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La rivolta dei Paesi Bassi nel XVI e la conquista dell’indipendenza

Nei confronti del suo dominio sui Paesi Bassi, Carlo V teneva un comportamento duplice: da un lato sottoponeva le Fiandre a dure esazioni di denaro, ma dall’altro, mostrava rispetto per le autonomie locali. A dimostrazione di ciò, egli aveva sempre inviato come reggenti delle principesse, ultima fra queste la figlia Margherita d’Austria, quasi a mostrare alla popolazione fiamminga la sua volontà di tenerla unita alla corona degli Asburgo più come un vincolo di fedeltà di stampo cavalleresco che non con la costrizione ed il terrore. La situazione cambiò con il figlio di Carlo V, Filippo II. Egli non era affatto legato all’ambiente fiammingo: ridusse le autonomie locali, gravò la borghesia di pesante imposte ed iniziò lo sterminio dei seguaci della riforma. Lo scontento cominciò quindi a farsi strada siua negli ambienti popolari che presso la nobiltà fiamminga. I primi erano irritati dall’opposizione dell’ Imperatore ala diffusione delle nuove idee religiose, mentre la seconda si sentiva colpita nei suoi privilegi secolari., anche se restavano comunque cattolici Alcune grandi personalità come il duca di Egmont e Guglielmo il Taciturno, principe di orange cercarono di farsi mediatori fra il paese scontento la politica intollerante di Filippo II. Alcune rimostranze presso la reggente Margherita non ebbero alcun esito positivo, anzi fu proprio un cortigiano della principessa che dette il nome di Gueux (= pezzenti) ai patrizi fiamminghi che chiedevano pietà per il popolo. Vista l’inutilità delle richieste pacifiche, il popolo esasperato, inizio un periodo di violenze contro i clero e la chiesa cattolica, imponendo il culto pubblico della religione calvinista. Filippo II, ritenendo Margherita d’Austria troppo mite, inviò nei Paesi Bassi il duca d’Alba che instaurò un regime di repressione con esecuzioni di massa e aggravando ulteriormente il peso delle tasse. Fra l’altro egli mandò al patibolo anche il conte di Egmont. Tali avvenimenti finirono con l’esasperare anche la ricca borghesia che fino ad allora aveva avversato il Calvinismo. Di fronte a tali eventi i nobili ed i borghesi si unirono ai popolani calvinisti ed iniziarono la lotta per la liberazione dei paesi Bassi dalla dominazione spagnola, guidati da Guglielmo il Taciturno d’Orange. Quest’ultimo, inizialmente sconfitto dalle truppe spagnole, con i suoi corsari, chiamati pezzenti del mare, riuscì a conquistare la parte settentrionale dei Paesi Bassi, privando così gli Spagnoli dei rifornimenti via mare che dovettero capitolare Il nord in parte protestante dei Paesi Bassi si staccò dal sud cattolico e nel 1581 venne dichiarata l'indipendenza.
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