Analisi dei medicinali
Chimiche e tecnologie farmaceutiche Paracini Giovanni
Riconoscimento degli anioni idrosolubili
1 - Alogenuri Pb Ag
Gli alogenuri come Cl-, Br- e I- non danno idrolisi in acqua (fanno eccezione quando presenti con Hg2+). I fluoruri (F-) verranno trattati a parte in quanto presentano una propria reattività particolare.
1.1 - Riconoscimento dei cloruri
- Preparare una soluzione acquosa del sale in una provetta da centrifuga (una punta di spatola di sale e 2 ml di H2O);
- Acidificare con acido nitrico diluito (HNO3) fino a pH=0 (circa 3 gocce se [HNO3]=1M);
- Aggiungere alcune gocce di nitrato d'argento (AgNO3) in modo da far precipitare AgCl con un colore bianco caseoso (circa 20 gocce se [AgNO3]=1M);
- Centrifugare (3 min a 500 giri);
- A questo punto AgCl sarà completamente precipitato. Con una buona manualità eliminare il surnatante;
- Lavare il precipitato con H2O deionizzata: aggiungere una piccola quantità d'acqua; mescolare con l'agitatore sospendendo il precipitato (bisogna lavare con acqua deionizzata in quanto vi è acido nitrico che interferisce con l'ammoniaca);
- Centrifugare nuovamente ed eliminare il surnatante;
- Aggiungere alcune pipettate di soluzione di ammoniaca diluita (NH4OH) fino a quando AgCl non si sarà solubilizzato (2-3 pipettate, agitare bene);
- Deve formarsi abbastanza precipitato perché il saggio possa essere considerato positivo.
ATTENZIONE!!! interferenze:
- Tiosolfati (S2O32-): interferiscono nella ricerca dei cloruri precipitando come sali d’argento a pH neutro.
- Solfiti (SO32-): interferiscono nella ricerca dei cloruri precipitando come sali d’argento a pH neutro.
- Iodati (IO3-): interferiscono nella ricerca dei cloruri precipitando come sali d’argento a qualsiasi pH. L’unica via per distinguere AgCl da AgIO3 è quella di fare il riconoscimento specifico per gli iodati.
1.2 - Riconoscimento dei bromuri
1.2.1 Precipitazione con nitrato d'argento
- Preparare una soluzione acquosa del sale in una provetta da centrifuga (una punta di spatola di sale e 2 ml di H2O);
- Acidificare con acido nitrico diluito (HNO3) fino a pH=0 (circa 3 gocce se [HNO3]=1M);
- Aggiungere alcune gocce di nitrato d'argento (AgNO3) in modo da far precipitare AgBr con un colore giallo chiaro caseoso (circa 20 gocce se [AgNO3]=1M);
- Centrifugare (3 min a 500 giri);
- A questo punto AgBr sarà completamente precipitato. Con una buona manualità eliminare il surnatante;
- Lavare il precipitato con H2O deionizzata. Non aggiungere ammoniaca (NH3) diluita (2M): noteremo che AgBr si solubilizza (in questo modo escludiamo i cloruri);
- Aggiungere ammoniaca (NH3) concentrata (6M): noteremo che AgBr si solubilizza.
1.2.2 Ossidazione con acqua di cloro
Acqua di cloro: soluzione acquosa contenente Cl2: il cloro ossida il bromuro a bromo. Attenzione perché se si mette troppa acqua di cloro il bromuro si ossida ulteriormente.
- Preparare una soluzione acquosa del sale in una provetta;
- Acidificare con H2SO4 diluito;
- Aggiungere alcune gocce di cloroformio (CHCl3) o di cloruro di metilene (CH2Cl2). La fase organica serve per estrarre il Br2 dall’acqua rendendo più evidente la colorazione;
- Aggiungere alcune gocce di acqua di cloro;
- Si forma un sistema bifasico. Agitare fortemente: in presenza di bromuri la fase organica si colorerà di arancio/bruno.
1.2.3 Ossidazione con ipoclorito
Ipoclorito di sodio (candeggina): non avviene la doppia ossidazione, si rileva il bromo elementare liquido. Procedere come nel caso precedente con la differenza che è necessario aggiungere una soluzione di ipoclorito di sodio (NaClO) anziché l’acqua di cloro.
1.3 - Riconoscimento degli ioduri
1.3.1 Precipitazione con nitrato d'argento
- Preparare una soluzione acquosa del sale in una provetta da centrifuga;
- Acidificare con acido nitrico diluito (HNO3) fino a pH=0 (circa 3 gocce se [HNO3]=1M);
- Aggiungere alcune gocce di nitrato d'argento (AgNO3) in modo da far precipitare AgI con un colore giallo caseoso intenso (circa 20 gocce se [AgNO3]=1M);
- Centrifugare (3 min a 500 giri);
- A questo punto AgI sarà completamente precipitato. Con una buona manualità eliminare il surnatante;
- Lavare il precipitato con H2O deionizzata. Non aggiungere ammoniaca (NH3) diluita (2M): noteremo che AgI si solubilizza (in questo modo escludiamo i cloruri);
- Non aggiungere ammoniaca (NH3) concentrata (8M): noteremo che AgI si solubilizza (in questo modo escludiamo i bromuri).
1.3.2 Ossidazione con nitrito
- Preparare una soluzione acquosa del sale;
- Acidificare con H2SO4 diluito;
- Aggiungere poco NaNO2 solido e agitare: compare un precipitato con colorazione giallo/bruna ed effervescenza.
1.3.3 Ossidazione con acqua di cloro
- Preparare una soluzione acquosa del sale;
- Acidificare con H2SO4 diluito;
- Aggiungere alcune gocce di cloroformio (CHCl3) o di cloruro di metilene (CH2Cl2);
- Aggiungere alcune gocce di acqua di cloro;
- Agitare fortemente: in presenza di ioduri la fase organica si colorerà di rosso/viola.
1.3.4 Ossidazione con ipoclorito
Procedere come nel caso precedente con la differenza che è necessario aggiungere una soluzione di ipoclorito di sodio (NaClO) anziché l’acqua di cloro.
1.4 - Riconoscimento degli iodati
1.4.1 Ossidazione con ioduro
- Preparare una soluzione acquosa del sale incognito;
- Acidificare con alcune gocce di HCl diluito (2M);
- Aggiungere alcune gocce di ioduro di potassio (KI);
- In presenza di iodato, si forma una colorazione bruna dovuta allo iodio.
Attenzione! La soluzione di KI spesso parte con una colorazione giallina, limpida e trasparente, perché lo ioduro a contatto con l'aria si ossida, quindi quando acidifico il sale incognito se la soluzione resta giallina, il saggio è negativo: non c'è lo iodato, il saggio deve essere scuro.
1.4.2 Precipitazione con nitrato d'argento
- Preparare una soluzione acquosa del sale incognito;
- Acidificare con alcune gocce HNO3 diluito (2M);
- Aggiungere qualche goccia di soluzione di AgNO3;
- In presenza di iodato, si forma un precipitato bianco caseoso di AgIO3 solubile in NH3 diluito (2M).
1.4.3 Precipitazione con cloruro di bario (facoltativo)
- Preparare una soluzione acquosa del sale incognito;
- Aggiungere alcune gocce di soluzione di BaCl2;
- Centrifugare ed eliminare la fase liquida;
- In presenza di iodato, si forma un precipitato bianco di Ba(IO3)2, che in HCl 6M si colora di giallo pallido.
2 - Anioni del VI gruppo (SO32-, S2O32-, S2O52-, SO42-)
Tutti gli anioni dello zolfo che non presentano il numero massimo di ossidazione (6) sono molto instabili. Sali insolubili: Ag2SO3, BaSO3 (solubile in acidi forti) e PbSO3 (solubile in HNO3).
2.1 - Riconoscimento dei solfiti
Il riconoscimento dei solfiti si basa sullo sviluppo di SO2 per decomposizione con HCl: essa ha un’odore caratteristico molto pungente e in prima istanza si può rilevare per una leggera effervescenza per trattamento con acidi. Attenzione: il pH di una soluzione di solfiti è basico.
Decomposizione con acido cloridrico
- Preparare il bagnomaria ben caldo per favorire il passaggio di fase;
- Preparare la cartina al bicromato (non la cartina indicatrice):
- Tagliare una strisciolina di carta da filtro (2x4);
- Bagnarla con poche gocce di soluzione K2Cr2O7; sulla punta, diventerà giallo/arancione.
- In una provetta, mettere una piccola quantità di sale e trattarla con HCl diluito;
- Scaldare a bagnomaria per qualche minuto, ponendo sull’imboccatura della provetta la cartina al bicromato di potassio (a questo punto di colore giallo/arancione);
- In presenza di solfiti, si sviluppa SO2, riconoscibile anche dal caratteristico odore pungente, che farà cambiare il colore della cartina imbevuta di bicromato di potassio da giallo a verde;
- A questo riconoscimento sono positivi: solfiti (SO32-), tiosolfati (S2O32-) e metabisolfiti (S2O52-).
2.2 - Riconoscimento dei tiosolfati
Attenzione: il pH di una soluzione di tiosolfato è neutro o leggermente basico.
Decomposizione con acido cloridrico
- Preparare il bagnomaria ben caldo per favorire il passaggio di fase;
- Preparare la cartina al bicromato (come visto per i solfiti);
- In una provetta, mettere sale e trattarla con 2 pipettate di HCl diluito. Notate la soluzione che diventa lattiginosa (bianco-giallastra) per via della formazione di zolfo;
- Scaldare a bagnomaria per qualche minuto, ponendo sull’imboccatura della provetta la cartina al bicromato;
- In presenza di tiosolfati, si sviluppa SO2 che farà cambiare il colore della cartina imbevuta di bicromato di potassio da giallo a verde.
Precipitazione con nitrato d'argento
Procedere come nel caso degli alogenuri. In breve tempo il precipitato, dapprima bianco, diventa bruno e poi nero.
2.3 - Riconoscimento dei metabisolfiti
I metabisolfiti sono positivi alla reazione con HCl e cartina al bicromato come solfiti e tiosolfiti. Vediamo quindi come distinguerli dai precedenti due anioni.
- Tiosolfati: la decomposizione non genera zolfo, pertanto quando si acidifica della soluzione come nel caso dei tiosolfati;
- Solfiti: l’unico modo per distinguere i metabisolfiti dai solfiti è la misura del pH della soluzione acquosa (per cationi che non danno idrolisi).
2.4 - Riconoscimento dei solfati
I solfati possono essere precipitati come solfato di bario (BaSO4), che è insolubile in acidi ed in basi anche concentrati. Potrebbero interferire carbonati, fosfati, tiosolfati, fluoruri e iodati che danno anch’essi sali solubili bianchi, però in ambiente acido (userò questa strategia per riconoscere i solfati).
I solfati possono essere precipitati a pH 5 come PbSO4, solubile in alcali concentrati o in una soluzione di acetato di ammonio.
Precipitazione con cloruro di bario
- Preparare una soluzione acquosa del sale incognito in una provetta da centrifuga;
- Acidificare con HCl diluito e agitare;
- Aggiungere qualche goccia di soluzione di cloruro di bario (BaCl2);
- In presenza di solfati, si forma un precipitato bianco insolubile in acidi e in basi;
- Per essere sicuri si può centrifugare, separare e eliminare le acque di precipitazione, e verificare la solubilità con HCl o NaOH.
Precipitazione con acetato di piombo (facoltativa)
- Preparare una soluzione acquosa del sale incognito;
- Acidificare con mezza pipettata di acido acetico diluito (CH3COOH);
- Aggiungere alcune gocce di soluzione di acetato di piombo (CH3COO)2Pb. Esso ha la duplice funzione di fornire la base coniugata per il tampone a pH=5 e lo ione Pb2+ per la precipitazione del solfato;
- In presenza di solfato, precipita il solfato di piombo bianco;
- Per conferma, si può verificare la solubilità del precipitato (che va preventivamente separato dalle acque di precipitazione) in idrossido di sodio (NaOH).
Attenzione: può interferire il bicarbonato che è riconoscibile perché dà effervescenza: conviene aggiungere sempre tanto acido e verificare la solubilità.
Procedimento generale
- Verificare solubilità del sale preparando una soluzione;
- Se la soluzione fosse torbida potrebbe essere tiosolfato;
- Acidificare con acido nitrico (qualche goccia) e verificare il pH;
- Aggiungere Ag tramite AgNO3 e verificare la precipitazione;
- Se non si forma il precipitato potremo avere cloruro, bromuro, ioduro, solfato o metabisolfito;
- Se si forma il precipitato potrebbe trattarsi di iodato, solfito, tiosolfato o metabisolfito;
- Precipitato giallo: In una nuova provetta sciogliere il sale e aggiungere acido solforico (H2SO4) diluito. Agitare bene e aggiungere diclorometano (CH2Cl2), alcune gocce di ipoclorito di sodio (NaClO), agitare fortemente e osservare la colorazione: arancio per il bromuro, viola per lo ioduro;
- Utilizzare l’ossidazione del nitrito con lo ioduro: sciogliere una spatola di sale in acqua, acidificare con HCl o acido solforico (H2SO4), aggiungere una punta di spatola di nitrito di sodio (NaNO2) e agitare bene. In presenza di ioduro precipita iodio elementare, altrimenti si tratta di bromuro;
- Precipitato grigio/nero: (tiosolfato o metabisolfito) Mettere una spatolata di sale in una provetta, preparare una cartina al bicromato, aggiungere un paio di pipettate di HCl, mettere a bagnomaria e sovrapporre la cartina: se la cartina si colora di verde allora sono in presenza di tiosolfato o metabisolfito. A questo punto fare una soluzione concentrata del sale (una spatolata in 2 ml di acqua) e misurare il pH: tra 4 e 6 metabisolfito, tra 7 e 8 tiosolfato;
- Precipitato bianco: (solfato, iodato o cloruro) Per riconoscere il solfato eseguire il saggio della cartina bicromato: se vira al verde si tratta di solfato, altrimenti si ha iodato o cloruro. Eseguire il saggio di riconoscimento dello iodato tramite l’ossidazione con ioduro di potassio: sciogliere il sale in acqua, portare a pH=0 con HCl e aggiungere alcune gocce di KI. Infine agire: se sviluppa colorazione bruna si ha iodato, se invece incolore cloruro.
3 - Anioni del V gruppo (NO2-, NO3-, PO43-, HPO42-, H2PO4-)
3.1 - Riconoscimento dei Nitriti (NO2-)
I nitriti, insieme ai carbonati, sviluppano un’importante effervescenza se acidificati: se questo accade è indice della presenza di uno dei due ioni.
Sviluppo di vapori di NO in ambiente acido per H2SO4 diluito
Si sviluppa monossido di azoto che, a contatto con l’ossigeno dell’aria, diventa diossido di azoto, un vapore rosso.
- Porre una piccola quantità di sale (mezza spatola) in una provetta in soluzione acquosa per rendere la soluzione concentrata;
- Aggiungere un paio di pipettate di H2SO4 diluito. Agitare leggermente, si sviluppa effervescenza abbondante;
- In presenza di nitriti, si sviluppano vapori rossi di NO2.
Ossidazione dello ioduro
Si forma un precipitato di iodio e diossido di azoto. Possono interferire i tiosolfati.
- Preparare una soluzione acquosa del sale incognito. Favorire la dissoluzione scaldando o agitando;
- Acidificare con alcune gocce H2SO4 diluito;
- Aggiungere alcune gocce di soluzione di ioduro di potassio (KI). Agitare; in presenza di nitriti, lo ioduro si ossida a iodio di colore bruno-nero.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Analisi dei medicinali + laboratorio
-
Analisi dei medicinali + laboratorio
-
Laboratorio analisi dei medicinali
-
Relazioni di laboratorio - Analisi dei medicinali 1