Video appunto: Tema Svolto sul Terrorismo
Il terrorismo è un tipo di lotta politica in cui vengono pianificate e messe in atto azioni sanguinose e violente come attentati, omicidi, stragi, sequestri e sabotaggi contro istituzioni, persone o simboli sociali.
Chi compie atti di terrorismo è detto terrorista e il suo obiettivo primario non è mettere in atto delle minacce, ma renderle pubbliche per creare un clima di timore e incertezza nella popolazione per poter minare le basi sociali e civili della stessa.

Negli ultimi anni, gli atti terroristici hanno avuto una larga diffusione che ha creato tensione nell’opinione pubblica.
Nel nostro Paese in passato, nei cosiddetti “Anni di Piombo”, si sono verificate diverse forme di terrorismo che hanno creato panico e terrore nella popolazione italiana.
Il termine “Anni di Piombo” è usato per intendere un periodo storico dell’Italia che dura circa dieci anni, gli anni ‘70.
L’inizio di questo periodo viene fatto coincidere con l’attentato denominato la “strage di piazza Fontana” del 1969, quando, il 12 dicembre scoppiò una bomba presso la Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano, provocando sedici morti e ottantotto feriti.

Tutti gli anni ‘70 videro susseguirsi una serie di massacri, come la strage della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980, esplose un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, uccidendo ottantacinque persone e ferendone duecento, uno degli atti terroristici più gravi del secondo dopoguerra.
Sono trascorsi ormai tanti anni dal terribile attentato alla stazione di Bologna, sempre in questo periodo operavano anche associazioni criminali come la “Banda della Magliana” e le “Brigate Rosse” che portarono alla morte di uomini politici, magistrati, forze dell’ordine e molte altre persone.
Tutt’ora sono ancora presenti, sia nel nostro Paese che in tutto il mondo, organizzazioni criminali a scopo terroristico, ma quella che sembra destare più preoccupazione sarebbe quella di matrice islamica, che coinvolge tutto il mondo, in quanto provoca interventi armati e muove eserciti potenti.
Esistono più tipi di terrorismo ma tutti con la stessa origine, abbiamo quindi il terrorismo politico, quello religioso e infine quello etnico.
Il terrorismo politico è quello che tramite la violenza, cerca di ribaltare i rapporti di forza esistenti per affermare l’idea che porta aventi o, al contrario, per sminuire quella degli avversari.
In Italia questa lotta politica è stata molta diffusa tra la fine degli anni ‘60 e gli anni ‘70: terrorismo “rosso” e terrorismo “nero”.
il terrorismo etnico si basa su quelle che potremmo chiamare “giustificazioni etiche” ma è anche profondamente legato alla politica e alla religione e per fare un esempio basta pensare all’IRA in Irlanda o agli indipendentisti baschi dell’ETA in Spagna per non parlare poi dello scontro che va avanti da decenni tra Israele e il popolo palestinese: in tutti questi casi però, anche se possiamo considerare come base del terrorismo le differenze etniche e quindi il razzismo, è importante ricordare che spesso in questi conflitti sono presenti forti interessi politici.
Infine, veniamo al terrorismo religioso, nella sua propaganda e nella sua attuazione ha forti riferimenti alla religione e spesso si allude a questi gruppi chiamandoli “gruppi fondamentalisti”, ed uno di questi è di tipo islamico.
Fino a un po’ di anni fa il terrorismo islamico rientrava nelle categorie di quei fenomeni eversivi “limitati” con scarsa incidenza sugli equilibri e sugli scenari mondiali; ma dopo l’11 settembre 2001, il terrorismo islamico ha superato i confini delle singole nazioni ed è andato al di là del mondo islamico stesso.
Il carattere principale che distingue questo tipo di movimento dagli altri è il suicidio religioso: il combattente islamico si autoelimina con l’esplosivo secondo un rituale abbastanza preciso nella prospettiva di raggiungere immediatamente il paradiso.
Se ci soffermiamo a pensare agli ultimi atti di terrorismo, alla loro matrice religiosa di origine islamica e alle modalità con le quali si sono svolti gli attentati, quello che ci colpisce di sicuro è l’assoluto disprezzo per la vita da parte dei terroristi, la loro capacità di guardare le loro vittime e nonostante questo stroncarle senza timore.
Mi chiedo allora se questo disprezzo, questo senso della vita come qualcosa di poco valore che può essere spezzata o buttata via senza emozioni, non riguardi anche la vita del terrorista stesso, del ragazzo o della donna che imbraccia il fucile e spara a un gruppo di giovani ad un concerto, o si fa esplodere in mezzo ad una folla di pendolari.
in conclusione, mi allontano dalla definizione di terrorismo che ho dato all’inizio e considero gli atti di terrorismo come veri e propri atti di guerra o forse come sinonimo di una battaglia sotterranea, ma non per questo meno importante.
Bisognerebbe quindi pensare a nuovi modi di intervenire e di trattare, combattendo il disprezzo per la vita altrui e promuovendo invece il rispetto per la diversità e l’incontro tra culture, religioni e opinioni diverse.
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