Test ingresso Medicina 2017: sospetta ‘vendita’ di soluzioni a Napoli

Marcello G.
Di Marcello G.

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Una prova tormentata, sin dal giorno dei quiz. Il test d’ingresso a Medicina 2017 verrà probabilmente ricordato come uno dei più discussi di sempre. E se fino ad oggi si era parlato di sospetti e accuse, ora c’è una vera e propria inchiesta in corso. Ad avviarla è stata la Procura di Napoli. L’idea che si sono fatti i giudici è che, all’università Federico II di Napoli, in occasione delle prove d’accesso di quest’anno sia stato messo in piedi un ‘sistema’ per vendere le risposte corrette ai quiz. Per i quattro indagati – un’assistente bibliotecaria, suo marito (ex dipendente dell’ateneo partenopeo) e due soggetti appartenenti alle forze dell’ordine – l’accusa è di corruzione. A riportarlo il quotidiano Il Mattino.

Infiltrati nella vigilanza per passare le soluzioni

Secondo la ricostruzione immaginata dagli inquirenti, la principale indagata (la bibliotecaria) faceva parte dei 300 impiegati che lo scorso 5 settembre – giorno dei test d’ingresso a Medicina – dovevano vigilare sul corretto andamento della prova. Proprio lei che, probabilmente, era la persona prescelta per ‘passare’ le soluzioni del questionario. Un algoritmo, la sequenza di lettere corrispondenti alle 60 risposte giuste. Lo strumento in grado di ottenere il punteggio massimo e, quindi, di avere la certezza di potersi iscrivere alla facoltà di Medicina.

In corso le analisi di pc e cellulari degli indagati

Ma sono solo supposizioni, bollate come "fandonie" da Cesare Gagliardi, presidente della commissione d'esame proprio alla Federico II. Per ora, infatti, le uniche prove (o possibili tali) sono state trovate addosso ad una delle aspiranti matricole che hanno sostenuto i test a nella principale università napoletana: un algoritmo sul quale sono in corso ulteriori accertamenti per verificarne l’attendibilità e la compatibilità con le vere soluzioni dei quiz. Le perquisizioni e i sequestri di documenti effettuati sugli indagati, invece, hanno dato esito negativo. L’unica traccia sinora a disposizione dei magistrati è un’intercettazione telefonica. La stessa che ha dato lo spunto alla Procura per aprire il fascicolo. Gli inquirenti sperano che dall’analisi delle memorie dei computer e dei cellulari dei quattro indagati (e di altri soggetti messi sotto la lente d’ingrandimento) emerga qualche elemento più sostanzioso.

Napoli si conferma una città ‘calda’ sul fronte Test d’ingresso

A prescindere dall’esito di questa inchiesta, però, possiamo iniziare a parlare di un ‘caso Napoli’. Già negli scorsi giorni, alcuni dati raccolti dal network legale Consulcesi, avevano evidenziato come proprio da Napoli provenissero gran parte delle segnalazioni subito dopo i test d’ingresso a Medicina. Una situazione che anche Skuola.net – attraverso le voci degli aspiranti medici – aveva evidenziato nelle ore immediatamente successive la prova. Quanto basta per prevedere un autunno caldissimo sul fronte ricorsi. E pensare che le graduatorie del test medicina 2017 devono ancora uscire.


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