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I Paesi Bassi e Filippo II

Quando Filippo II successe al padre Carlo V sul trono spagnolo, si trovò a regnare su un territorio di vaste dimensioni. I Paesi Bassi erano un'area molto ricca, con abbastanza centri mercantili, suddivisa in diciassette province per lo più affacciate sul mare del Nord. Il cuore della regione era la città di Anversa, il maggiore centro bancario d'Europa. I Paesi Bassi erano un territorio di primaria importanza per la Spagna, nonostante la Corte di Madrid ci imponeva tasse molto alte. Nei Paesi Bassi si erano infatti diffuse le idee protestanti in particolare il calvinismo. Filippo II riteneva fosse un suo dovere di re e di cristiano, far rispettare il cattolicesimo dai sudditi; cercò quindi di sradicare le idee eretiche della Riforma con durissime persecuzioni.L'ostilità dei Paesi Bassi nei confronti della dominazione spagnola divenne fortissima. Nel 1566 a Bruxelles, una folla armata si radunò davanti al palazzo della governatrice Margherita di Parma, per chiedere la fine delle persecuzioni religiose. La situazione precipitò e in numerose città i protestanti presero ad assaltare chiese, monasteri e conventi. La risposta di Filippo II non si fece attendere: inviò nei Paesi Bassi un esercito guidato dal duca d'Alba per schiacciare la ribellione dei "pezzenti". Il duce fece giustiziare coloro che lo meritavano.

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