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Rivolta dei Paesi Bassi (1566-1648) - Cause


Inquisizione

Filippo II, essendo per antonomasia il sovrano della Controriforma, è convinto che l’uniformità religiosa del Paese sia necessaria a garantire l’unità politica dei domini. In Spagna, non solo erano tutti i cattolici e c’era stata una severa repressione delle eresie para-protestanti (aveva potuto intervenire direttamente sulle questioni religiose perché l’inquisizione dipendeva direttamente da Re); c’era stata anche l’espulsione dei moriscos e l’allontanamento degli ebrei, la cui definitiva espulsione avverrà nel 1609. In generale, da tempo era in atto un processo di uniformazione religiosa del territorio, che per Filippo II è sia un valore religioso sia uno strumento politico. In questa prospettiva, gli viene l’idea di introdurre il tribunale dell’inquisizione anche nei Paesi Bassi, cioè far lavorare nei Paesi Bassi quei tribunali che in Spagna facevano capo alla corona; diversamente Carlo V, che non condivideva la stessa idea di uniformità religiosa, come Duca di Gheldria e sovrano degli altri territori aveva preferito non portarcela. Questo costituì un grande problema, che è anzitutto religioso perché nei Paesi c’erano i calvinisti, fortemente minacciati nella loro libertà di culto dall’imminente arrivo di questi tribunali; ma la protesta coinvolge anche i cattolici, che vedono l’introduzione di tribunali stranieri come una lesione delle autonomie politiche di quei territori: visti come portatori di una giustizia straniera, essi non vogliono sottostare a quello che si prospettava essere un asservimento politico. Avendo natura anche religiosa, il conflitto per l’indipendenza dei Paesi Bassi rientra nelle cosiddette ‘Guerre di religione’.

Corte

Un problema di ordine religioso divenne subito anche un problema politico, accentuato dal fatto che Filippo mandò come governatori dei Paesi Bassi alcuni dei suoi parenti più stretti (Margherita d’Austria, sua sorella), che non provenendo da lì non conoscevano né la lingua locale, né la struttura di quei territori. Filippo II sceglie una corte composta da castigliani e anche questo viene visto dai Paesi Bassi come una minaccia alle proprie autonomie e tradizioni.

Tassazione

D’altra parte, la pressione fiscale spagnola viene percepita in maniera particolarmente negativa nei Paesi Bassi perché anche gli interessi economici fra Paesi Bassi e Spagna erano profondamente differenti. La Spagna, grande potenza coloniale, a livello di commercio internazionale ha un interesse specifico affinché esso sia regolato con criteri di esclusività: il suo obbiettivo era quello di far sì che le colonie potessero commerciare solo con la madrepatria e rifornirsi solo con qualunque merce provenisse dalla Spagna; già dai tempi di Carlo V, tutti i rapporti commerciali con le colonie sarebbero dovuti passare dal porto di Siviglia. A questo punto, se nelle Antille (o in qualunque altra colonia americana) si fossero volute consumare lane inglesi, era necessario (almeno in teoria) che il commerciante spagnolo si procurasse le lane inglesi, le portasse in Spagna e che da lì fossero mandate alle colonie. Esse non potevano avere un rapporto diretto con mercati diversi da quelli della madrepatria; allo stesso modo, la Spagna aveva interesse a centralizzare gli scambi commerciali dei propri prodotti nelle mani di mercanti spagnoli. L’Olanda, d’altra parte, aveva interessi esattamente contrari: essendo perlopiù mercanti, impegnati nei commerci internazionali, che non vendevano merci proprie, gli olandesi compravano merci altrui e le smerciavano in Paesi terzi; pertanto, anche a loro sarebbe potuto capitare di acquistare lane inglesi e rivenderle a Paesi terzi (attività diffusa), entrando in concorrenza ai mercanti spagnoli. È il contrasto fra il mare clausum e il mare liberum: Grozio, teorico seicentesco del mare liberum, è proprio un olandese e come tale riusciva a capire a fondo le ragioni del contrasto economico fra Paesi Bassi e Spagna durante il regno di Filippo II.
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