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La riforma protestante


In Europa, nel giro di pochi anni, 20 milioni di cittadini su 80 aderì ad una nuova fede religiosa: quella protestante. La nascita della “protesta” ha le seguenti cause:
a) rivolta contro i possedimenti della Chiesa (clero viveva nel lusso, i fedeli erano poveri)
b) volontà di affermare il potere di alcuni principi sui territori degli ecclesiastici
c) volontà di un ritorno ai valori di povertà ed eguaglianza scritti nel vangelo
Il motivo che scatenò la riforma fu la vendita delle indulgenze e il principale artefice di questo scisma interno al cristianesimo fu un monaco tedesco: Martin Lutero.
Lutero, il 31 ottobre 1517 pubblicò sulla porta della Chiesa del castello di Wittenberg (Germania del Nord) le 95 tesi contro le indulgenze.
Lutero venne condannato dalla Chiesa e scomunicato, visto che si rifiutò di ritrattare le sue tesi. Ma in Germania riscosse molto successo, sia fra la popolazione più umile, sia fra i principi che volevano imporsi nei territori controllati dalla Chiesa.
Lutero riforma il cristianesimo secondo questi principi:
1) Libero esame delle scritture: i cristiani non hanno bisogno della mediazione della Chiesa per leggere la Bibbia (Lutero tradusse la Bibbia in tedesco)
2) La salvezza dell’uomo dipende da Dio: l’uomo è per natura portato al male e solo Dio può intervenire per decidere di salvarlo. La fede è l’unica cosa che può salvare dall’inferno; (predestinazione, no importanza delle “opere buone”)
3) Sacerdozio universale: tutti i credenti sono sacerdoti di se stessi. Ogni comunità può riconoscere un pastore, che ha il solo compito di organizzare i riti religiosi
4) Battesimo ed Eucarestia (comunione) sono i due sacramenti riconosciuti dalla
Chiesa protestante (per la Chiesa cattolica sono 7: battesimo, confessione, comunione, confermazione, matrimonio, sacerdozio, unzione degli infermi)
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