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Richelieu


Nel 1624, il cardinale Richelieu entra a far parte del Consiglio della Corona. Prima, il sovrano, Luigi XIII, stanco dell’ingerenza della madre, Maria dei Medici, negli affari dello Stato, aveva fatto allontanare quest’ultima da Parigi. Richelieu si pone un obiettivo: fare della Francia un moderno stato assoluti in cui il re avrebbe detenuto tutti i poteri svincolato da ogni forma di condizionamento da parte dell’aristocrazia. Innanzitutto occorreva che la politica estera francese fosse più decisa, soprattutto nei confronti degli Asburgo, nemici tradizionale della Francia.
Il politica interna tre furono gli obbiettivi:
1. lotta contro gli Ugonotti
2. riduzione all’impotenza degli aristocratici
3. stroncare le rivolte dei contadini
1. Con l’Editto di Nantes, Enrico IV aveva concesso agli Ugonotti (= i protestanti francesi) delle fortezze che avevano finito per costituire uno Stato dentro lo Stato. Richelieu dette ordine di ridurre all’impotenza gli Ugonotti e fece assediare l’ultima fortezza che restava in mano loro: quella di La Rochelle. Tuttavia gli Ugonotti conservarono la loro libertà di culto.
2. L’azione di Richelieu fu particolarmente dura nei confronti dei nobili; per rafforzare l’autorità reale, molti furono condannati a morte.
3. La crescente pressione fiscale aveva causato continue rivolte da parte dei contadini. La risposta di Richelieu fu spietata anche in questo caso. Da un lato invio l’esercito per sedare le sommosse e dall’altro i funzionari, accompagnati da reparti armati, furono inviati nelle varie province per procedere alla riscossione delle tasse imposte
Sempre per dare lustro alla monarchia, egli favorì anche l’industria e il commercio e fondo l’Académie Française il cui scopo era quello di codificare e definire in modo preciso la lingua francese.
In politica estera, l’azione di Richelieu fu caratterizzata dalla guerra dei Trent’anni.
La guerra, iniziata per contrasti religiosi, ben presto interessò anche gli equilibri fra le varie potenze. Il conflitto partì dalla situazione dell’Impero tedesco, sotto il dominio degli Asburgo. Qui, i vari signori locali, che godevano, fra l’altro, di una certa autonomia, erano divisi a causa di tensioni religiose fra cattolici e protestanti. La scintilla che fece scoppiare il conflitto fu la nomina di Ferdinando di Asburgo a re di Boemia e di Ungheria. Essendo convinto sostenitore dei principi della Controriforma, egli prese iniziative a favore dei cattolici il che suscitò la reazione della nobiltà locale. Nel maggio 1618, alcuni inviati dell’Imperatore furono gettati giù da una finestra del Palazzo reale di Praga (= defenestrazione di Praga), fu formato un governo provvisorio e la corona fu offerta al principe del Palatinato che era calvinista. Il conflitto attraversò diverse fasi e vide intervenire anche il re di Danimarca ed il re di Svezia. La Francia intervenne nel 1634, dichiarando guerra alla Spagna e l’Austria per evitare cui essere accerchiata dalle due potenze. Nella battaglia di Rocroi, la Spagna fu battuta dai Francesi e nel 1648 fu firmata la pace di Westfalia, che, praticamente, pose fine al sogno degli Asburgo di dominare l’Europa. La Germania rimase frazionata in una miriade di staterelli autonomi dall’Imperatore asburgico, l’Olanda e la Svizzera ottennero l’indipendenza e all’interno dell’Impero fu riconosciuta la libertà religiosa. La Francia, con l’annessione dell’Alsazia, la Svezia e la Prussia ebbero dei notevoli vantaggi. L’obiettivo di Richelieu era stato raggiunto.
Nel 1642 Richelieu muore e pochi tempo dopo anche Luigi XIII. Entrambi saranno rispettivamente sostituiti dal cardinale Mazzarino e da Luigi XIV.
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