l’insieme delle fasi che attraversa una cellula dal momento in cui si
forma come risultato di una divisione cellulare fino ad un’altra eventuale divisione. Comprende una
fase G1, S e G2 che costituiscono l’interfase e poi una fase mitotica in cui la cellula divide il suo
corredo genetico e citoplasmatico tra le due cellule figlie. Nella fase mitotica distinguiamo la fase
della cariocinesi (materiale nucleare) e della citodieresi (materiale citoplasmatico).
L'interfase si suddivide in tre fasi:
1. fase G1 la cellula produce gli organelli e le
proteine necessari per l'accrescimento della massa
cellulare;
2. fase S avviene la duplicazione del materiale
genetico;
3. fase G2 continua l'accrescimento della massa ed
inizia a prepararsi alla successiva mitosi.
La cellula vegetale può decidere se andare oltre la fase G2
oppure arrestarsi, esistono due punti di controllo uno nella e l’altro nella fase G2, sono
fase G1 che se viene superato prosegue nella duplicazione del DNA
necessari più punti di controllo per stabilire se procedere o meno e nel momento in cui le condizioni
ritornano favorevoli essa è già pronta per riprendere la divisione.
Le cellule si specializzano nonostante il loro stesso corredo cromosomico a causa della diversa
regolazione dell’espressione genica, per cui alcune possono decidere di uscire dal ciclo cellulare e
andare verso un percorso di specializzazione, una cellula vegetale specializzata può però ritornare a
dividersi, questo meccanismo prende il nome di de-differenziazione ed è possibile per tutte le
cellule specializzate a patto che abbiano mantenuto il loro corredo genetico.
La fase G2 non può iniziare se prima non viene completata la sintesi del DNA o se questo viene
danneggiato, le cellule vegetali possono bloccarsi nella fase G2 in risposta a condizioni ambientali
di stress come la mancanza di acqua. Un ruolo molto importante viene svolto dagli ormoni che
regolano le diverse fasi del ciclo cellulare.
Possono verificarsi dei casi in cui la normale progressione del ciclo cellulare viene alterata, come
nei cicli di endoreduplicazione del DNA: la
presenza di elevate quantità di materiale genetico è
un vantaggio nelle cellule vegetali. Salta la fase G2
e ritorna nella fase G1, subisce un corso alternativo
di sviluppo costituito da cicli ripetuti di
replicazione del DNA senza divisione cellulare. La
cellula risultante avrà un maggiore contenuto di
DNA e dimensioni nucleari. Nelle piante è
presente una condizione di poliploidia ovvero
possiedono un numero di cromosomi superiore al
corredo diploide (due cromosomi uno paterno e uno materno) in base a quante volte sono stati
ripetuti i cicli di endoreduplicazione. Possono esserci cellule in condizione anche diploide. La
condizione poliploide si può originare da errori della mitosi/meiosi oppure da gameti che
possiedono più di un assetto cromosomico, se si fondono gameti della stessa specie gli individui
vengono detti autopoliploidi, se si fondono gameti di specie diverse gli individui vengono detti
allopoliploidi e la loro variabilità genetica aumenta.
Oltre alla poliploidia un altro evento che interessa un aumento del materiale genetico è la politenia:
singoli cromosomi si riproducono molte volte senza divisioni citoplasmatiche e si formano
cromosomi giganti.
L’amplificazione genica riguarda la duplicazione di specifiche sequenze genetiche pertanto alla fine
si ha del materiale genetico in più ma è gene specifico, è il risultato di un processo di
specializzazione, ad esempio, se una cellula muscolare ha bisogno di una determinata proteina il
gene viene amplificato più volte in modo da produrre più proteina.
La transizione attraverso i punti di controllo è regolata da due classi di proteine: cicline e chinasi-
ciclina dipendente. Sono posizionate in punti diversi per regolare i vari GAP.
Le chinasi sono delle proteine che devono interagire sempre con le cicline e con un substrato che le
porta all’attivazione, ne sono state identificate 9 che regolano l’interfase e una nel corso della
mitosi, presentano un dominio catalitico e un dominio ATP di legame infatti il loro ruolo è quello
di catalizzare il trasferimento di un gruppo fosfato dall’ATP a residui di serina e/o treonina presenti
su proteine che svolgono la funzione di substrato (proteine strutturali o fattori di trascrizione).
Le cicline sono proteine regolatrici transienti, formano un complesso con le CDK, la formazione di
questo avvia l'attivazione delle CDK che viene completata dalla successiva fosforilazione. Le
cicline sono così chiamate in quanto la loro concentrazione varia ciclicamente.
Per attivare o disattivare le proteine di controllo vengono utilizzati come strumenti:
• Fosforilazione ad opera di protein-chinasi;
• De-fosforilazione ad opera di proteine fosfatasi.
Che cosa induce questi due meccanismi? Devono esserci delle molecole segnali chiamate mitogeni
(ormoni vegetali) e nel caso delle piante sono rappresentate dalle auxine, citochinine e dal
saccarosio. Lo zucchero per la cellula vegetale funziona come un ormone, nel periodo in cui le
piante producono tanti zuccheri esse crescono di più poiché riescono a mandare più cellule in
mitosi. Nel momento in cui tutti questi fattori sono presenti, le cellule meristematiche sono in grado
di dividersi, passando attraverso le fasi del ciclo cellulare; se questi fattori non sono presenti le
cellule vanno in quiescenza oppure in fasi di specializzazione uscendo dal ciclo cellulare.
PARETE CELLULARE
La parete &e
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