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Guerre di Clemente VII


Per la spedizione contro Firenze non ci furono difficoltà poiché Carlo v desiderava avere un controllo sulla Toscana paventando il rischio di un' alleanza dei fiorentini con i francesi.
Nell'agosto del 1529 si riunì agli ordini dell'Orange un'armata, generosa mente finanziata dal papa, composta da Lanzichenecchi, da soldati spagnoli e da un contingente di mercenari italiani comandati da Pierluigi Farnese, Marzio Sciarra e Giovanni Battista Savelli. In settembre fu attaccata Perugia, alleata di Firenze, e presto capitolò. Malatesta Baglioni, signore della città, passò come capitano e con le sue artiglierie al servizio dei fiorentini e illegato pontificio prese possesso di Perugia in nome del papa.
La guerra si spostò in Toscana e dopo una lenta avanzata, forse in attesa di un componimento pacifico tra il papa e la Repubblica auspicato dall'imperatore, l'Orange nell'ottobre si attestò in vista di Firenze e diede inizio al bombardamento.
Priva di ogni aiuto esterno, Firenze resistette con il concorso di tutti i cittadini e valendosi dell'opera di Michelangelo Buonarroti nominato sovrintendente alle fortificazioni, mentre piccole guarnigioni difendevano vari centri toscani. Nel luglio del 1530, fattasi disperata la situazione della città assediata, Francesco Ferracci radunò le sparse milizie della Repubblica e mosse verso Firenze per rompere il blocco imposto dagli imperiali e rifornirla di viveri,ma fu affrontato e sconfitto a Gavinana, dove caddero lui e l'Orange. Il 12 agosto, per il tradimento del Malatesta, che cedette un bastione al nemico e rivolse le artiglierie verso la città, Firenze fu costretta ad arrendersi, ma sol tanto nel 1532 Alessandro de' Medici con un decreto imperiale ottenne il potere come duca ereditario.
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