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Il diritto privato e le sue fonti

Lunedì 28 febbraio 2022 12:23

Il diritto è un insieme di principi e regole che servono a risolvere problemi, che servono a rispondere a esigenze della società. L'obiettivo (universale) del diritto è dare gli strumenti necessari per risolvere problemi che si presentano nella quotidianità attraverso le sue regole e i suoi principi. Non tutti i modi possibili per risolvere i problemi costituiscono però il diritto, non tutti i problemi richiedono risposte giuridiche. Le regole che costituiscono il diritto sono tutte le regole che non derivano dall'etichetta o dalla morale ma derivano dalle fonti del diritto.

Nell'ottica del diritto l'autorità statale ha un ruolo centrale (ruolo dello Stato che prevede determinate regole giuridiche con le quali i cittadini devono convivere), ma non solo, nell'ottica del diritto vi sono anche le fonti sovranazionali (es. l'Unione Europea che emana regole giuridiche che tutti i paesi europei devono seguire), il sistema di imitazione di altri ordinamenti (imitazione delle regole risolutive di diritto usate in altri ordinamenti\paesi -> competizione tra diversi ordinamenti per ricercare la migliore soluzione) e l'autonomia privata, attraverso cui anche i singoli cittadini possono risolvere dei problemi, possono cioè usare strumenti giuridici a loro offerti dallo Stato per soddisfare le loro esigenze -> distinzione tra diritto pubblico e diritto privato.

Diritto pubblico e diritto privato

La distinzione tra diritto pubblico e privato è in qualche misura incerta e varia nel tempo, è destinata ad essere messa costantemente in discussione nella realtà e, in maniera più decisiva, nei momenti di crisi, in momenti in cui una società si confronta con problematiche che richiedono non necessariamente solo risposte di diritto pubblico o di diritto privato.

Il diritto pubblico è l'insieme di principi e regole che disciplina l'organizzazione ed il funzionamento dello Stato, delle istituzioni, degli enti pubblici e dei rapporti dei cittadini con questi enti (es. branca del diritto pubblico: diritto tributario (tasse), regole della magistratura e del parlamento). Il diritto privato invece è l'insieme di principi e regole che disciplina i rapporti fra i singoli individui (es. diritto penale, contratti di locazione, diritto civile e diritto commerciale).

Le fonti del diritto in Italia

Secondo l'approccio tradizionale il diritto trova le sue fonti in un approccio a piramide (fonti costituzionali, fonti primarie e fonti secondarie -> alcune di queste sono territoriali = valgono in certi territori ed in altri no): in cima, quindi tra le fonti primarie, vi è la costituzione e le leggi costituzionali, poi vi sono gli atti e le direttive dell'Unione Europea (che vincolano cittadini e stati), poi gli atti aventi forza di legge (decreti legislativi fatti dal parlamento e approvati dal governo, e decreti di legge emanati dal governo in casi di necessità), poi vi sono regolamenti che hanno valenza inferiore alla legge (es. emanati dal consiglio dei ministri), infine vi è la consuetudine (modi di fare e comportamenti abitudinari di una società) che è una fonte di diritto non scritta.

Questa gerarchia a piramide si è evoluta nel tempo, è frutto di un'evoluzione storica. Partendo da queste fonti si arriva al diritto attraverso l'interpretazione, di cui le norme giuridiche sono proprio il risultato. L'interpretazione può essere letterale oppure sistematica (diverse interpretazioni in base alle diverse situazioni) -> quando ci si accorge che il diritto ha una lacuna, ovvero manca una regola che risolva uno specifico problema, si tenta per esempio di applicare una regola già presente nel diritto applicata a un caso simile a quello che devo risolvere (analogia), oppure si ricorre ai principi dell'ordinamento.

L'applicazione del diritto

Il diritto si applica nella vita di tutti i giorni; il problema sorge se vi è una controversia tra due persone (tra le due parti) sul diritto effettivo; se non si risolve con l'intervento delle parti sarà necessario l'intervento di un giudice che dovrà:

  • Ricostruire i fatti.
  • Interpretare le disposizioni e ricavare le norme concretamente applicate.
  • Applicare le norme al fatto.

Il giudice si serve di una motivazione che gli permette di ricostruire i fatti accertati chiarendo l'interpretazione del diritto che lo ha condotto ad una certa norma applicata, quindi la motivazione giustifica la decisione del giudice (non si basa sul mero arbitrio del giudice). Può capitare che le due parti non accettino la decisione del giudice e quindi facciano ricorso e vadano in secondo grado richiedendo la sentenza di altri giudici (fare appello) -> si fa ricorso alla corte di appello -> un ulteriore grado è fare ricorso alla corte di cassazione (solo in alcuni casi).

L'interpretazione del diritto non è un'operazione meccanica, può essere difficile ricostruire i fatti o la norma può essere poco chiara -> si possono quindi sviluppare diverse interpretazioni, questo perché le società e le norme cambiano e quindi cambieranno anche le risposte ai vari problemi -> formazione di diversi orientamenti giurisprudenziali.

Il legislatore fa uso di disposizioni caratterizzate da particolare vaghezza ed elasticità: clausole generali (come le clausole di buona fede artt. 1175, 1337, 1366, 1375 c.c.). Valore centrale dell'interpretazione. Anche la giurisprudenza (=insieme delle decisioni giudiziarie) e la dottrina (insieme delle opere scritte dagli interpreti teorici del diritto) svolgono un ruolo importante.

Situazioni giuridiche soggettive

Vi sono diverse figure -> diritto soggettivo e interessi legittimi. Il diritto soggettivo è una situazione giuridica soggettiva che ha un ruolo centrale nel diritto privato, può essere definito come una pretesa riconosciuta e garantita dal diritto. I diritti soggettivi si distinguono in diritti soggettivi assoluti e diritti soggettivi relativi -> gli assoluti sono diritti che si hanno nei confronti della generalità delle persone, a questi corrisponde un dovere in senso stretto da parte di tutti nei confronti di chi possiede il diritto; i relativi invece sono diritti nei confronti di una o più persone determinate cui corrisponde un obbligo a carico non di tutti ma solo di una o più persone determinate.

Diritti soggettivi relativi: diritti di credito -> diritti a ricevere una certa prestazione avente carattere patrimoniale (= può essere per diritto scambiata con denaro), dal diritto di credito nascono delle obbligazioni che hanno come oggetto la prestazione e definiscono il rapporto tra creditore e debitore -> il corretto svolgimento della prestazione dà vita all'adempimento o inadempimento della prestazione.

Diritti soggettivi assoluti: i diritti reali -> diritti sulle cose. I diritti reali possono a loro volta essere diritti reali su cosa propria (diritto di proprietà dell'individuo a cui corrisponde un dovere da parte della collettività di comportarsi in un determinato modo) o diritti reali su cosa altrui (es. diritto di godimento e diritto di garanzia) che sono i cosiddetti diritti reali minori in cui il titolare del diritto non coincide con il titolare del diritto di proprietà. È caratterizzato da due facoltà fondamentali (art. 832 del codice civile):

  • Diritto di godimento -> diritto di godere = trarre dal bene le sue utilità.
  • Diritto di disposizione -> diritto di disporre = trasferire, alienare, un bene a titolo permanente o momentaneo.

I diritti reali minori prevedono la distinzione tra il proprietario del bene e il titolare del diritto reale minore -> compressione del diritto del proprietario -> il pegno riguarda i beni mobili, l'ipoteca riguarda i beni immobili -> pegno e ipoteca sono posti a garanzia di altre obbligazioni.

I beni sono l'oggetto del diritto -> beni mobili (beni che non hanno una incorporazione stabile col terreno, che possono essere registrati o non registrati, consumabili o non consumabili) VS beni immobili (beni che hanno un'incorporazione stabile col terreno); beni materiali VS beni immateriali.

Autonomia privata

L'autonomia privata assume un ruolo centrale ed è in qualche modo fonte del diritto -> libertà contrattuale, coniugale, testamentaria sono espressioni dell'autonomia privata -> espressioni della volontà del singolo. L'autonomia privata si affianca alle fonti tradizionalmente intese quindi legislative e alle fonti del diritto più in generale.

A fronte dell'esercizio dell'autonomia privata il diritto assume diverse funzioni:

  • Ruolo suppletivo: ovvero il diritto stabilisce cosa accade quando le due parti non decidono nulla (norme dispositive) -> riempie il vuoto che non viene disciplinato dalle parti -> funzione suppletiva.
  • Funzione di limite: il diritto limita l'esercizio dell'autonomia privata, questo perché certi contenuti richiesti dall'autonomia privata non sono concessi -> imposizione di requisiti, condizioni necessarie per avere determinati effetti (se non rispettati l'atto è invalido) -> imposizione di limiti (norme imperative). Mentre le norme dispositive possono essere derogate dall'autonomia privata, le norme imperative non possono essere derogate dall'autonomia privata. Il nostro sistema giuridico è improntato su una scia liberal democratica in cui la volontà delle parti ha un ruolo importante ma comunque limitato -> limiti dell'autonomia privata.
  • Il diritto può anche occuparsi dell'eventuale revoca (art. 587, 1328 cc.) e del suo rapporto con il principio dell'affidamento. Art. 587 -> materia testamentaria, stabilisce che il testamento è un atto revocabile (autonomia privata e volontà del singolo ruolo centrale, no limiti di tempo). Art. 1328 -> materia contrattuale, stabilisce la revoca della proposta e dell'accettazione (prima che il contratto sia stato concluso -> limiti temporali). Il principio dell'affidamento svolge un ruolo centrale nel sistema anche con riferimento ad atti come il contratto dove l'autonomia privata ha un ruolo importante -> si pongono limiti all' autonomia privata -> attraverso il principio di affidamento si vincola il soggetto alla propria manifestazione di volontà per esigenze di stabilità e certezza dei rapporti e del sistema (art. 1372 cc.). La tutela dell'affidamento impone talvolta che sull'effettiva volontà dei soggetti prevalga il significato obiettivo della loro dichiarazione (art. 1394 -> conflitto di interessi, 1428 -> materia di errore) -> l'altra parte deve potersi fidare della mia dichiarazione senza essere pregiudicata, soprattutto da circostanze a lei non conoscibili. Si fa una scelta di campo, che talvolta può andare a intaccare e limitare la volontà dei singoli perché si va a valorizzare un altro aspetto importante del principio di affidamento (la stabilità, la sicurezza).

Elementi della fattispecie

La fattispecie è il modello di fatto al realizzarsi del quale si realizzano certi effetti (se accade una certa cosa, la fattispecie, comporta determinati effetti). Distinzione tra il fatto in senso lato (qualsiasi avvenimento o situazione) e il mero fatto (fatti presi in considerazione a prescindere dall'essere voluti, né sono imputabili ad un essere umano -> es. lo scorrere del tempo, la nascita). Gli atti invece sono comportamenti umani o volontari o perlomeno imputabili a chi li pone in essere (es. fatto illecito ex art. 2043). Il negozio giuridico invece è una sottocategoria degli atti: atti specificamente rivolti a produrre gli effetti che il diritto ne fa scaturire, atti caratterizzati dalla centralità della volontà dell'individuo (es. contratto, testamento, matrimonio).

I soggetti

Lunedì 7 marzo 2022 12:15

In diritto si fa la distinzione tra persone fisiche e persone giuridiche (enti) -> dal soggetto alla persona fisica. Gli enti che possono essere titolari di diritti e doveri sono soggetti di un ordinamento -> soggetto: ente che ha diritti e doveri. Secondo l'odierno nostro sistema tutti gli esseri umani hanno soggettività giuridica (e sono quindi soggetti di diritto).

Delle persone fisiche si distinguono la capacità giuridica e la capacità d'agire:

  • "La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita" (art. 1): idoneità ad essere titolare di diritti e doveri (es. diritto di integrità fisica, diritto di proprietà..) -> cosa si intende per nascita: docimasia polmonare, un soggetto è da considerarsi nato (per il diritto) dal momento della sua prima respirazione autonoma -> la capacità giuridica dura fino alla morte, intesa come cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo (morte cerebrale) -> (ci sono casi in cui alcuni diritti sorgono anche prima del concepimento -> es. art. 462 c.1, art. 784 c.1).
  • La capacità d'agire si acquista con la maggiore età -> "La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo compleanno. Con la maggiore età si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita una età diversa." (art 2, 84, 165, 250): l'idoneità a porre in essere in proprio atti destinati a produrre effetti nella sfera giuridica del soggetto. -> tema di rilievo: rappresentanza ed amministrazione del patrimonio del minore, ruolo dei genitori e dell'eventuale tutore\curatore speciale, tutela del minore e dei suoi interessi (art. 316, 317, 320, 321, 343) -> capacità legale o naturale d'agire: la capacità naturale è la capacità di intendere e di volere nel momento in cui l'atto è compiuto, ovvero capacità di rendersi conto delle conseguenze delle proprie azioni e di determinarsi in maniera sufficientemente libera. (es. ipotesi di fatto illecito art. 2046, contratti art. 1425 e 428, e altri atti di autonomia art. 120, 591).

Istituti a protezione dell'incapace ad agire

Un tema rilevante riguarda la minore età e l'emancipazione (-> emancipazione disciplinata dall'art. 84 c.c.). -> diffuso il caso dell'interdizione legale (diversa dall'interdizione giudiziale) (legale -> effetti derivanti dalla legge, giudiziale -> effetti derivanti dalla disposizione di un giudice): non è un istituto di protezione ma è volto a sanzionare, presuppone (e si applica nei casi in cui vi sia) una condanna all'ergastolo o ad una pena detentiva per reati non colposi superiore a 5 anni, conseguenza: annullabilità assoluta del contratto soltanto per determinati soggetti (caso tipico: il soggetto che contrae con un interdetto senza che questi rispetti le regole dell'interdizione) -> l'annullabilità richiede l'identificazione di chi può agire -> nell'annullabilità assoluta chiunque vi abbia interesse può richiedere l'annullamento del contratto (perché l'obiettivo non è tutelare ma sanzionare).

Istituti a tutela degli adulti incapaci ad agire:

  • Interdizione (giudiziale): istituto che fronteggia le situazioni più gravi di incapacità ad agire e quello che disciplina ipotesi meno gravi -> presupposti cumulativi: abituale infermità di mente che rende il soggetto incapace di provvedere ai propri interessi quando si ha necessità di assicurare al soggetto un'adeguata protezione (art. 414) -> in questi casi è possibile nominare un tutela che ha la cura dell'interdetto e lo rappresenta amministrandone i beni -> rischio: l'interdetto finisce per essere emarginato (atti personalissimi e rimozione della vita sociale).
  • Inabilitazione: istituto di protezione -> presupposti alternativi: infermo di mente non talmente grave da far luogo di interdizione, alcolizzati o drogati esposti a gravi pregiudizi economici, ciechi o sordomuti se non hanno ricevuto educazione sufficiente (art. 415 c.c.) -> nomina di un curatore, sostituisce l'inabilitato ma lo assiste, e lo fa solo per gli atti di straordinaria amministrazione.
  • Amministrazione di sostegno: misura largamente flessibile.

Con la legge 14 febbraio 1904 n.36 si stabilisce la gestione di strutture come manicomi e istituti di interdizione -> col passare del tempo (e l'accettazione della legge Basaglia) l'intero sistema ha teso verso il superamento degli ospedali psichiatrici -> per evitare l'emarginazione degli incapaci -> legge d'istituzione del SSN -> piano sanitario regionale: graduale superamento di ospedali psichiatrici. Introduzione dell'amministrazione di sostegno (art. 404 cc) -> una persona incapace ad agire (parzialmente o temporaneamente) può essere assistita da un amministratore di sostegno nominato da un giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza. (presupposti più ampi di interdizione e inabilitazione) -> contenuto decreto:

  • Oggetto dell'incarico (art. 405 cc).
  • Nomina dell'amministratore di sostegno -> è il giudice che decide quali atti assegnare all'amministratore e quali no.

Principi generali:

  • Il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l'assistenza necessaria dell'amministratore (art.409).
  • L'amministratore deve tenere conto dei bisogni e aspirazioni del beneficiario (art. 410).
  • Atti per incapacità di agire (art.412).

Soggetti come persone giuridiche

Gli enti divengono persone giuridiche a tutti gli effetti quando gli enti hanno un proprio patrimonio e rispondono delle loro obbligazioni (rapporti debito-credito) soltanto con quel patrimonio (es. l'università, ente pubblico, che paga l'affitto della sala cinema usando solo il proprio patrimonio -> non pagano gli studenti) -> c'è una distinzione tra il patrimonio dei singoli soggetti.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elena.giannot di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi fondamentali dei rapporti di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Tuccari Emanuele.
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