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Filippo II e la rivolta dei Paesi Bassi

In campo politico il campione della Controriforma nella seconda metà del XVI secolo fu certamente Filippo II, re di Spagna. Era figlio di Carlo V, ma a differenza di suo padre non viaggiò mai e si trasferì dopo l'incoronazione a Madrid; si sono dette su di lui cose discordanti, tra cui che fosse un re eccessivamente prudente, che aveva una cura maniacale dei particolari e paura di sbagliare e ciò gli avvalse l'epiteto di ''re prudente''.
Lo Stato di Filippo II era il più autoritario d'Europa: seppur il sovrano ovviamente riconosceva l'autorità del papa, era una specie di capo della Chiesa. Egli, infatti, usufruiva del diritto di presentazione, cioè poteva nominare vescovi a suo piacimento, e l'Inquisizione spagnola era nelle sue mani, non sotto quelle del papa.

La rivolta dei Paesi Bassi: Filippo II registrò un importante successo con l'unificazione dell'intera penisola iberica, infatti il re spagnolo aveva ereditato il regno portoghese nel 1580 dopo la morte del loro re portoghese.

I problemi sorgevano sui possedimenti dei Paesi Bassi: i sudditi dei Paesi Bassi non tolleravano il pesante fiscalismo spagnolo, i nobili mal sopportavano l'intromissioni di governanti spagnoli nelle questioni interne del Paese e anche dal punto di vista religioso era in contrasto, essendo un paese calvinista.
Filippo II, ossessionato dalla volontà di combattere l'eresia protestante, non solo pose sotto il proprio diretto controllo l'organizzazione episcopale e intensificò la persecuzione religiosa, ma pose uomini di fiducia negli Stati provinciali, incrinando sempre di più le autonomie locali.
Nel 1566 iniziò la rivolta: masse popolari iniziarono a saccheggiare chiese e conventi, abbattere immagini sacre e uccidere monache e preti. Filippo II mandò allora mandò il generale duca d'Alba per ristabilire la rivolta, che ormai stava prendendo i connotati di una vera e propria guerra. A capo di questa rivolta vi era Guglielmo d'Orange, mentre i restanti ribelli, chiamati anche pezzenti, erano di tutte le classi sociali, anche nobili di fede cattolica che non accettavano lo straniero.
Le province del Nord, assegnate a Guglielmo d'Orange, erano fuori dal dominio spagnolo, quelle del Sud invece sì, ma grazie a Guglielmo d'Orange si unirono in un'unica provincia antispagnola: l'Unione di Gand del 1576. Solo Alessandro Farnese, generale spagnolo incaricato dal re, riuscì a recuperare le province del Sud. La vicenda si concluse nel 1609 con Maurizio d'Orange, figlio di Guglielmo, che impose a Filippo III e alla Spagna una tregua di dodici anni.

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