pexolo di pexolo
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il giorno più bello della mia vita


Il giorno più bello della mia vita


Non dimenticherò mai quel 25 agosto, di certo il giorno più bello della mia vita, quando mia sorella Paola, appena nata, per la prima volta aprì quegli occhietti castano chiari e mi guardò, io che tanto l'avevo attesa non riuscivo a crederci. Avere un fratello, indipendentemente dal sesso, è stato sempre il mio grande desiderio. Visto che ormai, essendo cresciuto, non credevo più alla storia della cicogna, chiedevo continuamente ai miei genitori di "regalarmi", per così dire, un fratellino con cui giocare insieme. Anche se la data della nascita fosse già stata prevista dai dottori, io rimanevo dubbioso e fino all'ultimo non mi sembrava possibile che si avverasse un sogno così grande. Quando, la mattina del 24 agosto, cominciarono le contrazioni tutti ci svegliamo di soprassalto e fummo finalmente coscienti che il giorno tanto atteso era attivato. Ancora mi ricordo di aver ascoltato, durante la frenetica corsa in ospedale, una canzone di Renato Zero, proprio come fosse ieri. Non appena giunti in ospedale gli infermieri fecero accomodare mia mamma su una sedia a rotelle e con una certa urgenza la portarono in pediatria. Io e papà dovemmo attendere in sala d'aspetto e prima di avere notizie passò all'incirca un'ora e mezza: a quanto pare, qualcosa stava tardando la nascita, come se Paola non avesse intenzione lasciare il pancione della mamma. Fu infatti necessario un parto cesario, proprio perché la mia sorellina aveva bisogno di un parto artificiale. Ma le sorprese non erano finite; purtroppo, dopo un'ecografia, i dottori scoprirono che Paola aveva il cordone ombelicale pericolosamente attorcigliato attorno al collo e durante i tentativi di farla nascere era anche fuoriuscito del liquido dalla placenta. A quel punto prevalse l'agitazione e dallo spavento mi misi a piangere, ci pensò mio padre a tranquillizzarmi ma in quel momento proprio non mi andava di ricevere quelle notizie. Avevo 11 anni e non potevo capire a fondo le complicazioni del parto, per me erano i dottori che non volevano far nascere Paola. Anche mamma subì le complicazioni del parto e a causa di un'emorragia fu persino ricoverata in rianimazione. Tuttavia, le buone notizie non si fecero attendere più di tanto. Dopo appena un giorno mia sorella si stava completamente riprendendo e mia madre era già dimessa dalla rianimazione. Quando mi fu concesso per la prima volta di toccare Paola, ovviamente dopo essermi accuratamente disinfettato le mani, per me si realizzò un sogno due volte grande: anzitutto perché avevo una sorellina, poi perché lei era del tutto in salute dopo tante complicazioni.

Ma il miracolo della vita fu ancora più chiaro quando sentii il suo cuore battere.

Presto mamma poté allattare Paola e le sue condizioni migliorarono sempre più rapidamente. Presto la fecero uscire dall'incubatrice facendola stare insieme ad altri bambini. Per questi motivi non dimenticherò mai quel giorno. Benvenuta insieme a noi, Paolina!

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