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cosa voglio fare da grande


Cosa voglio fare da grande


Fin da quando sono piccola ho sempre sognato di fare il medico.
Ovviamente, come spesso accade nei bambini, le mie idee riguardo al futuro variavano di giorno in giorno, passando da un ambito all'altro: un giorno la giornalista, l'altro l'architetto, una mattina mi svegliavo convinta di voler pubblicare un libro e la sera stessa sognavo di andare sulla luna.
La medicina però non ha mai smesso di affascinarmi.
Salvare vite, dover essere sempre pronta a qualsiasi evenienza, stare a stretto contatto con le persone e aiutarle a combattere ciò per cui soffrono.
Il mio più grande sogno è quello di dedicarmi alla chirurgia d'urgenza.
Non ho intenzione di passare la vita a richiedere esami, analizzarne il risultato, prescrivere farmaci o altro. Voglio un lavoro frenetico, che richieda ovviamente precisione e impegno, ma che sia allo stesso tempo frenetico, che non ti faccia mai annoiare.
Sapere che sei probabilmente l'unica speranza di salvezza per chi ti sta di fronte deve sicuramente immetterti nel corpo scariche di ansia e adrenalina inimmaginabili, ma inimmaginabile deve essere anche l'orgoglio verso se stessi che si prova a lavoro concluso, quando, e se, tutto va per il verso giusto.
Ecco, probabilmente l'unica cosa che mi farebbe desistere è quel "se".
Il modo in cui i medici riescano a superare tutte quelle morti è sempre stato un mistero per me. Anzi, il mistero non è tanto come le superino, bensì come facciano a non addossare la colpa di ogni singola vita persa su se stessi. Probabilmente però questo è un problema che si risolve con gli anni e farselo adesso e per lo più inutile.
Tra l'altro, se dovessi contare tutte le persone che cercano di modificare il mio pensiero rispetto al futuro, non mi basterebbero tutte le dita delle mani.
Chi dice che il corso di studi è lungo e che l'esame di ammissione è già di per se impossibile da superare e chi mi assicura che, superati i 45 anni, mi maledirò per non aver scelto qualcosa di più tranquillo, un lavoro d'ufficio magari.
Magari però se faccio finta di nulla fra dieci anni andrò in giro per i corridoi di un ospedale con uno stetoscopio al collo e lo sguardo fiero di chi non gli ha dato retta.

A cura di Giulia

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