Mongo95 di Mongo95
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Durante il governo di Lord North, successivamente alla fine della Guerra dei Sette Anni, si ha un rafforzamento della potenza coloniale. Il Parlamento inglese, considerando l’utilizzo dell’esercito a loro difesa, inizia a chiedere alle colonie un contributo alle spese belliche. Si ha quindi lo Stamp Act del 1765, imposta sui valori bollati che colpisce vari elementi della vita pubblica, come contratti, atti legali, giornali… Delegati di nove colonie si riuniscono in un Congresso a New York, redigendo un documento in cui esprimono i loro malumori rispetto questa imposizione fiscale. Nel 1766 il Parlamento revoca l’atto. Ma la partita non si chiude, perché l’anno dopo arrivano ulteriori imposte, con un malcontento che culmina nel Massacro di Boston del 1770: cinque manifestanti muoiono in uno scontro con le forze armata di Londra. La sollevazione si estende a tutte le colonie e il Parlamento si vede costretto a abolire la tasse in questione, soprattutto quella sui prodotti d’esportazione. Ma rimane l’imposta sul tè, che viene inasprita dal fatto che nel 1773 viene permesso alla Compagnia delle Indie Orientali di riversare sul mercato americano enormi quantità di tè orientale a prezzo bassissimo, privando le colonie del proprio commercio. La reazione è il “Boston Tea Party”, a cui risponde l’occupazione delle truppe inglesi e il varo delle “leggi intollerabili” (1774). Viene chiuso il porto di Boston; avviene l’intervento diretto britannico nella nomina dei membri del Consiglio e del Governatore al posto dell’Assemblea del Massachussets; Governatore che ha diritto a vietare le riunioni in luogo pubblico e nominare tutti i funzionari pubblici, così come la possibilità di posizionare le truppe inglesi ovunque lo desiderassero. Viene riconosciuta la Chiesa cattolica nel Quebec.

A questi atti segue la riunione di un primo Congresso continentale delle colonie a Filadelfia, da cui esce la Declaration of Rights: stabiliti diritti dei coloni, riassunte tutte le accuse al Parlamento britannico. Nel 1775 c’è un secondo Congresso, in cui si decide di prendere le armi, affidando il comando militare a George Washington. In ogni caso, si ribadisce fedeltà a Giorgio III. Ma nell’agosto del ’75 lo stesso Re dichiara ribelli i coloni.
Finalmente, il 4 luglio 1776 si ha la Dichiarazione d’Indipendenza delle Colonie, approvata dal Congresso, scritta da Thomas Jefferson, elencanti gli abusi della Madrepatria e dichiarato decaduto Giorgio III. In essa confluiscono quasi tutti i diritti degli individui che poco prima erano stati proclamati nel Virginia Declaration of Rights. Diritti inalienabili e naturali, come la vita, la liberà, la felicità. Ma anche il diritto di disfarsi di coloro che governano da tiranni, il diritto di resistenza. Sono i diritti dell’uomo, non più solo diritti dei cittadini, a proprio di tutti, per il solo fatto di essere uomini.

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