Test ingresso Medicina 2017: doppie penne e ‘sviste’ varie, l'altra faccia del test

Marcello G.
Di Marcello G.

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Non c’è test d’ingresso a Medicina che si rispetti che non porti con sé proteste e strascichi polemici. Da un lato i rappresentanti degli studenti che, forti della sentenza con cui il Tar ha annullato i test d’ingresso a Milano per le facoltà umanistiche, hanno aumentato il volume della propria voce opponendosi con maggior vigore all’attuale metodo di selezione dei futuri medici. Dall’altro le istituzioni universitarie che difendono la scelta. Ma soprattutto loro: le aspiranti matricole, quelli che hanno tentato di agguantare uno dei 10mila posti disponibili. Loro hanno potuto osservare da molto vicino come è andato il test d’ingresso, vigili nell’evidenziare qualsiasi irregolarità nello svolgimento. Per battagliare fino alla fine: secondo un recente sondaggio di Skuola.net quasi 9 candidati su 10 si dicono pronti a fare ricorso pur di vedere riconosciuto il proprio diritto di iscriversi a Medicina.

Le segnalazioni degli aspiranti medici

Ma c’è chi è andato già oltre il risultato. Qualcuno, ancor prima di sapere se ce l’ha fatta o meno (dovrà aspettare un mesetto, fino al 3 ottobre, giorno della pubblicazione delle graduatorie) ha sentito il dovere di segnalare quello che è accaduto all’interno degli atenei durante i quiz. Skuola.net ha raccolto le loro testimonianze. Ecco, dunque, alcune delle situazioni particolari che (secondo gli studenti) si sarebbero verificate prima, durante e dopo i test d’ingresso 2017.

C'è chi è riuscito a sfuggire ai controlli

Diverse segnalazioni provengono da candidati che hanno svolto il test a Napoli e Roma, in particolare nelle università Federico II e La Sapienza; due grandi atenei tradizionalmente tra i più affollati quando ci sono le selezioni per Medicina. Un ragazzo, ad esempio, riporta che “presso la Federico II la vigilanza era poco allerta; a prova finita ho addirittura visto persone correggere la propria scheda delle risposte utilizzando una penna portata da casa, dopo essersi confrontati con altri colleghi o dopo aver visto su internet. Dato che in alcune aule “i telefoni non sono stati ritirati”.

Una penna in più per correggere le risposte prima della consegna

Secondo un altro partecipante – sempre nella principale università napoletana - “alla fine dello svolgimento della prova, noi candidati siamo stati chiamati ordine alfabetico due alla volta per consegnare la nostra scheda con le risposte e la scheda anagrafica, la penna che ci hanno consegnato all'inizio della prova è stata ritirata a tutti i candidati e siamo rimasti con il nostro fascicolo delle domande e la nostra scheda delle risposte; durante l'arco di questo tempo alcuni dei candidati ne hanno approfittato per copiare le risposte mancanti dai propri compagni, abbiamo riferito ciò che stava succedendo alla commissione ma la commissione ha sostenuto che fosse impossibile in quanto la penna era stata ritirata, ma ovviamente molti di loro avevano una penna propria che hanno cacciato fuori in quel momento”.

Gruppi di correzione

Ancora Napoli e ancora problemi. In un post affidato alle pagine di Facebook, una candidata che ha sostenuto la prova alla Federico II lamenta che “un ragazzo (forse anche due) non regolarmente registrato è stato ammesso comunque”. Che all’atto della consegna (ormai un grande classico) “i fogli con domande e risposte sono stati lasciati a noi candidati così almeno una decina di persone, munite di penne nascoste in tasca, si sono addossate le une alle altre e hanno modificato il loro compito; alcuni sono stati notati dai supervisori, altri no”. Ma sono veramente tante le segnalazioni sulle ‘doppie penne’ e sulle correzioni dopo la fine della prova.

Meno tempo a disposizione

Un ragazzo lamenta il fatto che alla Sapienza “si è iniziato fuori orario ma si è dovuto consegnare ad orario prestabilito, ergo abbiamo avuto meno tempo a disposizione. I fogli non erano spillati, erano volanti, il che rendeva lo svolgimento della prova stessa oltre che confusionario anche particolarmente dispendioso in termini di tempo, dato che bisognava stare attenti che non cadessero o non si mischiassero. Tanta confusione, ricerca di inflessibilità che ha creato solo più confusione e malcontento”. Sempre alla Sapienza secondo qualcuno “La commissione non è sembrata molto trasparente sull'apertura degli scatoloni (Quando siamo entrati uno era già aperto)”. Senza dimenticare il film più visto dei test d’ingresso: “Tre ragazzi – ci hanno raccontano - avevano delle penne e sono riusciti a compilare delle domande dopo il ritiro delle penne distribuite dall'università”.

Segnalazioni anche da altri atenei

A Catania, invece, i commissari “davano le risposte”. All’Insubria di Varese “i docenti non hanno guardato nessun ragazzo durante il test, sono stati a guardare il computer, tutti hanno copiato”. In un luogo non meglio precisato “un ragazzo è andato in bagno assieme al presidente quando i microfoni avevano detto più volte non fosse possibile”. In un'altra sede “a particolari persone è stata data la possibilità di scambiarsi commenti per tutta la durata del compito senza alcuna conseguenza”. Pioggia di ricorsi in arrivo?

Test Medicina 2017: le reazioni degli aspiranti medici

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