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Concetti Chiave

  • Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati due giudici palermitani che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro la mafia siciliana, cercando di liberare la loro città dal dominio della criminalità organizzata.
  • Entrambi facevano parte del "Pool Antimafia", un gruppo di magistrati e poliziotti che hanno condotto indagini cruciali, nonostante il rischio costante di attacchi da parte della mafia.
  • Falcone e Borsellino hanno contribuito al "Maxiprocesso", che ha portato all'arresto di numerosi boss mafiosi grazie alle testimonianze di mafiosi pentiti come Tommaso Buscetta.
  • La morte violenta di Falcone, ucciso in un attentato nel 1992, seguita da quella di Borsellino, ha colpito profondamente l'Italia, mettendo in luce le incertezze e i rischi della lotta antimafia.
  • Le loro morti hanno stimolato una reazione collettiva in Italia, dando vita a nuove organizzazioni antimafia e aumentando la consapevolezza pubblica sulla lotta contro la criminalità organizzata.

In questo tema si descrive l'operato di due grandi giudici che hanno lottato contro la mafia: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Si descrive come nel corso della loro vita abbiano fatto di tutto per catturare i boss della mafia siciliana più pericolosi, per cercare di avere una Sicilia libera e non vittima della mafia stessa. Si descrive anche come entrambi abbiano pagata cara la loro vita per avere combattuto contro la mafia.
La lotta eroica di Falcone e Borsellino contro la mafia siciliana articolo

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano due giudici palermitani che lottavano per la loro città e per patria. Il loro avversario era la mafia, la criminalità organizzata, che ancora oggi vuole imporre il suo potere parallelo a quello dello stato, usando violenza, terrore e corruzione.
Loro sapevano di rischiare la propria vita ma comunque continuavano la lotta. Palermo, come tante altre città, era stata segnata dalla "guerra di mafia".
Da una parte c'era la criminalità organizzata, quella fitta rete di criminali che espandeva il suo potere corrompendo funzionari del governo, trafficando merci illegali, ricattando, estorcendo ed eliminando chiunque si mettesse sulla loro strada. Dall'altra parte c'era lo stato, che provava a combattere ma era costantemente ostacolato dalla corruzione dilagante.
Qui entrano in gioco persone come Falcone e Borsellino, che lottavano apertamente. Facevano parte del cosiddetto "Pool Antimafia", un'organizzazione fondata da Rocco Chinnici, composta da giudici e poliziotti che svolgevano indagini contro questi criminali. Mano a mano, quasi tutte le persone che facevano parte del Poool furono uccise. Ma gli altri, pur consapevoli del pericolo, non si diedero per vinti. Anzi, trovarono nuove piste per le indagini anche grazie a Tommaso Buscetta, un mafioso pentito. Per via delle lotte interne della mafia, quasi tutta la sua famiglia era stata uccisa e lui si era dissociato. Grazie alle informazioni raccolte fu possibile organizzare il famoso "Maxiprocesso", svolto in un'aula-bunker. Qui furono arrestati moltissimi criminali associati alla mafia, anche alcuni boss.
Dopodichè, Falcone fu chiamato per assumere un incarico al ministero della giustizia, a Roma. Non poteva rifiutare, o avrebbe perso anche la carica di magistrato. Quindi, accettò la proposta e si trasferì nella capitale.
Un giorno però volle recarsi in visita a Palermo, la sua città natale. Arrivato all'aereoporto di Punta Raisi, proseguì in macchina. Ma in autostrada, vicino all'uscita per Capaci, era atteso da qualcuno. Questo qualcuno era proprio un mafioso, (detto tra l'altro "lo scannacristiani"). Proprio in quel punto fece seplodere 500 Kg di tritolo, uccidendo Falcone, sua moglie e gran parte della sua scorta. Giusto poco tempo prima, Borsellino aveva detto:
-Si muore perché si è soli o perché si è entrati in un affare troppo grande [...]-

Evoluzione tragica degli eventi

Proprio quello che successe.
Borsellino era consapevole di essere il prossimo obiettivo. Infatti, tenne un discorso per incoraggiare la popolazione a portare avanti l'opera sua e di Falcone.
La lotta eroica di Falcone e Borsellino contro la mafia siciliana articolo
A 57 giorni dalla morte del collega, Borsellino va a trovare sua madre in via D'Amelio. Ha una scorta di 6 persone. 5 di loro si dispongono intorno a lui e un altro, Salvatore Vullo, si allontana in retroguardia. A un certo punto, dall'alto del monte Pellegrino, parte il comando che attiva l'esplosione di 300 Kg di tritolo, posti dentro una Fiat 126 parcheggiata in via D'Amelio. Muoiono tutti eccetto Vullo.
La notizia della morte di Borsellino, come quella di Falcone, si propaga per un'Italia incredula e scoraggiata. Quei due giudici erano servitori dello stato che lo stesso stato non aveva saputo difendere. La mafia aveva fatto passare il messaggio che chiunque avesse provato a ostacolarla non sarebbe stato ripermiato. Passò il messaggio che nemmeno due uomini come Falcone e Borsellino potevano sconfiggerla.
Ma a questo punto il popolo italiano non resta fermo: nascono moltissime organizzazioni che portano il nome dei due giudici. La morte di Falcone e Borsellino ha risvegliato l'Italia, ha suscitato maggior interesse e consapevolezza nelle questioni riguardanti la mafia. Vediamo la nascita di un telegiornale antimafia e di manifestazioni in onore di chi portò avanti questa lotta. Sempre più persone influenti si schierarono contro la criminalità organizzata.
Nella Piazza principale di Palermo sono ritratti i volti di molte vittime della mafia; e, davanti alla vecchia casa di Falcone, sono piantati due alberi: in onore dei due giudici che hanno fatto la storia della lotta alla mafia.
per ulteriori approfondimenti su questo argomento vedi anche qua
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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il principale obiettivo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nella loro carriera?
  2. Falcone e Borsellino hanno lottato per catturare i boss della mafia siciliana e per cercare di liberare la Sicilia dalla criminalità organizzata, consapevoli dei rischi che correvano (testo).

  3. Come si è sviluppato il "Pool Antimafia" e quale ruolo ha avuto nella lotta contro la mafia?
  4. Il "Pool Antimafia", fondato da Rocco Chinnici, era composto da giudici e poliziotti che conducevano indagini contro la mafia. Nonostante le perdite, i membri continuarono a combattere, trovando nuove piste grazie a collaboratori come Tommaso Buscetta (testo).

  5. Qual è stata la reazione della popolazione italiana dopo le morti di Falcone e Borsellino?
  6. La morte dei due giudici ha risvegliato l'Italia, portando alla nascita di organizzazioni in loro onore e aumentando l'interesse e la consapevolezza riguardo alla mafia, con manifestazioni e un telegiornale antimafia (testo).

  7. Quali eventi tragici hanno segnato la vita di Falcone e Borsellino?
  8. Falcone fu ucciso in un attentato con 500 kg di tritolo mentre si recava a Palermo, e Borsellino morì 57 giorni dopo in un'esplosione di 300 kg di tritolo, entrambi vittime della mafia (testo).

  9. In che modo la mafia ha comunicato il suo potere dopo le uccisioni di Falcone e Borsellino?
  10. La mafia ha trasmesso il messaggio che chiunque tentasse di ostacolarla non sarebbe stato risparmiato, dimostrando che nemmeno due figure come Falcone e Borsellino potevano sconfiggerla (testo).

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