Test Architettura 2018: risultati finali e graduatoria nazionale

Marcello G.
Di Marcello G.

Niente a che vedere con i calcoli al centesimo e le previsioni a lungo termine che stanno facendo in questi giorni le aspiranti matricole di Medicina. Chi ha tentato di entrare nelle facoltà di Architettura nell’anno accademico 2018/2019 – svolgendo il test il 6 settembre – avrà un compito decisamente agevolato. È vero che la graduatoria definitiva è uscita solo il 2 ottobre, con i nomi in ordine di punteggio, ma già da prima i giochi erano tutti fatti o quasi. Lo si è capito il 28 ottobre, quando è stata pubblicata la prima graduatoria, quella anonima. Come ha segnalato Skuola.net, esaminando i numeri diffusi dal Miur, ci sono più posti (7.211) che candidati (6.779). Inoltre, quelli che hanno effettivamente superato i quiz – totalizzando almeno 20, il punteggio minimo – sono stati ancora di meno (5.720). Vediamo, in ogni caso, come funziona l’assegnazione delle ‘matricole’ e i prossimi passaggi che dovranno affrontare i futuri architetti.

Test Architettura 2018: compito più facile del previsto

Nonostante ci sia una sovrabbondanza di ben 1500 posti non è però detto che, alla fine, tutti gli iscritti ai test formalizzeranno l’immatricolazione all’università. Molto dipende da quale ateneo gli capiterà in sorte. Anche per la facoltà di Architettura, infatti, bisogna fare attenzione a cosa c’è scritto a fianco al punteggio indicato in graduatoria: ‘assegnato’ o ‘prenotato’. Nel primo caso significa che lo studente ha ottenuto un posto nella sede indicata come prima scelta al momento dell’iscrizione alle prove d’accesso. Nel secondo caso vuol dire che si ha la garanzia di un posto in una delle sedi indicate (ma non nella la prima, almeno non subito) e si dovrà decidere se accontentarsi di una soluzione alternativa o di aspettare qualche settimana ancora.


Graduatoria architettura 2018: che significa ‘assegnato’?

Chi risulta ‘assegnato’, dunque, può iniziare a festeggiare. Potrà tentare di coronare il suo sogno e diventare Architetto, in più nell’università preferita. L’unica cosa che dovrà fare è procedere a formalizzare l’immatricolazione entro 4 giorni lavorativi (il giorno di pubblicazione della graduatoria è compreso nel calcolo) presso l’ateneo prescelto.

Architettura 2018: cosa può fare uno studente ‘prenotato’?

Chi risulta ‘prenotato’, invece, si troverà di fronte a un bivio: accettare o rimandare? Se la sede di prenotazione (indicata dal Miur, pescando dalla lista di preferenze fatta dal candidato nella domanda d’iscrizione ai test) è gradita allo studente, questi potrà immatricolarsi subito (sempre entro 4 giorni). Altrimenti dovrà attendere gli scorrimenti della graduatoria generale per vedere se si libera un posto nella sede in cima alle preferenze della vigilia. Attenzione, però: in quest’ultimo caso bisognerà confermare – entrando nell’area riservata del portale Universitaly, entro le ore 12:00 del quinto giorno successivo alla pubblicazione della lista - il cosiddetto ‘interesse all’immatricolazione’ per essere calcolato al momento degli scorrimenti. Una procedura che va ripetuta ad ogni scorrimento.

Test architettura: come funzionano i punteggi

Ma come si stabilisce se un aspirante architetto sarà ‘assegnato’ oppure ‘prenotato’? Il ministero dell’Istruzione, nel decreto che regola il funzionamento del test d’ingresso, ha indicato anche i criteri di selezione. La regola generale vuole che sia sempre premiato il candidato che ottiene il punteggio più alto. Gli studenti più bravi possono perciò stare tranquilli, un posto per loro nella lista delle sedi preferite si trova sempre. Se, ad esempio, un ragazzo non riesce a essere ‘assegnato’ nell’università in cima alle preferenze a fargli posto nelle sedi alternative saranno quei candidati che, pur avendo messo come prima scelta l’ateneo meno gradito allo studente più bravo, hanno ottenuto un punteggio più basso di lui.

Architettura 2018: l’ordine delle materie

Altro scenario potenzialmente frequente è quello in cui due candidati ottengono lo stesso punteggio totale. A quel punto entrerà in gioco il coefficiente delle singole domande. Così come avviene per le altre prove d’accesso, ogni materia ha un ’peso’ differente. A prevalere, perciò, sarà lo studente con il punteggio più alto nella soluzione dei quesiti – in ordine d’importanza decrescente - di logica, cultura generale, storia, disegno e rappresentazione, fisica e matematica. Per fortuna, la situazione che si è venuta a creare per la facoltà di Architettura limiterà al minimo questi problemi d’interpretazione delle graduatorie. In teoria i candidati sono tutti dentro. L’unica cosa da stabilire è dove.
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21 novembre 2018 ore 15:00

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