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Rivoluzione Americana

Le tredici colonie

Le 13 colonie inglesi in Nord America godevano di un’ampia autonomia politica, erano infatti da questo punto di vista molto legate tra loro. Ma nonostante ciò non si può parlare di nazione: infatti le 13 colonie erano divise da differenze culturali, sociali ed economiche.
Le 13 colonie erano “colonie di popolamento”, formate da un’immigrazione iniziata nel 1607 con la fondazione della Virginia.
Il sovrano britannico non era interessato al controllo politico di queste colonie, ma solo a quello commerciale.
Infatti le colonie godevano di un’ampia autonomia politica.

Il Puritanesimo e l'etica del lavoro - i Padri Pellegrini

Tra i coloni, l’etica del lavoro era il valore più importante, infatti il successo nel lavoro era considerato un segno per la salvezza eterna.
In particolare, i Puritani erano caratterizzati da questa visione.
I puritani volevano inoltre purificare la chiesa d’Inghilterra, e proponevano una chiesa non centralizzata, basata su comunità rette dagli anziani, eletti dal popolo. Volevano quindi applicare ad essa alcuni princìpi del Calvinismo.
Essi vennero però perseguitati dalla chiesa anglicana, che li considerava un pericolo, e per sfuggire a queste persecuzioni nel 1620 un centinaio di puritani, chiamati Padri Pellegrini, s’imbarcarono sul Mayflower, una piccola nave diretta in America Settentrionale.
Nei luoghi dove sbarcarono fondarono una città, Plymouth.
Qui, i Padri Pellegrini sottoscrissero un patto: il Mayflower Compact.
Esso andava contro l’assolutismo monarchico, e stabiliva infatti che i governanti dovessero essere nominati con il consenso di tutto il popolo.
I Padri Pellegrini adottarono inizialmente una gestione comunitaria dell’agricoltura, ma poi l’abbandonarono, giudicandola immorale: essa permetteva infatti agli scansafatiche di vivere alle spalle del gruppo, senza fare nulla. Così, si decise di assegnare le terre ai singoli coloni.

Le Gerarchie di potere

Le 13 colonie avevano molte caratteristiche comuni, come quelle riguardanti le gerarchie di potere:
erano i bianchi benestanti ed istruiti ad avere il controllo della vita politica, e godevano di una legittimazione basata sulla ricchezza.
I rappresentanti alle assemblee coloniali erano eletti con suffragio censitario, che escludeva i non proprietari, i servi, e i neri.
Nonostante queste caratteristiche comuni, e l’uso della medesima lingua, le 13 colonie non costituivano una nazione unitaria, a causa di differenze in ambito economico e sociale.

Tre Tipologie di Colonie

Le colonie erano divise in tre tipologie, in base alle loro differenze economiche, sociali, ma soprattutto in ambito religioso.
4 Colonie settentrionali: Qui vi era una grande omogeneità etnica e religiosa, poiché i coloni erano prevalentemente puritani inglesi, raccolti in comunità agricole.
In queste comunità, il puritanesimo stava diventando molto rigido e intollerante.
L’economia qui si basava su attività artigianali, sulla pesca, sul commercio.
4 Colonie del centro: Queste colonie invece erano molto meno omogenee dal punto di vista etnico e religioso: vi erano infatti luterani, cattolici, ebrei, battisti, quaccheri.
Capiamo quindi che qui vi era molta più libertà religiosa.
L’economia si basava sull’agricoltura.
5 Colonie meridionali: Qui la chiesa anglicana governava in maniera molto rigida.
L’economia si basava sulle piantagioni di cotone e tabacco.

Le Classi Sociali

Nella società americana vi erano forti differenze economiche e sociali:
•le classi superiori: composte da uomini d’affari e mercanti
•il ceto medio: composto da agricoltori, negozianti, artigiani
•il ceto umile: composto da lavoranti e servi

Coloni Europei, nativi americani, schiavi neri

Nelle 13 colonie ci furono tre popoli: i coloni europei, i nativi americani (indiani), e gli schiavi neri africani.
I nativi americani all’inizio del '600 erano circa 5 milioni, ma poi nell’800 si ridussero a 600 000 individui; questo perché ci fu una catastrofe demografica, provocata dalle malattie importate dall’Europa e dalle guerre fra coloni e nativi per il controllo di un territorio che era da sempre stato abitato dai nativi, ma che le concessioni ritenevano vuoto.
Questo infatti aprì un grande conflitto.
Per quanto riguarda gli schiavi neri, nelle colonie settentrionali furono sempre molto pochi, perché l’economia non ne aveva particolare bisogno, mentre nelle colonie meridionali vi era una grande richiesta di schiavi neri per l’economia di piantagione.
Gli americani consideravano normale la schiavitù. Vi erano infatti appositi codici per regolare i rapporti giuridici con gli schiavi, gli slave codes; questi ultimi toglievano agli schiavi molti diritti.

Guerra d'Indipendenza e la nascita degli Stati Uniti

Le Colonie e la Corona Britannica
Per molto tempo, il rapporto tra le colonie e la Corona Britannica era stato positivo, infatti le colonie partecipavano a molti traffici atlantici della corona britannica.
Questi traffici però non erano tutti legali, perché molto spesso andavano contro le regole del mercantilismo emanate dal governo inglese. Gli americani le aggiravano con il contrabbando.
Questo rapporto positivo tra le colonie e la Corona Britannica però poi mutò radicalmente.
Per due ragioni:
•Le colonie non vivevano più bene la dipendenza che avevano dalla Gran Bretagna, perché esse si stavano ampiamente sviluppando sia dal punto di vista demografico che economico.
•Il governo inglese stava cominciando ad imporre una politica imperiale, con un maggiore controllo sulle colonie e una crescente pressione fiscale.
Quindi, il governo inglese impose molti divieti, tra cui:
il divieto di colonizzare terre a ovest della catena dei monti Allegheny-Appalachi, cioè al di là di una linea detta Proclamation Line.
Questa linea, fu considerata dai coloni una limitazione del diritto di espansione.
La cosa che suscitò più scalpore però, fu la legge sul bollo:
era una tassa sui giornali, atti legali, documenti commerciali.
Il suo scopo era quello di assoggettare le colonie ad una tassazione, principalmente per ripianare i costi del conflitto contro la Francia. I coloni non accettarono minimamente questa legge sul bollo.
Infatti, i coloni non erano mai stati soggetti a tassazioni, principalmente per il principio “no taxation without representation”, che appunto diceva che non può essere tassato chi non gode di rappresentanza politica.
Questo principio era una sorta di minaccia verso gli inglesi di non pagare le loro tasse se gli inglesi non gli avessero concesso una rappresentanza in parlamento di un membro americano.

Manifestazioni contro la Legge sul Bollo

L’associazione “Figli della libertà” crearono numerose manifestazioni in piazza e proteste contro la Legge sul Bollo, i mercanti si accordavano tra loro per boicottare le importazioni di prodotti inglesi.
Per evitare conflitti, Londra decise di ritirare la Legge sul Bollo, ma riaffermò comunque il proprio diritto di poter tassare i coloni.
I loro conflitti continuarono per molto tempo.
Infatti, nel 1773 il governo inglese assegnò alla Campagna delle Indie orientali il monopolio dell’esportazione del tè nelle colonie, danneggiando i mercanti e i contrabbandieri americani, i quali lo importavano illegalmente dagli olandesi.
I mercanti e i contrabbandieri americani risposero con il Boston Tea Party, durante il quale i Figli della libertà gettarono in mare una grande quantità di tè, nel porto di Boston.
Londra rispose con le “Leggi intollerabili”, che provocarono la chiusura del porto di Boston, la cancellazione dell’autonomia del Massachusetts e l’annullamento dei poteri dei giudici americani.

La Dichiarazione d'Indipendenza

Si finì per passare alle armi. Ci furono numerosi scontri; i coloni crearono un esercito, la Continental Army, con a capo George Washington.
I coloni volevano l’indipendenza, per liberarsi dall’Impero Britannico, e fondare finalmente una libera repubblica.
Quindi, il 4 Luglio 1776, il Congresso delle colonie si riunì a Filadelfia e approvò la Dichiarazione d’Indipendenza, scritta da Thomas Jefferson.
La Dichiarazione d’Indipendenza segnò il vero inizio della Rivoluzione americana, che 7 anni dopo si sarebbe conclusa con la vittoria dell'esercito continentale di George Washington sulle forze di re Giorgio III.
L'obiettivo della Dichiarazione d’Indipendenza fu quello di rafforzare il supporto interno alla propria battaglia, incoraggiando l'intervento a proprio favore di alcune potenze europee, in particolare della Francia.
In particolare, quest’ultima fu incoraggiata ulteriormente a schierarsi con gli americani dalla vittoria di George Washington a Saratoga, insieme poi alla Spagna.
L’appoggio dei francesi fu infatti decisivo per il successo degli americani.
Il prolungarsi di questo conflitto, portò il governo di Londra a sottoscrivere la pace di Versailles, un atto che riconosceva l’indipendenza delle 13 colonie e la loro sovranità su tutti i territori americani.

Creare o no un Nuovo Stato?

Ottenuta l’indipendenza, non si sapeva se bisognasse creare o no un nuovo stato che unificasse tutte le colonie, tenendo conto che ciascuna colonia costituiva già uno stato sovrano con una propria costituzione, e quindi ogni colonia aveva caratteristiche differenti.
Alla fine, i leader americani decisero che fosse necessaria una qualche forma di unione, perché mantenere divise le 13 colonie avrebbe messo a rischio l’indipendenza appena ottenuta.
A questo punto la domanda era, se fondare quest’unione su una Confederazione o su una Federazione.
Vi erano due posizioni in proposito:
•Alcuni, fra i quali Jefferson, ritenevano che si dovesse creare una confederazione, poiché in grado di garantire la libertà e l’indipendenza delle singole colonie. La confederazione era infatti un’unione di stati in cui l’autorità del potere centrale era fortemente limitata.
•Vi erano poi altre persone, dette federalisti, che proponevano uno stato federale, in grado di garantire autonomia alle singole colonie, ma in cui le decisioni generali fossero prese da un parlamento e da un governo unici per tutta la nazione.

La nascita degli Stati Uniti - La divisione dei poteri

Le colonie del nord, del centro e del sud si stavano dividendo sempre più, specialmente quando non dovettero più lottare insieme per ottenere l’indipendenza.
Vi erano poi molte difficoltà economiche a causa della guerra.
Questo connubio di problemi, fece prendere la decisione di creare uno Stato Federalista, cosicché un governo centrale avrebbe risolto tutti i problemi della nazione.
Il 17 settembre 1787 a Filadelfia venne approvata la Costituzione, e così nacquero gli Stati Uniti d’America:
una repubblica presidenziale federale.
Nel 1789 venne eletto il primo presidente, George Washington.
La Costituzione appena creata, serviva ad enunciare le norme per il corretto funzionamento dello stato.
Essa riuscì a conciliare la necessità di forza e sicurezza, con la necessità di libertà.
Per evitare che in questo nuovo Stato Federale si creasse un potere dispotico e centralizzato, si decise di eleggere il presidente solo per via indiretta, ma soprattutto separando i tre poteri in legislativo, esecutivo e giudiziario. Questa separazione, fu la chiave per evitare il dispotismo.

Andando nello specifico

•Potere legislativo: esso spettava al Congresso, un parlamento bicamerale composto dalla Camera dei rappresentanti e dal Senato.
Il numero dei rappresentanti di ogni stato al Congresso era proporzionale alla popolazione di quello stato. Il Senato, invece, era composto da due senatori per ogni stato.
Inizialmente il diritto di voto spettava solo ai maschi e bianchi, ma poi nel 1920 verrà dato il diritto di voto anche alle donne.
•Potere esecutivo: esso spettava al presidente, che veniva eletto con elezione indiretta.
Egli esercitava poteri anche nel Congresso. Però, per mantenere l’equilibrio fra i due poteri, la costituzione stabilì che il presidente non potesse sciogliere anticipatamente le camere, e che queste ultime non potessero destituire il presidente (ovvero, farlo rimuovere dall’incarico).
Però, in alcuni casi di estrema gravità, le camere potevano muovere contro il presidente un processo detto “impeachment” ovvero una sorta di accusa che lo riteneva colpevole di alcune azioni illegali, cosicché egli sia costretto a destituirsi.
•Potere giudiziario: esso spettava alla Corte Suprema, composta da nove membri nominati dal presidente. Il suo compito era quella di giudicare le leggi emanate dal Congresso (giudicarne la costituzionalità.

Il Bill of Rights

La Costituzione, dopo essere stata approvata dalla Convenzione a Filadelfia, doveva essere approvata anche dai singoli stati. Ma questo avvenne con molte difficoltà, perché secondo i singoli stati, la Costituzione non garantiva abbastanza libertà personali.
Per risolvere la cosa si stilò un documento, il Bill of Rights, che specificava le libertà delle quali tutti i cittadini dovevano necessariamente godere.
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