MISTO (SANGUE
NOBILE+SANGUE
OSSIGENATO), che però
presenta scarsa presenza di
ossigeno, per questo in caso
di IPOSSIA, le prime cellule a
soffrire sono le cellule
epatiche.
I SINUSOIDI sono capillari grandi, lunghi e caratterizzati da un decorso tortuoso che
trasportano sangue misto. Ci si aspetterebbe che sia composto da un endotelio e da una
lamina basale, ma il suo ENDOTELIO è invece FENESTRATO. È quindi caratterizzato da un
tessuto discontinuo, che presenta buchi, e inoltre, la lamina basale è completamente assente.
In questo modo è possibile che gli epatociti siano continuamente bagnati dal PLASMA;
infatti, è l’unica componente che riesce ad uscire dal capillare, la parte corpuscolate rimane
nel sinusoide. I sinusoidi confluiscono poi nella vena centrolobulare che si sviluppa in vene
sempre più grandi fino ad arrivare alla VENA EPATICA di destra e di sinistra che si uniscono
poi a formare la VENA CAVA INFERIORE.
L’EPATOCITA, cellula funzionale del fegato, è una cellula poliedrica, ha quindi più facce e
queste svolgono funzioni diverse tra loro. Alcune facce avranno il compito di immagazzinare
i nutrienti e altre avranno il compito di produrre la bile.
Le facce a contatto con il plasma non hanno un contatto diretto con il sinusoide, ma tra il
capillare e la cellula è presente uno spazio che si chiama SPAZIO DI DISSE, dove scorre il
plasma. Queste facce prendono il nome di POLI VASCOLARI dell’epatocita, presentano
sulla membrana plasmatica i microvilli e avranno quindi la funzione di assorbire i nutrienti e
poi rilasciarli.
Le facce che sono a contatto con altri epatociti prendono il nome di POLI BILIARI, hanno a
che fare con la produzione e la secrezione di bile. Le cellule sono unite da forti giunzioni e le
due membrane, unendosi, fanno a formare un DOTTO BILIARE, dove viene secreta la bile
prodotta. Molto pericoloso è il caso in cui le membrane si scollano, aprendo il dotto e
rilasciando quindi la bile in circolo.
Nel fegato sono poi presenti altre cellule:
- CELLULE DI KUPFFER, si trovano sulla parete dei sinusoidi e sono macrofagi, svolgono
infatti la funzione emocateretica in caso di assenza della milza.
- CELLULE STELLATE/DI ITO, si trovano nello Spazio di Disse e sono cellule
immagazzinatrici di grasso e di vitamina A.
Siccome la bile viene continuamente prodotta dal
fegato, ma non è sempre necessaria
immediatamente, è presente una sacchetta annessa
all’organo che ha il compito di immagazzinare la
bile, la CISTIFELLEA. Infatti, quando lo sfintere di
Oddi, che sfocia nel duodeno, è chiuso, la bile viene
conservata nella cistifellea che è caratterizzata da una
parete assorbente. Assorbe quindi l’acqua e la
rimette in circolo, lasciando all’interno della
sacchetta un concentrato di sali biliari, così non si
ingrossa troppo. Successivamente, schiacciandosi, i
sali biliari vengono rimandati nel coledoco. Non si
tratta di un organo vitale, ma bisogna avere qualche
precauzione in caso della sua assenza, infatti, è
necessario che il soggetto mangi più frequentemente in modo tale che la bile non rimanga
nel fegato.
Il coledoco, per arrivare al duodeno, passa dietro al piloro e in mezzo al pancreas. A causa di
determinate condizioni mediche è possibile assumere una colorazione giallastra della pelle,
delle sclere e delle mucose causata da un aumento della bilirubina nel sangue, questa
condizione si chiama ITTERO, e può essere provocata da calcoli biliari che bloccano lo
sfintere di Oddi o da tumore alla testa del pancreas. È possibile effettuare un esame per
controllare la presenza di tumori ai dotti extra biliari o altri possibili problemi legati ad essi.
Il PANCREAS è la seconda ghiandola annessa
all’apparato digerente, ha un comportamento
sia esocrino che endocrino. È un organo vitale,
rilascia il succo pancreatico nel duodeno,
indispensabile per la digestione. È un organo
friabile, retroperitoneale, in cui si identifica una
faccia posteriore, una faccia anteriore e due
margini, uno superiore e uno inferiore. Il
pancreas è caratterizzato da una forma a
cavalluccio marino, ha quindi una testa, un
corpo e una coda.
L’organo occupa epigastrio, ipocondrio di destra e ipocondrio di sinistra, è inoltre situato
sia nella regione sovramesocolica che sottomesocolica. È difficile da raggiungere, ecco
perché è poco operabile, inoltre è circondato da innumerevoli strutture.
Il pancreas è una GHIANDOLA TUBULO ACINOSA COMPOSTA.
La PARTE ENDOCRINA è caratterizzata da una colorazione chiara ed è costituita da piccole
porzioni immerse nella parte esocrina che prendono il nome di ISOLE DI LANGHERANS.
La PARTE ESOCRINA è caratterizzata da una colorazione più scura ed è composta da ACINI.
Ogni acino è composto da cellule acinose che producono e immettono nel DOTTO
INTERCALATO tutti gli enzimi litici
responsabili alla digestione. Gli enzimi, che
fanno parte del succo pancreatico, insieme
ad acqua e sali minerali prodotti dalle cellule
centroacinose, si presentano nella loro forma
inattiva. La forma inattiva è mantenuta dal
PH basico del succo pancreatico, vengono
poi attivati nel duodeno, dove entrano in
contatto con il chilo che è invece acido. Il
succo pancreatico giunge al duodeno
tramite il dotto intercalato che giunge ai dotti che sboccano nel duodeno.
APPARATO URINARIO
L’APPARATO URINARIO è un importante sistema con
indispensabili funzioni per il mantenimento della salute
dell’individuo. Una delle sue prime funzioni è quella di
FILTRARE IL SANGUE in modo tale da rimuovere le
sostanze tossiche [per esempio l’azoto verrà allontanato
dagli amminoacidi e incorporato nell’ammoniaca
(catabolismo azotato), che verrà poi eliminata con urea e
acido urico] che verranno convertite in prodotto di scarto
sottoforma di URINA. Questo prodotto, che è definitivo,
viene poi trasportato fino alla VESCICA da due canali,
chiamati URETERI (sono prima addominali e poi pelvici),
che partono dai due organi principali di questo apparato, i RENI.
L’urina verrà infine eliminata da un dotto che riparte dalla vescica, l’URETRA, differente
nell’uomo e nella donna.
L’apparato urinario ha poi delle funzioni endocrine, infatti è in grado di produrre
CALCITRIOLO, importante per l’assorbimento di calcio nell’intestino tenue, inoltre, è in
grado di produrre anche ERITROPOIETINA, responsabile dell’aumento della produzione di
globuli rossi. L’apparato urinario è poi funzionale alla REGOLAZIONE DELLA PRESSIONE
ARTERIOSA, grazie al complicato sistema renina/angiotensina, e alla
REGOLAZIONE DEL PH SANGUIGNO, quindi alla concentrazione di ioni nel
sangue.
L’organo principale di questo apparato è il RENE, un organo pari, situato
nella parte postero-superiore della cavità addominale, ai lati della colonna
vertebrale. Ha la forma di un fagiolo, dal colore rosso-bruno, a causa della sua elevata
vascolarizzazione. Si possono distinguere sull’organo:
una faccia anteriore e una faccia posteriore, un polo
superiore appiattito (poggia su di esso il surrene) e un
polo inferiore rotondeggiante, un margine laterale e un
margine mediale che presenta l’ilo del rene, dove
entra/esce l’arteria renale, la vena renale e l’uretere.
Nella vena renale scorre un sangue scarso di ossigeno,
ma pulito perché gli scarti e gli elementi tossici sono
ormai diventati urina. I reni sono situati tra T11 e L3, sono organi
retroperitoneali e, inoltre, sono gli organi più
posteriori dell’organismo, è infatti possibile
vederli bene da dietro, togliendo i due
muscoli quadrati lombari. Occupano sia la
regione sovramesocolica che la regione
sottomesocolica, occupano inoltre ipocondrio destro e sinistro e fianco destro e sinistro.
Ciascun rene è contenuto all’interno della cosiddetta LOGGIA RENALE che accoglie anche
la ghiandola surrenale e lievemente il peduncolo renale, ossia il complesso delle formazioni
vascolari che entrano od escono dal rene in corrispondenza del suo ilo. La loggia renale si
forma per uno sdoppiamento del connettivo che costituisce la sottosierosa peritoneale,
questa struttura particolare si chiama FASCIA
RENALE.
La fascia renale riveste il polo superiore, la faccia
anteriore, la faccia posteriore e i due margini,
rimane quindi scoperto il polo inferiore, essendo la
fascia renale, inferiormente aperta. Perciò, il rene,
dentro e fuori alla fascia renale, è compresso da
tessuto adiposo che mantiene fisso l’organo. Il
tessuto adiposo si distingue in PERIRENALE,
all’interno della fascia, e PARARENALE, fuori dalla
fascia. Se il tessuto adiposo venisse intaccato, il rene scivolerebbe verso il basso, questo
fenomeno prende il nome di PTOSI RENALE, che consiste nello spostamento del rene verso
la pelvi (cioè più in basso) di una distanza superiore a due vertebre. Questo processo
provocherebbe un blocco dell’urina che, se dovesse rimanere per un eccessivo periodo
all’interno del nostro organismo, potrebbe provocare un’intossicazione; o potrebbero
precipitare i sali contenuti nell’urina, creando così dei CALCOLI RENALI, che provocano un
dolore considerato tra i più duri da sopportare, infatti, provoca dolore durante la
respirazione, perché i due organi vengono schiacciati dal diaframma durante l’espansione
del torace.
Se risultano esserci dei problemi ai reni, è necessario attaccare all’individuo un macchinario
che ha la funzione di filtrare il sangue al posto dei due organi.
Sezionando un rene, è possibile distinguere al suo interno due zone ben distinte:
- ZONA CORTICALE è quella più esterna, caratterizzata da una consistenza più dura e da
un colore più chiaro. È possibile distinguere in essa, due ulteriori zone: le COLONNE DI
BERTIN comprese tra le piramidi midollari
hanno il compito di dividere le piramidi tra
loro, e i RAGGI MIDOLLARI, in cui piccoli
raggi conici che derivano dalla base delle
piramidi midollari e si portano in prossimità
della capsula renale.
Nella zona corticale è presente la maggior
parte dei nefroni.
- ZONA MIDOLLARE è la zona più interna,
caratterizzata da una consistenza più
morbida e da un colore più scuro, essendo più vascolarizzata. È costituita da zone non
continue che prendono il nome di PIRAMIDI RENALI/DI MALPIGHI, che presentano
una forma conica con la base rivolta verso la periferia e con gli apici che convergono
verso il SENO RENALE. In corrispondenza del seno renale esse si proiettano
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