Storia dell’arte contemporanea
POSTIMPRESSIONISMO
Dove: Francia e Germania.
Quando: metà 800-inizio 900, periodo di crisi dei temi e delle modalità
espressive della scuola impressionista. Queste nuove avanguardie =
continuazione delle esperienze impressioniste, poiché è il canone d’arte oramai
apprezzato da galleristi e da collezionisti francesi.
1886 – Parigi, ottava e ultima mostra degli impressionisti a cui partecipano
anche due importanti esponenti del postimpressionismo:
1. George Seurat (causa una frattura nell’Impressionismo, dando vita al
Pointillisme)
2. Paul Gauguin (maestro della tendenza sintetista)
Impressionisti: riproduzione della realtà en plein air (percezione della realtà).
Post-impressionisti: importanza al dato pittorico (importanza della pittura).
Uno dei principali artisti: George Seurat, teorizza una divisione tra
impressionismo lirico/canonico (= quello della scuola impressionista, di artisti
come Monet e Renoir) e impressionismo scientifico, denominato dalla critica
“Pointillisme” (= scomposizione dei colori sulla tela thru piccoli punti).
Aspetti principali del Pointillisme:
- Rendere operativo l’imperativo degli impressionisti ma mai reso concreto:
la materia pittorica è disposta in tessere di colori tra loro non mescolati
- Recuperare i criteri geometrici e proporzionali venuti meno nelle opere
impressioniste
- Opporsi all’idea impressionista di cogliere la realtà nella sua visione
transitoria (cogliere l’attimo, en plein-air): Seurat dipinge l’essenza della
realtà, ciò che è immutabile
Nei quadri impressionisti il colore veniva mescolato sulla tela. Ma a partire da
Seurat, esso viene suddiviso attraverso piccoli punti/tessere di colore, ed è
l'occhio che, osservando l’opera da lontano, ne deve ricostruire la sua integrità.
Seurat parte sempre da un colore locale (il colore naturale di un oggetto che
non viene modificato da una luce e dall’ombra) e vi sovrappone un colore che è
il riflesso del tono locale. Poi, attorno al colore locale situa dei piccoli puntini
che devono suggerire i suoi colori complementari grazie a questa
giustapposizione di colori primari e rispettivi complementari, la retina desume
le tinte intermedie e i colori secondari forte studio sulla percezione del colore
che teorizza e mette anche in pratica nelle sue opere.
Baudelaire (nel 1859) aveva individuato due istanze principali per l’arte:
1. Contemporaneità ed effimero: ricerca perseguita dall’Impressionismo
(pittori della tensione urbana, di una realtà mobile ed in costante
cambiamento).
2. Ricerca del permanente: esigenza del recuperare l’essenza, ciò che
tentano di trovare Seurat, Cezanne e Gauguin.
Vincent Van Gogh
Pittore di origini olandesi, altro grande esponente post-impressionista.
Nel suo primo periodo (prima del 1886 - “periodo olandese”) emerge già
un segno pittorico molto forte, quasi deformante, che sarà un tratto
caratteristico della sua produzione più matura.
Nel 1886 si trasferisce a Parigi dal fratello Theo (fine fase olandese), dove
conosce l’impressionismo, studia il pointillisme di Seurat e lo reinterpreta
in maniera personale: riprende la pennellata diversificata e quelli che in
Seurat sono puntini, in Van Gogh sono veri solchi di colore il colore è
simbolico per Van Gogh.
1886 - Jeanne Moreau pubblica su “Le Figaro” di Parigi il manifesto del
simbolismo, in cui afferma che l’opera d’arte suscitare uno stato d’animo
interiore. L’artista deve restituire una sua sensazione, non qualcosa di
visto con gli occhi. La pennellata diviene così una scarica energetica che
esprime una forte empatia tra pittore ed opera.
Van Gogh e Gauguin risentono molto dell’influenza delle stampe
giapponesi, diffusesi tra anni 1860-1880 grazie alla penetrazione europea
in Asia.
Dopo il soggiorno parigino, Van Gogh si trasferisce ad Arles, dove scopre
l’importanza della luce nelle opere soprattutto di paesaggi (esempio:
Veduta di Arles, 1888).
Nel 1888 l’artista viene raggiunto in Provenza da Gauguin e realizza la
Camera Gialla
famosa opera . Molta importanza al colore giallo,
esprime la solarità e gioia con cui accoglie l’amico. L’autore utilizza una
pennellata molto innovativa: stesa attraverso grandi solchi di colore,
segue diverse direzioni a seconda dell’ogg che viene rappresentato, così
da diversificare le varie figure (pennellata multidirezionale).
Nel 1890 muore.
Caffè di notte, Van Gogh (1888)
Il colore predominante è il rosso, che indica la perdizione: Van Gogh voleva
dipingere un caffè nelle ore inoltrate della notte per lui il caffè rappresenta la
fornace del diavolo (luogo dove si trova solo gente persa, desolata, alienata,
come ubriachi e prostitute…).
Nella costruzione dello spazio notiamo una reminiscenza prospettica (fughe del
pavimento), ma non è una prospettiva lineare, poiché il punto di fuga è ostruito
(da tavolo, sedie…) anche questo indica uno stato di precarietà, come quello
che stava vivendo l’artista in quel momento.
Colore simbolico in Van Gogh il colore simbolizza determinati stati d’animo.
Autoritratto, Van Gogh (1888)
Lunghissima serie di autoritratti in cui rappresenta sé stesso in un periodo di
brutale perdizione. Questo in particolare è il suo volto dopo aver ferito l’amico
Gauguin con un rasoio e aver successivamente deciso di recidersi l’orecchio.
Dipinti = specchi di stato d’animo dell’artista.
Campo di Grano, Van Gogh (1890)
Anno della morte. Uso della pennellata che procede attraverso solchi di colore
e una linea multi-direzionata/diversificata. Il dipinto raffigura un cielo carico di
presagi, degli uccelli in volo e colori scuri contrapposti al giallo è la
rappresentazione della vita burrascosa dell’artista, poco dopo Van Gogh si
ferisce con una pistola e morirà nei giorni successivi.
Paul Gaugin
1886, torna a Parigi, dopo essere stato in Bretagna, dove aveva fatto
pittura en plein air, e stringe amicizia con Van Gogh.
1891 – parte per Tahiti, Polinesia. Lontano dalla Francia G diventerà un
mito.
Per gli impressionisti era importante l'immagine reale, quella che era davanti ai
loro occhi, mentre per Gauguin (come per Van Gogh) ciò che conta è
l'immagine che l’artista ha dentro di sé, la sua situazione interiore svolta!!
che avrà delle enormi influenze sull’espressionismo. Inoltre, per Gauguin il
colore deve riflettere il sentimento dell’artista, e di conseguenza è
antinaturalistico.
La visione dopo il sermone, Gauguin (1888)
Rappresenta un momento di predica che ha luogo durante una manifestazione
religiosa della Bretagna (“i perdoni”). È una rappresentazione pittoresca: in
primo piano vi è un cerchio di donne in ascolto del prete (“pievano”), mentre in
secondo piano è rappresentato ciò che le donne immaginano suscitate dalle
parole della predica (lotta tra Giacobbe e l’angelo) compenetrazione tra
realtà e immaginario (primo piano = realtà, secondo = immaginazione,
allucinazione). Linguaggio sintetico, non c’è attenzione al dettaglio, ma una
ricerca di forte sintesi data soprattutto da:
1. Il disegno – figure hanno una linea di contorno forte e leggibile
2. Il colore puro – portato alla sua massima intensità grazie alla stesura
omogenea delle tinte.
Lo spazio è bidimensionale perché è lo spazio dell’immaginazione, non reale.
Lo spirito dei morti veglia, Gauguin (1892)
Per il dipinto, G trae spunto dall’esperienza della compagna, che si sveglia
perché avverte la presenza di un demonio. Elementi caratteristici sono la
sovrapposizione del piano della realtà e quello dell’immaginazione e l’utilizzo di
due tinte predominanti: giallo acido e viola, due colori contrastanti che sono in
grado di suggestionare l’osservatore, come succede con la musica
(collegamento a Kandinsky).
Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo? Gauguin (1897)
Quadro realizzato durante il secondo viaggio a Tahiti. È un’opera di grandi
dimensioni, riflette sull’esistenza umana e sulle prospettive future: il quadro è
suddiviso in tre fasi (a sx nascita, al centro adolescenza, a dx morte).
Si tratta del suo secondo soggiorno a Tahiti: essendo un luogo incontaminato
dai canoni pittorici dell’Occidente, gli permette di sperimentare una pittura
lontana dalla tradizione grazie a queste sperimentazioni G avrà grande
influenza sui pittori francesi e darà avvio a diverse scuole simboliste. Tra gli
autori più influenzati da G vi è Emile Bernard, il quale fonda in Bretagna la
Scuola di Pont-Aven, di cui fanno parte diversi artisti come Paul Sérusier.
Paul Sérusier e I Nabis
Nabis = gruppo di pittori post-impressionisti che si radunano intorno a Sérusier
(dall’ebraico “profeti”): avevano una precisa ideologia e condividevano idee
simili ai gruppi delle Avanguardie storiche di primo 900. Caratteristiche
principali:
1. Uso di un colore puro e antinaturalistico (ma che restituisce l’interiorità
dell’autore)
2. Totale assenza di chiaro-scuro
3. Spazio piatto e privo di prospettiva
Il talismano, Sérusier (1888)
L’artista lo ha dipinto sotto la guida di Bernard e Gauguin, il suo intento era
dipingere in sintesi le scoperte di questi due artisti sulla pittura simbolista (=
una pittura che procede non per dettagli ma per sintesi: data dalla linea del
disegno che demarcava le figure e dal colore intenso e attraverso stesure
piatte).
Edward Munch
Importante esponente post-impressionista, che dal 1880/90 anticipa la violenza
cromatica antinaturalistica tipica dell’Espressionismo. I suoi quadri riflettono la
sua inquietudine esistenziale.
Passeggiata sul corso Karl Johan (1892)
Rappresenta delle persone su un corso di una grande metropoli, con abiti
borghesi. Il pittore li restituisce con un volto cadaverico come se fossero
presenze fantasmatiche.
Adolescenza, Munch (1895)
Rappresenta una ragazzina nuda sul letto e una proiezione nera che esce dal
suo corpo e si riflette sul muro, evidenziando l’inquietudine tipica della fase
adolescenziale.
L’urlo, Munch (1906)
Esprime con forza il tema del disagio esistenziale dell’artista. Il colore ha una
forte accezione simbolica: il rosso del cielo esprime la carica emotiva ed il
dolore, mentre il blu l’alienazione vissuta dall’individuo, che è spersonalizzato
dai suoi tratti quindi, la sensazione può essere generalizzata all’intera
umanità.
ESPRESSIONISMO FRANCESE
Il protagonista principale è Henri Matisse. Questo movimento verrà
gruppo dei fauves
denominato da un critico di allora (“le belve”), per il loro
uso brutale del colore. Gli artisti dei fauves, infatti, cercano di restituire il colore
in maniera naturale/reale, differentemente agli artisti simbolisti.
Henri Matisse
Lusso, calma e voluttà, Matisse (1904-1905)
“invito al viaggio”.
Il titolo riprende la poesia di Baudelaire
- Da un lato troviamo gli insegnamenti di Gauguin: la sovrapposizione della
dimensione della realtà e di quella del sogno. La dimensione reale è il
picnic in riva al mare, mentre la dimensione mitica e sognante sono le
persone nude. I colori e il tema emanano gioia e solarità tipiche del
Mediterraneo.
- Dall’altro la stesura del colore ricorda Van Gogh: i tocchi di colore usati
sembrano tessere di un mosaico, tra le quali vi sono dei vuoti (che
ricordano le pennellate di Seurat) colmati dal colore giallo possiamo
definire la sua pittura “puntini a maglie larghe”.
- È importante anche il contorno per demarcare le figure (ripreso da
Gauguin).
- Come nella scuola simbolista, anche in questo dipinto vi è l’assenza di
prospettiva e profondità un tratto che sembra esprimere in maniera
evidente questo aspetto è la figura in secondo piano che tiene le braccia
aperte come se dovesse sconfessare un’idea di illusionismo prospettico.
Ritratto con riga verde, Matisse (1905)
Uno dei dipinti che presenta al “Salone d’autunno” (evento espositivo molto
importante).
Qui si esprime molto bene l’uso del colore: Matisse sembra disegnare le
figure col colore, il contorno è molto forte e marcato ma anche esso è fatto di
colore.
Il verde è un colore antinaturalistico che qui serve per dividere la superficie del
volto: una parte illuminata dalla luce e l’altra in ombra Matisse non usa il
chiaroscuro, lo rende con il colore.
Anche qui vi è totale assenza di profondità: lo sfondo è costituito da
campionature di colore per far percepire la figura più avanzata, percezione
spaziale data dall’uso del colore.
La gioia del vivere, Matisse (1904)
Dipinto presentato al Salone d’autunno successivo.
In questo dipinto predomina la gioia: i colori sono vivaci, vi è una totale
assenza di chiaroscuro, usa campionature di colore. Le figure sembrano vivere
autonomamente nello spazio della tela grazie alla marcatura del contorno.
Rilevante l’uso delle linee curve e soprattutto della tensione circolare e
centripeta che vi è all’interno del quadro, rappresentata in maniera evidente
con le figure che formano un girotondo. Il dipinto rappresenta la danza, la
vitalità e la gioia, temi centrali della pittura di Matisse.
Matisse studia anche i quadri del passato per riprendere alcune
caratteristiche pittoriche, tra i quali Ingres e Puvis de Chavannes. PER
INNOVARE BISOGNA ANCHE GUARDARE LA STORIA.
La danza, Matisse (1910)
Uno dei temi caratteristici della sua pittura. Totale espressione dei colori piatti e
naturalistici. Questo dipinto esprime un sentimento panico, di gioia alla vita.
L’espressione che Matisse cerca di restituire fa apparire la superfice
rettangolare della tela piccola per contenere le figure. Il girotondo e lo sfiorarsi
delle mani lasciano il cerchio aperto, facendolo sembrare un invito
all’osservatore ad entrare nel dipinto. In quest’opera l’artista usa pochi colori e
figure stilizzate (quado fortemente sintetico), bidimensionalità.
La tavola rossa, Matisse (1896)
Torna elemento dell’arabesco, della linea che si fa circolare quasi ad annullare i
confini tra le varie superfici ritratte: la tavola sembra trasferirsi sulla parete e
creare così un pandan visivo ed illusionistico con gli alberi sulla sinistra.
Nudo blu, Matisse (1907) Nudo sdraiato
Correlato all’opera scultorea di Matisse (ricerca scultorea
parallela di Matisse). Opera che vuole rimarcar l’importanza della scultura nei
dipinti. Infatti, vi è qui risalto volumetrico, esaltato da contrasti e aloni blu che
circondano il corpo, chiara suggestione dell’arte nera (ciò che gli interessa è la
modalità inventata, senza canoni e regole tradizionali da rispettare + risalto
all’elemento volumetrico, alle masse scultoree).
Andre Derain
Come Matisse, Derain attua una parallela ricerca sulla massa scultorea, ripresa
dall’arte nera.
Bagnanti, Andre Derain (1907)
Opera importante per la rielaborazione del nudo di Picasso. La scelta di
prendere il nudo come soggetto fu uno scandalo al Salone degli Indipendenti di
Parigi, non tanto per la nudità, ma per la rappresentazione di tali figure senza
rispettare i canoni tradizionali (tipici dell’arte classica).
Anche in questo dipinto vi sono suggestioni dell’arte nera, come la
semplificazione e deformazione dei volti. Altri elementi importanti sono i
contrasti dei volumi, risaltati dalle parti in luce, ed il gioco volumetrico che si
crea grazie al ruolo determinante della luce.
Per gli artisti della scuola simbolista e per i Fauves, la città moderna è
brulicante di vita e per questo è rappresentata sempre con un tono
ottimistico (visione ottimistica della socialità).
ESPRESSIONISMO TEDESCO Die Brucke
questo gruppo di pittori prenderà il nome di (“il ponte”) nel
1905.
L’esponente principale dell’espressionismo tedesco è Ernst Ludwig Kirchner.
Fanno riferimento a Van Gogh: pittura come espressione autobiografica.
Un tema principale è la rappresentazione della città urbana moderna, ma a
differenza dei Fauves, essa non è vibrante e gioiosa ma cupa, alienata e
Caffè Rosso
nevrotica realtà che si può collegare all’opera di Van Gogh e alla
pittura di Munch.
Marcella, Ernst Ludwig Kirchner (1910)
Opera in cui l’artista rappresenta l’angoscia e la solitudine attraverso l’utilizzo
di colori acidi e stridenti. Utilizza una pittura fatta di pochi tratti, stesi in
maniera frettolosa.
Cinque donne nella strada, Ernst Ludwig Kirchner (1913)
Attraverso la deformazione delle figure, rappresenta la realtà tormentata
dell’artista (avvertita anche dagli altri artisti appartenenti a questo gruppo). Il
tipo di pittura è lo stesso di Marcella.
Bagnanti, Ernst Ludwig Kirchner (1913)
Il tema apparentemente è gioioso e solare, ma in realtà il tema dominante è il
senso di incertezza, che si denota dai tratti pittorici spigolosi e dall’assenza di
un punto d’appoggio visivo all’interno della scena. Inoltre, le figure sono aspre
e poco armoniose.
Torre rossa di Halle, Ernst Ludwig Kirchner (1914)
Rappresenta il rapporto conflittuale dell’artista con l’ambiente urbano. Egli
dipinge la vision
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti esame - Storia dell'arte contemporanea
-
Appunti Storia dell'architettura e dell'arte contemporanea
-
Appunti storia dell'arte contemporanea
-
Storia dell'arte contemporanea - Appunti