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Storia del Trentino Alto Adige



La regione, dopo aver subito l’invasione dei Liguri, degli Etruschi, dei Veneti e dei Galli, nel I secolo a.C. passò sotto la dominazione romana. L’esercito romano era giunto in Trentino per fermare l’avanzata dei Cimbri, una popolazione barbara che, proveniente da nord, rischiava di invadere la Pianura Padana.
Essi furono sconfitti e per le popolazioni del Trentino iniziò un periodo di pace, perché i Romani le sottomisero in modo pacifico.
Con Augusto, la regione entrò a far parte della Venetia e Trento diventò un municipio romano, molto fiorente.
Tuttavia, a partire dal V secolo d.C., la situazione cominciò a subire dei cambiamenti, a causa dell’arrivo dei barbari. Alàni, Svevi, Burgundi, Vàndali, Eriuli e Unni si successero sul territorio del Trentino, portando saccheggi e devastazione ovunque. Arrivarono anche gli Ostrogoti e i Longobardi, la cui invasione fu, però, meno dura. Dopo aver costituito un ducato, i Longobardi lottarono contro i Bàvari, una popolazione di stirpe tedesca, senza ottenere successi e alla fine i nuovi invasori riuscirono stanziarsi nell’ Alto Adige. La dominazione dei Longobardi nel Trentino ebbe termine quando Carlo Magno li sconfisse per cui, nel VII secolo d.C., la regione entrò a far parte del Sacro Romano Impero.

Nel 1027, l’imperatore Corrado II suddivise il Trentino in due grandi feudi: Trento e Bressanone, affidandone il potere a vescovi (= i principi-vescovi) per evitare che i feudi fossero trasmessi per eredità; in tal modo, alla morte dei due ecclesiastici i due feudi sarebbero tornati all’imperatore. Ma le cose andarono diversamente perché i principi-vescovi cedettero a loro volta parte del loro feudo a dei signori locali che non erano uomini di chiesa e che, pertanto, potettero trasmettere la proprietà del feudo ai propri figli. Tra questi signori diventarono particolarmente potenti i Conti del Tirolo. Quando nel 1363, la casata si estinse, la contea passò agli Asburgo che ne acquisirono anche il titolo nobiliare.
Da quel momento in poi. L’Austria cercherà sempre di annettere l’intera regione. Intanto, a partire dal XIII secolo, nel Trentino si erano formate diverse signoria di origine italiana e fra queste le più potenti erano quelle di Ezzelino da Romano e dei Signori di Castelbarco. Dal XVI secolo in poi anche i principi-vescovi avevano tutti origini italiane.
Nel 1411, iniziò l’occupazione veneziana del Trentino, prima per effetto del testamento di un nobile della casata di Castelbarco, poi per sottrazione di Rovereto al principe-vescovo. Sotto il dominio veneziano fu introdotto l'allevamento del baco da seta e del gelso, ponendo le basi per la fiorente industria serica, la quale però conobbe un vero salto di qualità grazie ad alcuni mercanti di Norimberga trasferitisi in Trentino a partire dalla fine del Cinquecento. L’espansione veneziana andò avanti fino al 1509, quando la Serenissima, sconfitta dalla Lega di Cambrai, dovette ritirarsi
Nel 1810, Napoleone Bonaparte unì il Trentino al Regno d’Italia, ma nel 1815, il Congresso di Vienna assegnò tutta la regione all’Austria che vedeva così realizzata la sua aspirazione secolare. Tale decisione fu alla base dei moti rivoluzionari per staccarsi dalla dominazione austriaca.
Nel 1866, durante la terza guerra d’indipendenza, la regione stava per essere liberata dai volontari garibaldini, ma l’improvviso arresto delle ostilità arrestò la loro avanzata e la regione rimase ancora separata dall’Italia che, nel 1861, aveva raggiunto l’unità.
Solo nel 1918, il Trentino Alto Adige passò all’Italia e dal 1948, è regione con statuto autonomo.