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Reggenza di Maria de Medici



Nel 1610, Enrico IV muore improvvisamente e poiché suo figlio, il futuro Luigi XIII è ancora minorenne, il trono passa sotto la reggenza della vedova, Maria de Medici.
Il ripristino dell'unità come risultato dell'opera di Enrico IV fu improvvisamente compromesso.
Infatti, dalla sua morte fino all'ingresso di Richelieu nel Consiglio della Corona, la Francia è stata immersa in intrighi, rivalità di ambizioni e interessi e rivalità romantiche.

E, 1610, Luigi XIII aveva solo nove anni. Maria de Medici viene nominata reggente dal Parlamento e si lascia presto dominare da Concino Concini, marito della sorella di latte Eleonora Galigaï, che viene nominato maresciallo di Anchor. Ai grandi signori, che dalle guerre di religione hanno potuto disporre di armi e seguaci, vengono concesse pensioni, piegando il tesoro di Sully, determinati a difendere i loro privilegi. Inutile dire che gli Stati Generali furono convocati nel 1614 (l'ultima volta prima della convocazione del 5 maggio 1789) e la Regina Madre riuscì a mantenere il potere fino a quando Luigi XIII, spinto dal suo favorito, Alberto de Luynes, si liberò di Concini facendolo assassinare nell'aprile del 1617. Maria de Medici non si inchinò ancora e fomentò una nuova rivolta, ma i suoi sostenitori furono sconfitti al Ponts-de-Clé nel 1620.

I protestanti, che avevano approfittato della Reggenza per conservare le roccaforti concesse loro da Enrico IV, entrarono in battaglia con le truppe reali comandate da Luynes; quest'ultimo fu sconfitto a Saint-Jean-d'Angély, ma sconfitto a Montauban. Dopo la sua morte, nel 1621m il re è obbligato a firmare un trattato con il quale i protestanti mantengono i loro privilegi. Gli intrighi di Maria de Medici continuano e la politica estera riflette l'esitazione a scegliere tra le potenze protestanti e la Controriforma guidata da Spagna, Austria e Papato. Fu la Regina Madre a presentare al Concilio del Re il suo cappellano, Armand du Plessis de Richelieu, il più giovane membro di una nobile famiglia che divenne vescovo di Luçon all'età di ventidue anni. Intelligente, ambizioso e autoritario, riuscì a imporsi su Luigi XIII, fu nominato cardinale e divenne, per diciotto anni, il principale ministro di Stato.