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Riforma e Controriforma

Lutero

Martin Lutero (1483-1546) nacque in Sassonia. In seguito ad un incidente, nel 1505 maturò la scelta di prendere i voti monastici. Recatosi a Roma (1511), rimase negativamente colpito dal fasto mondano della città. Lutero pensava che l’uomo, dopo il peccato originale, fosse intrinsecamente peccatore; Lutero, inoltre, temeva il giudizio di Dio ed era angosciato dalla presenza del male.
Un Dio giusto, che giudicasse gli uomini secondo i loro meriti effettivi, non avrebbe potuto fare a meno di condannarli. Come può, allora, l’uomo salvarsi?
Dalla lettura della Lettera ai Romani di San Paolo, Lutero trovò la risposta alla sua angoscia. Infatti, lesse che il Vangelo è fonte di salvezza per l’uomo perché in esso si rivela la giustizia di Dio. “Giustizia di Dio” non significa che Dio dà all’uomo secondo quanto ha meritato perché, se così fosse, nessuno potrebbe salvarsi. In realtà Dio “rende giusto”, cioè “giustifica”, l’uomo che ha fede in Lui. In questa fede l’uomo trova la sua pace e da questa fiducia in Dio seguono sicuramente le buone opere. L’uomo si salva non per mezzo delle opere, bensì per mezzo della fede (“giustificazione per fede”). La Chiesa, con papa Giulio II, per riuscire a costruire la nuova Basilica di San Pietro aveva intensificato la vendita delle indulgenze. L’indulgenza permetteva al papa di ridurre o cancellare le pene imposte dalla Chiesa non solo ai vivi, ma anche ai defunti in Purgatorio.

Nel 1517, Lutero affisse alle porte della chiesa di Wittenberg le 95 Tesi, cioè proposizioni che esprimevano tutti i suoi dubbi in materia religiosa. Le Tesi ebbero il consenso dei signori e dei principi tedeschi, delle masse popolari e di tutti quelli che desideravano una Chiesa più vicina all’insegnamento di Cristo.
Inizialmente, non ci fu alcuna reazione da parte di Roma e di papa Leone X; in seguito, però, il papa chiese a Lutero di ritrattare le sue opinioni. I princìpi base della dottrina luterana sono:
- l’affermazione che l’unico capo della Chiesa è Cristo, non il papa
- l’importanza della Scrittura per il fedele
- la riduzione dei Sacramenti da sette (Battesimo, Cresima, Eucarestia, Penitenza, Estrema Unzione, Santi Ordini, Matrimonio) a tre: il Battesimo, l’Eucarestia (ma per Lutero si ha la compresenza del corpo e del sangue di Cristo con il pane e il vino, non la completa sostituzione), la Confessione (che deve avvenire tramite un rapporto diretto del fedele con Dio, senza alcun ruolo del sacerdote)
- il “libero esame”, cioè la Parola di Dio non deve essere filtrata attraverso il magistero ecclesiastico, ma l’interpretazione della Parola si fa libera
- il “sacerdozio universale”, cioè ogni credente è sacerdote e non ha bisogno di
intermediari nel suo rapporto con il Padre
- il rifiuto del celibato ecclesiastico
- l’uso del volgare nelle cerimonie religiose
- l’abolizione del culto verso la Madonna e i Santi
Nel giugno 1520 papa Leone X emanò la bolla “Exurge Domine” che condannava le Tesi luterane. Lutero bruciò la bolla papale e fu scomunicato nel 1521. L’imperatore Carlo V convocò Lutero nella città di Worms per interrogarlo e chiarire le sue posizioni. La Dieta di Worms non diede alcun risultato perché il monaco si rifiutò di ritrattare; quindi, fu emanato contro di lui il bando imperiale. Lutero fu messo al sicuro nella fortezza di Wartburg dal duca Federico di Sassonia. E’ importante sottolineare che il luteranesimo non si opponeva all’ordine costituito, ma riguardava solo la materia religiosa. In alcuni casi, invece, si stava andando oltre il messaggio di Lutero, promuovendo la
formazione di libere comunità di credenti svincolate da ogni autorità. Il luteranesimo, tra il 1525 e il 1529, si consolidò in molte regioni tedesche e nei Paesi del Nord Europa, come Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia, dove le strutture della Chiesa erano meno forti. In occasione delle numerose Diete convocate per evitare ulteriori contrasti religiosi, lo scisma in atto risultò però insuperabile. Ad esempio, durante la Dieta di Spira (1529) i principi riformati protestarono contro le decisioni prese a loro svantaggio, da qui il termine “protestanti”. Alla Dieta di Augusta del 1530 i Luterani presentarono una confessione di fede (la “Confessio Augustana”) nella quale erano precisate le loro posizioni. La Dieta condannò la Confessio. I principi riformati capirono allora la necessità di organizzarsi militarmente in modo da contrapporsi all’imperatore Carlo V: nel 1531 si formò la Lega di Smalcalda.

Lo scisma anglicano

Il re d’Inghilterra Enrico VIII volle inizialmente restaurare una maggiore disciplina nel clero, senza interferire nelle questioni del dogma. Il re aveva sposato Caterina d’Aragona dalla quale aveva avuto la figlia Maria. In seguito, Enrico VIII si innamorò di Anna Bolena, una dama di corte, e chiese a Roma
l’annullamento del suo precedente matrimonio. La Chiesa rifiutò. Allora, il sovrano nominò un nuovo arcivescovo ottenendo da lui l’annullamento delle nozze.
Enrico VIII fu scomunicato dal papa. Con l’Atto di Supremazia (1534) il Parlamento inglese riconobbe al re l’autorità suprema su tutti i cittadini del Regno, laici ed ecclesiastici, e vennero tagliati i legami di dipendenza della Chiesa inglese da Roma. Gli Irlandesi non si vollero piegare a questo Atto e rimasero fedeli a Roma. La riforma anglicana fu, dunque, uno scisma e non un’eresia perché non fu modificato nulla dell’edificio dogmatico e teologico cattolico. Con Anna Bolena, il re ebbe una figlia, Elisabetta; in seguito la Bolena cadde vittima di un complotto e fu uccisa. Dal successivo matrimonio, Enrico VIII ebbe l’erede maschio, Edoardo. L’ordine dinastico di successione al trono sarebbe stato il seguente: Edoardo, Maria, Elisabetta.

Calvino

Giovanni Calvino (1509-1564) nacque in Francia. In seguito andò a Basilea, in Svizzera, dove diede alle stampe l’Istituzione della religione cristiana, opera che conteneva le linee guida della teologia protestante. Egli visse anche a Ginevra, dove pretese dai cittadini costumi e comportamenti irreprensibili e ordinò la chiesa e la città secondo un modello di estremo rigore politicoreligioso. Infatti, voleva organizzare una società cristiana che offrisse la testimonianza della fede anche nelle istituzioni civili e nei costumi dei singoli. A differenza di Lutero, Calvino non consentiva la separazione tra Chiesa e Stato. Da cittadino egli esigeva obbedienza alle autorità pubbliche, ma riteneva che esse, volute da Dio, fossero soggette alla Chiesa. Calvino si caratterizza per una forte accentuazione del tema della predestinazione (“Dio salva, Dio condanna, Dio chiama”) e per il riconoscimento di due soli sacramenti, il Battesimo e l’Eucarestia. Secondo Calvino la natura umana è peccatrice; gli eletti, attraverso le opere, offrono la verifica dell’efficacia della grazia divina: le opere non sono la causa dell’elezione, ma la sua manifestazione.

La tenacia e il dinamismo nel lavoro sono indizi della benevolenza di Dio, insieme a costumi semplici e severi.

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