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Luigi XV

Alla morte di Luigi XIV, nel 1715, il suo pronipote, il futuro Luigi XV, aveva solo cinque anni e fino al 1723, la reggenza fu affidata a Filippo di Orléans, un libertino molto intelligente. Sotto il suo sembrò che fossero spazzate via tutte le costrizioni politiche, ma soprattutto morali che avevano caratterizzato il regno di Luigi XIV. Il primo problema da risolvere era quello delle finanze che si trovavano in una situazione molto disastrosa. Il reggente si rivolse ad un banchiere scozzese John Law che fondò a tal scopo una Banca Generale per azioni che emetteva carta moneta. Aggiunse la Compagnie del Mississippi che anch’essa emetteva azioni e che aveva il privilegio di commerciare con le colonie americane e che più tardi si trasformò in Compagnia delle Indie con molta autonomia nei confronti della Monarchia. Queste iniziative ebbero un successo enorme, ma il rialzo eccessivo delle azioni superò di gran lunga i guadagni attesi dal commercio coloniale e la reazione fu brutale.

In politica estera, il Reggente coinvolse la Francia nella guerra di successione spagnola. Alla sua morte, avvenuta nel 1723, il trono passò come previsto a Luigi XV a cui il primo ministro, il duca de Bourbon si preoccupò di far sposare Maria Leszczinska, figlia del re di Polonia. Sotto Luigi XV, la vita politica fu gestita dal cardinale Fleury, che pur non essendo primo ministro, governò con molta abilità, stabilizzando la moneta, ristabilendo l’equilibrio di bilancio e avviando un processo di risanamento economico anche se solo a favore della classe dirigente.
All’inizio, la sua politica estera fu pacifica: fu firmato il Patto di famiglia con la Spagna e non ci furono conflitti, né con l’ Austria, né con l’Inghilterra. Dal 1733 in poi, invece, Luigi XV lanciò la Francia in tutta una serie di guerre: la guerra di successione polacca, la guerra di successione austriaca e la guerra dei Sette Anni. La più disastrosa fu quest’ultima che praticamente consacrò la fine della potenza marittima e coloniale della Francia a favore dell’espansione inglese. Il Trattato di Parigi del 1763 privò la Francia di molte colonie soprattutto in America (Canada e Florida). Con il successivo ministro, il duca di Choiseul, la situazione della Francia migliorò un po’: egli riorganizzò l’esercito e la marina e tolse alla Compagnie delle Indie il monopolio delle colonie che restavano.
Luigi XV mori nel 1774 e nessuno lo rimpianse perché durante il suo regno, egli aveva spesso assegnato i ministeri seguendo il suo capriccio personale e soprattutto lasciandosi dominare dalla sua favorita, la marchesa di Pompadour che praticamente regnò sulla sua volontà per quasi 20 anni, in un costante movimenti di intrighi.
Alla morte di Luigi XV, la Francia si stava ormai avviando verso la Rivoluzione, cammino che il suo successore non riuscì ad ostacolare.

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