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La mafia, Falcone Borsellino e Libera

Nella giornata di mercoledì 23 maggio io e la mia classe abbiamo incontrato nella palestra della nostra scuola degli esponenti dell’associazione “Libera” nomi e numeri contro le mafie. Oltre a due donne, c’era il vice comandante della polizia municipale e la preside della nostra scuola. L’incontro era infatti tenuto con il patrocinio della regione Emilia Romagna, con il comune di Malalbergo, e con la polizia municipale e naturalmente con libera.
Il progetto è stato denominato “Sicurezza a Malalbergo”: sicurezza nel senso che ogni concittadino dovrebbe sapere e conoscere ciò che la nostra regione e altre hanno svolto per combattere la mafia, un tipo di criminalità organizzata.
Noi le chiamiamo organizzazioni mafiose, perché sono strutturate con gerarchie, con regole, leggi e pene, molto spesso pagate con la morte del trasgressore.
A scuola la mafia non viene spiegata, ma ogni tanto ci sono degli accenni a questo tipo di criminalità. Molto spesso è attraverso i racconti e le tristi morti di persone, tra cui civili che si viene a conoscenza delle cose. Per seguire attentamente l’attività bisognava conoscere due nomi molto importanti: Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, due grandi uomini dal coraggio e dalla volontà ferree. Molto spesso dimentichiamo, lasciamo alle spalle ciò che è già successo, invece in questo caso bisogna sapere conoscere gli errori che l’uomo fa, davanti a denaro e potenza. I mafiosi non sono extraterrestri, ma persone che sono cresciute come noi, hanno vissuto come noi, ma si sono piegati alla criminalità e la suo sporco denaro.
L’incontro grazie al quale ho imparato cose nuove e allargato i confini dell’intelligenza dove non sapevo, è durato due ore, che in realtà sono pochissime per sapere tutti i fatti, ma ci siamo arrangiati lo stesso.
Attraverso delle immagini (di un video che raccontava le orribili morti di Falcone e Borsellino), e le spiegazioni delle signore, siamo venuti a conoscenza della realtà che ha vissuto e vive ancora nei nostri territori. la mafia come ho detto in precedenza allunga le mani su tutto, si insinua nei negozi e obbliga i commercianti a pagare tasse, altrimenti le conseguenze del non pagamento possono compromettere sia la vita del commerciante stesso che del negozio. Nella nostra storia, la storia dell’Italia, è sempre stata movimentata, ma parecchi dei problemi insorti sono stati con il tempo sradicati e risolti. la mafia invece ha radici ben profonde e ancorate a terra, gira ancora libera nei nostri territori da troppo tempo ormai, è ora di toglierla dalle nostre vite e dalla nostra testa, è quello che volevano Falcone, Borsellino e altri, ma sono stati interrotti a metà della loro carriera. Oggi dopo 20 anni dalla morte di falcone e borsellino bisogna rendergli omaggio perché sono stati disposti a rischiare la loro vita per la nostra, sapendo che rischiavano molto per le loro idee e parole.

La storia di Libera
La prima iniziativa di Libera è stata la raccolta di un milione di firme per una legge che prevedesse il riutilizzo dei beni confiscati alla mafia. Libera terra è il suo marchio che contraddistingue le materie prime prodotte da terreni liberi dalla mafia. Nel loro sito ufficiale oltre a incontri come quello avvenuto con la nostra scuola, c’è l’elenco di tutte le vittime innocenti decedute per mezzo della mafia, sono tantissime dal 1893 al 2012, come si può vedere aumentano man mano che passano gli anni. Quando veniamo a conoscenza di atti atroci operati dalla mafia, non dobbiamo tirarci indietro, perché così cadremmo dritti nella sua trappola, dobbiamo, invece, manifestare, combattere, scendere in piazza e gridare con tutta la nostra forza, che nessuno di noi teme la mafia, che nessuno di noi ha paura; famoso è lo striscione con la scritta: “ E adesso ammazzateci tutti.”
Proprio così, se la mafia ha il coraggio di uccidere persone inermi, noi con la nostra forza dobbiamo avere il coraggio di combattere, solo così la mafia cadrà, solo con la lotta dei giovani e della gente la mafia si romperà e con lei cadranno le sedi in Calabria, Sicilia, Emilia Romagna e tante altre. Solo con la speranza e la nostra forza di volontà il crimine e la violenza, che sì, sono cresciute con noi, ma possono volendo sparire molto presto.
Negli ultimi giorni al telegiornale si parla spesso dell’attentato alla scuola di Brindisi, intitolata alla moglie di Falcone, Francesca Morvillo. Forse la mafia o forse un pazzo hanno provocato la morte di una ragazza di sedici anni. Devo dire che il giorno dopo ho pensato se fosse stato il caso di andare a scuola o rimanere a casa, ma poi ho riflettuto, non posso, non posso perché l’autore vuole che noi rimaniamo a casa, da soli e con la paura nelle mani, invece le persone e i compagni della ragazza, sono comunque tornati a scuola, dimostrando alla criminalità che nessuno ha paura, che nessuno rimarrà a casa. Da poco è anche uscito il libro “Uomini soli.” Uomini soli perché Falcone scriveva che nessuno doveva rimanere solo, altrimenti sarebbe stata davvero la fine.

Così chiudo dicendo che questi eroi, così vanno chiamati, non verranno mai dimenticati, anzi, ricordati e seguiti dalle generazioni future, cosicché, non verrano mai lasciati morire da soli.
Libera è una associazione che agisce quando vengono arrestati dei boss mafiosi, che, molto spesso posseggono case e terreni, libera dona quei terrreni ai comuni ai quali erano stati sottratti, ci costruisce case e scuole.

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