TRIAGE OSTETRICO
“Il Triage, quale primo momento d’accoglienza delle persone che giungono in pronto
soccorso (PS), è una funzione infermieristica/ostetrica volta alla identificazione delle
priorità assistenziali attraverso la valutazione della condizione clinica dei pazienti e del
loro rischio evolutivo in grado di garantire la presa in carico degli utenti e definire
l’ordine d’accesso al trattamento”.
Accordo Stato – Regioni 2010
il Triage ostetrico è fondamentale quale primo momento dell’accoglienza della donna
in gravidanza o in puerperio che giunge presso un Pronto soccorso
Ostetrico/Ginecologico o presso un’Accettazione Ostetrico ginecologica.
In PS Ostetrico-Ginecologico la funzione di triage deve essere effettuata da
un’ostetrica con specifica formazione in triage volta alla corretta valutazione delle
condizioni cliniche della gravida, puerpera o paziente ginecologica che accede alla
struttura ospedaliera e rappresenta la base per una valida impostazione di un piano
assistenziale appropriato e per la precoce individuazione delle potenziali complicanze.
Il medico non può eseguire Triage, serve a capire chi ha la precedenza nei trattamenti
assistenziali.
È un momento fondamentale che riguarda la donna in gravidanza e in puerperio e con
problematiche ginecologiche.
In un pronto soccorso generale una donna gravida segue un percorso diverso, entro 15
minuti deve essere vista da un’ostetrica.
La presa in carico in passato avveniva solo dopo la visita medica, ogni struttura si
organizzava in modo proprio. Attualmente regione Lombardia ha deciso di riformare il
sistema di triage, definendo dei tempi precisi nel percorso della persona all’interno del
pronto soccorso che sia uguale per tutti (da ospedale a ospedale).
Codici di priorità
I codici di priorità sono 5, importante fare riferimento al numero e al colore:
Codice 1 —› codice dell’emergenza, la presa in carico da parte dell’equipe è
immediata, sono richiesti salvavita (MEWS > 2 gialli o > 1 rosso).
Codice 2 —› condizione stabile ma con rischio evolutivo importante (tempo
dipendente), la presa in carico è di massimo 15 minuti (MEWS > 1 giallo).
Codice 3 —› senza rischio evolutivo ma che richiede 2/3 figure
Codice 4 —› richiede 1 risorsa
Codice —› non richiede risorse 1
Il metodo di Triage “trièr”
Triage = deriva dal francese e significa scegliere, selezionare, mettere in fila,
non è un momento di diagnosi, si fotografa la condizione clinica per assegnare una
priorità.
L’ostetrica ha la visione della persona e gestisce l’attesa, finché la persona non viene
presa in carico è sotto la responsabilità della triagista. In ambito ostetrico l’ostetrica
triagista fa anche la flussista (la flussista prende in carico la donna nel momento
dell’attesta)
Momento T0 —› inizio triage, una persona entro 5 minuti deve essere triagiata, il
triage deve durare massimo 5 minuti.
Attesa
Presa in carico:
Percorso fast track, possibilità di essere inviata direttamente all’ambulatorio
specialistico e dimessa
Percorso BRO, see and treat, riconosciamo che non c’è bisogno della visita
medica, basso rischio ostetrico, la visitiamo in maniera autonoma
Protocolli di presa in carico ostetrica, possono essere di bassa - media - alta
intensità, si concludono con un momento T3, che può essere osservazione breve
intensiva, dimissione o ricovero (es pi prom, tutti i PS hanno un protocollo che
riguarda le prom).
Decisione di Triage – il modello globale
Sintomo + rischio evolutivo + età, disabilità, fragilità, peculiarità
L’ostetrica triagista ha la visione globale della persona e gestisce l’attesa. 2
Valutazione immediata (“alla porta”) con un primo sguardo mi accorgo qua se c’è
qualcosa che non va, dopo il triage la tengo sott’occhio (anche se i parametri sono
buoni e lei non riferisce particolari sintomi, se io ho una sensazione che l’esperienza
mi porta a fare, se non mi sento che sia sicuro che aspetti fuori la tengo dentro al PS).
Valutazione soggettiva raccolta dati tramite intervista. Individuo il sintomo guida,
eseguo una completa e corretta acquisizione dei dati, faccio domande aperte,
importante migliorare le proprie competenze comunicative e relazionali (la maggior
parte della comunicazione che noi mettiamo in atto è per lo più non verbale e
paraverbale). (guardare intervista).
Valutazione oggettiva
Ispezione testa-piedi e esame fisico mirato
Stato di coscienza/neurologico
Rilevazione dei parametri vitali: FC, PA, T, SpO2, FR, VAS, BCF
Palpazione ed esecuzione di manovre se necessario (per esempio Leopold,
palpazione del viscere uterino/della mammella)
Attribuzione di score validati (MEOWS, NEWS2, GCS, …)
Alla donna gravida, puerpera e ginecologica si misurano sempre tutti i
parametri vitali (compreso BCF se rilevabile). Eccezione solo con COD1 (si fa in
un secondo momento). 3
Assegnazione del codice di priorità
Algoritmi ostetrici donna in gravidanza < 22SG/>=22SG, puerpera e allattamento,
donna con peculiarità ginecologiche. GUARDARE DA SLIDE 32 A 37.
Codice 1
Valutazione immediata con:
Grave alterazione o perdita di coscienza (Unresponsive o Pain responsive in
AVPU)
Sanguinamento vaginale grave (emorragia in atto)
Parto imminente (parti fetali affioranti o spinte espulsive)
Distress cardio-respiratorio severo
Emergenze ostetriche
Non si rileva nessuna ulteriore rilevazione di parametri in area triage, attivazione
immediata per sostenimento delle funzioni vitali, accesso immediato alla visita
medica.
Rivalutazione
È una fase imprescindibile del processo. Si definisce come monitoraggio clinico dei
pazienti in attesa, mediante il rilievo periodico dei parametri soggettivi e/o oggettivi
che consentiranno di cogliere tempestivamente eventuali variazioni dello stato di
salute.
Permette di confermare o modificare il percorso della persona in pronto soccorso con il
variare delle condizioni cliniche.
Ogni 15’ nel codice 2, con monitoraggio continuo dei parametri vitali.
A discrezione dell’infermiere di triage entro il tempo massimo di attesa per
l’attivazione di percorsi per i codici 3, 4, 5.
È l’infermiere che decide quali parametri rivalutare
Registrare sempre la rivalutazione
4
Violenza sessuale e domestica sempre codice 2. Alcuni tipi di violenza sono
perseguibili d’ufficio, è obbligatorio fare la segnalazione al Pubblico Ministero (abuso
sessuale, fisico o psichico su minore; violenza sessuale di gruppo).
Errori overtriage e undertriage (eventi sentinella).
Organizzazione/struttura:
interazione tra i sistemi extra e intraospedaliero
dotazione del personale infermieristico
collocazione logistica del Triage
Assistenza
Errori di metodo nel processo di triage
Mancata osservazione e rivalutazione
Relazione e comunicazione
Il triagista risponde in sede penale, civile, disciplinare/ordinistica. Perseguibili di falso
in atto pubblico (triage out).
Attenzione all’identificazione della persona
ANESTESIOLOGIA
Anestesia e analgesia. Definizioni generali
Anestesia = an (privativo) estesia (dal greco, sensazione) —› abolizione di sensibilità
(acquisizione di stimoli sensoriali che avviene tramite neuroni sensitivi) e coscienza
(consapevolezza di sé).
La sensibilità può essere:
specifica, il sistema recettoriale è organizzato in organi o apparati, es vista o udito.
generale, meccanocettiva legata a stimoli esterni, termica e dolorifica. Può essere
somatica (esterocettiva, propriocettiva) o viscerale.
Analgesia = an (privativo) algesia (dal greco, dolore) —› riduzione o annullamento
della sensibilità dolorifica.
Dolore —› esperienza fisica ed emotiva soggettiva influenzata in varia misura da
fattori biologici, psicologici e sociali. Ha un ruolo adattativo perché ci permette di
proteggere i nostri tessuti da danni potenziali, e di assumere comportamenti che
proteggono la nostra salute.
Potrebbe avere effetti negativi sul benessere sociale e psicologico
Il dolore può essere cronico (minimo 3 mesi) o acuto (chirurgico, trauma, travaglio). 5
Il dolore da interventi chirurgico
Può essere intra- o post-operatorio, dato da lesione/asportazione di organi.
Stress response chirurgico: evento fisiologico che si può riscontrare anche in altre
condizioni patologiche gravi (es trauma e ustioni) il cui scopo è rendere disponibili
substrati che favoriscono la riparazione e l’adattamento all’insulto traumatico.
Avviene:
Un’ attivazione nervosa —› fibre nervose dolorifiche (nocicettori)
Un’ attivazione umorale —› immunitaria
Un’ amplificazione —› risposta infiammatoria —› citochine
Questo meccanismo porta al dolore chirurgico. La copertura anetsesiologica o
analgesica deve essere bilanciata al grado di insulto.
Tipologie di anestesia
Sedazione profonda —› induzione farmacologico di una depressione del SNC tale da
comportare incoscienza e amnesia (I step della generale).
Sufficiente per revisione della cavità uterina o secondamento manuale.
Anestesia generale —› induzione farmacologica di:
Depressione del SNC tale da comportare incoscienza e amnesia
Paralisi e rilassamento della muscolatura striata e involontaria
Insensibilità al dolore
Anestesia regionale —› induzione farmacologica di insensibilità al dolore, paralisi e
rilassamento muscolare di una regione del corpo.
Anestesia locale, piccola quantità di anestetico locale somministrata ai tessuti
superficiale anestetizzando piccole terminazioni nervose di una determinata area.
Topica: applicata come pomata, soluzione o spray.
Blocco nervoso periferico, anestetico locale iniettato profondamente diretto a uno
specifico nervo o fascio di nervi (es nervo ulnare o plesso brachiale).
Blocco nervoso centrale (anestesia spinale, peridurale o spino-peridurale), farmaci
iniettati a livello delle radici dei nervi spinali per anestetizzare aree vaste del corpo
(addome, pelvi, perineo, arti inferiori).
Dolore nel travaglio di parto
Ha una componente viscerale, quindi legata all’utero (cervice) e una somatica (che
riguarda vagina e perineo).
Tra T10 e L1 vengono i nervi che innervano utero (formano la componente viscerale).
La parte somatica è innervata dal pudendo (plesso sacrale, S2-S5).
Il dolore riferito riguarda il dorso, l’area lombare e sacrale, i quadranti inferiori
dell’addome, le gambe e il perineo e la vagina (ultime due in fase espulsiva)
In travaglio il dolore cambia sia per la localizzazione che per la tipologia di dolore,
aiuta la donna ad assumere atteggiamenti che facilitano il fisiologico processo di
nascita.
Analgesia farmacologica nel travaglio di parto 6
Peridurale (o epidurale): riduzione o annullamento della sensibilità dolorifica con
somministrazione in continuo di farmaci nello spazio peridurale tramite cateterino
peridurale.
Analgesia/ anestesia spino-peridurale (tecnica combinata CSE): riduzione o
annullamento della sensibilità dolorifica con somministrazione di farmaci nello spazio
subaracnoideo in singola somministrazione e nello spazio peridurale in continuo
tramite cateterino peridurale.
Farmaci per l’anestesia
Anestetici locali
Classi di farmaci che inibiscono la conduzione nervosa bloccando i canali del sodio
presenti su tutte le membrane delle cellule eccitabili —› blocco simpatico e sensibilità
nocicettiva e propriocettiva.
Onset = tempo che ci mette a fare effetto.
• lidocaina: onset 5-10’ (migliorato dal bicarbonato), durata 2h
• mepivacaina: onset 10’ (migliorato dal bicarbonato), durata 2-4h
• ropivacaina: onset 10-15’, durata 4-8h
• levobupivacaina: onset 15-20’, durata 6-12h
• bupivacaina iperbarica
Oppioidi
Classe di farmaci psicoattivi e blandi sedativi che a livello spinale deprimono
selettivamente le fibre nocicettive senza interessare le fibre motrici, simpatiche e
propriocettive.
Morfina: analgesico per il trattamento del dolore acuto e cronico
Fentanyl (o fentanest): analgesico e blando sedativo con una potenza pari a
circa 100 volte quella della morfina
Sufentanil (o disufen): analogo al fentanyl ma la potenza è circa 5 volte
superiore e 625 volte superiore a quella della morfina
Sedativi (o ipnoinduttori)
Classe di farmaci psicoattivi che induce profonda depressione del SNC → ipnosi e
amnesia.
Propofol (o diprivan)
Madapolam (o ipnovel)
Ketamina
Sevofluorane: gas anestetico
Induttori della paralisi
Bloccanti neuromuscolari polarizzanti e non depolarizzanti che inducono paralisi e
miorilassamento.
I farmaci si somministrano sempre in combinazione. 7
La gestione degli stupefacenti
Hanno in comune la caratteristica di avere effetti sul sistema nervoso centrale (ad
azione stupefacente o psicotropa).
Lo stato regola in maniera molto stringente l’utilizzo, la produzione, la
commercializzazione e la gestione dei farmaci stupefacenti.
È obbligatorio tenere alcuni farmaci in cassaforte, tutte le unità operative devono
avere un registro degli stupefacenti (nella legge è spigato come deve essere fatto e
come deve essere utilizzato).
Registro degli stupefacenti
1) Data della movimentazione
2) Numero del buono per la consegna/restituzione del farmaco
3) Quantità di fiale di farmaco aggiunte alla giacenza dell’Unità Operativa
4) Quantità di fiale utilizzate per un singolo paziente nel medesimo momento
assistenziale (per esempio intervento chirurgico)
5) Quantità di fiale rimanenti in giacenza dopo l’utilizzo
6) Numero progressivo delle pagine del registro
7) Quando finisce la pagina di un farmaco e devo iniziarne una nuova per lo stesso
farmaco, riporto la giacenza
Esempio di compilazione 8
1) L’anestesista prescrive la somministrazione di 50 mcg di Fentanyl alla Sig.ra
Maria Rossi:
2) Andiamo a prendere la fiala nella cassaforte degli stupefacenti e CONTIAMO le
fiale di Fentanyl→ 20 fiale
3) L’anestesista somministra mezza fiala di Fentanyl alla Sig.ra Maria Rossi
4) Registriamo l’avvenuto utilizzo della fiala nel registro
5) CONTIAMO di nuovo le fiale di Fentanyl e dichiariamo la giacenza dopo la
somministrazione
6) Firmiamo l’avvenuta movimentazione
Cartella clinica —› atto di fede privilegiata (è vero fino a prova contraria, nel caso si fa
falso in atto pubblico
Le procedure anestesiologiche
Anatomia delle vertebre 9
Spazio subaracnoideo —› si somministrano farmaci per anestesia spinale, si trova tra
la pia madre e l’aracnoide (durante le procedure non è uno spazio che si identifica, si
bucano entrambe perchè non c’è uno spazio che le divide). Gli spazi che si incontrano
sono cute, tessuto sottocutaneo, legamento sopraspinoso, legamento interspinoso,
legamento giallo, dura madre aracnoideo (liquor e fibre nervose).
Spazio peridurale —› per analgesia e anestesia peridurale, si trova posteriormente al
legamento giallo, anteriormente alla dura madre, è una cavità virtuale. Gli strati che si
incontrano sono cute, tessuto sottocutaneo, legamento sopraspinoso, legamento
interpsinoso, legamento giallo.
Anestesia spinale
Consiste nell’iniezione di anestetici locali e oppioidi (blocco nervoso regionale) nello
spazio subaracnoideo, tra le meningi aracnoide e pia madre, in sospensione nel liquor.
Lo scopo è insensibilità al dolore, immobilità e rilassamento muscolare a partire da T4,
perché l’utero gravido e gli altri visceri che verranno manipolati durante il taglio
cesareo
sono innervati da nervi tra il plesso sacrale e T4.
L’iniezione avviene nel tratto lombare della colonna vertebrale, tipicamente tra L2/L3
o tra L3/L4. 10
Come può funzionare?
In posizione supina
Curvatura fisiologica della colonna vertebrale
Si usano anestetici locali iperbarici → più pesanti del liquor perché diluiti in glucosata
invece che in fisiologica → si spostano nel liquor risalendo fino a circa T4.
Se l’iniezione fosse avvenuta più in basso l’anestesista può decidere di posizionare la
donna in Trendelenburg
Importante far posizionare la donna supina subito dopo la puntura.
I farmaci per la spinale
Anestetico Locale → Bupivacaina Iperbarica 0,5% 10mg
Oppioidi
Sufentanil 5mcg —› ha un’azione diretta e serve durante l’operazione
o Morfina 100 mcg → effetto analgesico post-operatorio fino a 12h, ha un’azione
o più lenta e prolungata.
In concentrazioni molto basse perché direttamente a contatto con le fibre nervose.
È buona norma segnare la scatola che si è aperta.
Presupposti alla procedura
Preparazione preoperatoria, si fa in sala operatoria con la donna sul lettino
operatorio.
Monitoraggio in continuo per parametri vitali → PA all’inizio della procedura e
almeno ogni 5’, attività cardiaca tramite elettrodi (o almeno FC con
pulsossimetro), saturazione
Posizionamento della donna corretto ed efficace
Mettere la donna in condizione di mantenere la posizione (il rischio traumatico è
alto)
Posizionamento della donna
Posizione seduta o in decubito laterale
Flessione della colonna vertebrale sul piano
ventrale (più difficile nella gravida) per indurre
una cifosi lombare
Allineamento sullo stesso piano di spalle e creste
iliache
Spalle rilassate
Testa flessa sul torace
Braccia davanti all’addome
Pianta dei piedi ben appoggiata su un piano
In decubito laterale cuscino sotto la testa
Un operatore la aiuta a mantenere la posizione durante la procedura
Scopo: allontanamento dei processi spinosi e delle lamine vertebrali
Indispensabile: per individuazione dello spazio intervertebrale
Materiale 11
Set teleria: telo sterile per tavolino, telo sterile adesivo per campo sterile,
ciotola (in alcuni kit)
Garze sterili 10x10
Ago da spinale, estremamente sottile (25-27G), a punta di matita, la sua
capacità è di non tagliare le fibre ma di spostarle, questo permette di prevenire
la fuoriuscita di liquor una volta rimosso l’ago. Si utilizza un ago introduttore che
arriva fino alla dura madre (senza bucarla) e poi si inserisce l’ago per la
somministrazione del farmaco.
Whitacre
o Sprotte
o Quincke
o Ago introduttore
Disinfettante cutaneo
Siringhe da 1ml, 2,5ml, 10ml
Cerotto
Farmaci
Guanti sterili
Camice sterile (facoltativo)
Quando c’è un campo sterile tutti indossano la cuffia e la. mascherina.
Procedura
Anestesista e ostetrica:
1) Anestesista e ostetrica indossano cuffia e mascherina
2) Anestesista esegue il lavaggio antisettico delle mani e indossa i guanti sterili (e
se desidera camice sterile)
3) Ostetrica apre il set della teleria
4) Anestesista posiziona il telino sterile sul tavolino
5) Ostetrica apre sterilmente sul tavolino tutto il materiale
necessario
6) Ostetrica apre una fiala di farmaco alla volta e
l’anestesista li aspira sterilmente. Ostetrica legge ad alta
voce il nome del farmaco che sta passando o lo fa leggere
direttamente all’anestesista.
Anestesista:
1) Individuazione del punto di iniezione
2) Ampia disinfezione dell’area
3) Asciugatura del sito di iniezione 12
4) Eventuale iniezione di anestetico locale
5) Posizionamento dell’ago introduttore per arrivare fino alla dura madre (senza
bucarla)
6) Inserimento ago da spinale per bucare la dura madre e l’aracnoide per arrivare
nello spazio subaracnoideo → si vedrà fuoriuscire liquor
7) Si iniettano i farmaci nello spazio subaracnoideo
8) Si rimuovono gli aghi e si posiziona il cerotto
9) Far posizionare la donna supina
Analgesia peridurale
Consiste nell’iniezione di anestetici locali e oppioidi nello spazio peridurale.
Lo spazio peridurale è uno spazio virtuale delimitato dalla dura madre stessa e dal
legamento giallo.
Lo scopo è la riduzione o l’annullamento della sensibilità dolorifica con mantenimento
del moto e della sensibilità meccanocettiva fino al disimpegno del feto da L1 in poi in
direzione caudale.
Dove è localizzato il dolore riferito dalla donna.
Si inietta e si posiziona il cateterino (per successiva somministrazione a boli o in
continua) nel tratto lombare della colonna vertebrale, tipicamente tra L2/L3 o tra
L3/L4.
È una valutazione a più fattori, non si è più nella fisiologia pura quindi il ginecologo
deve dare l’ok.
Ogni ospedale ha un protocollo per il monitoraggio.
I farmaci per l’analgesia peridurale
Anestetici Locali → Lidocaina/Ropivacaina/Levobupivacaina
Oppioidi → Sufentanil
In concentrazioni e quantità variabili a seconda del momento del travaglio, delle
caratteristiche della donna, in ogni caso maggiori rispetto alla spinale perché no
direttamente a contatto con le fibre nervose
Presupposti alla procedur
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