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Luigi XIV


Nel 1661 alla morte del cardinale Mazzarino, Luigi XIV dichiarò di voler governare da solo senza la presenza di un primo ministro. Egli riteneva che la sua autorità fosse di origine divina e che il suo compito si dovesse realizzare solo tramite un controllo diretto di tutti gli affari dello Stato. Questa concezione del potere è ben sintetizzata nella frase “L’état, c’est moi” = Lo Stato sono io.
Gli obiettivi del suo lungo regno (dal 1643 al 1715) furono molteplici:
1. unificare l’amministrazione
2. ridurre all’impotenza la nobiltà
3. risanare e sviluppare l’economia
4. controllare le convinzioni religiose di ognuno
5. attuare una politica estera di ambizione
Per unificare l’ amministrazione si servì di collaboratori non provenienti dalle classi nobili che si occuparono di amministrare la giustizia e di riscuotere le imposte in modo uniforme.
Con Luigi XIV, la nobiltà perse progressivamente il suo ruolo (il re si ricordava sempre di essere stato costretto, da piccolo, a fuggire da Parigi a causa della Fronda dei nobili). Per questo, decise lo spostamento degli aristocratici nella reggia di Versailles, sotto il suo diretto controllo, indebolendo così i loro poteri e assegnando loro compiti di cornice e puramente formali.
Il principale collaboratore di Luigi XIV fu Colbert a cui affidò l’incarico di ministro delle finanze e di responsabile della politica interna. All’inizio, egli si occupò di rendere meno gravoso il sistema fiscale soprattutto nei confronti dei contadini.
Tuttavia la sua attenzione si rivolse in modo particolare verso l’economia. Ricorse così al mercantilismo (o colbertismo, o protezionismo), una teoria economica che, imponendo alte tariffe doganali, scoraggiava le importazioni e favoriva le esportazioni. Sempre in quest’ottica, sviluppò le manifatture nazionali per esportarne i prodotti come le porcellane di Sèvres, gli arazzi Gobelins o gli articoli di cristallo. Per dare un impulso al commercio, rafforzò anche la marina e favorì la conquista delle colonie.
Monarchia assoluta significava anche fare in modo che l’unica religione praticata in Francia fosse la religione cattolica. Per questo motivo, Luigi XIV ostacolò fortemente il giansenismo e il calvinismo. Nei confronti di questi ultimi la posizione fu molto dura: infatti nel 1685, Luigi XIV revocò l’ Editto di Nantes, promulgato quasi cento anni prima da Enrico IV. Fu un errore perché a seguito di tale decisione molti ugonotti, che facevano parte della borghesia artigianale e professionale, preferirono emigrare verso l’Olanda, la Prussia o l’Inghilterra privando l’economia francese delle proprie competenze.
Nel frattempo, Luigi XIV, con la collaborazione dei due ministri Tellier e Louvois, aveva disposto il potenziamento dell’esercito e la costruzione di fortezze a protezione dei confini, soprattutto nord-orientali. Le guerre furono numerose.
L’occasione di un primo conflitto contro la Spagna, fu data, nel 1667, da Maria Teresa di Spagna, moglie di Luigi XIV che reclamò i propri diritti sui Paesi Bassi spagnoli. Dopo fasi alterne, Luigi XIV poté annettere le città della Fiandra.
Nel 1672, scoppiò la seconda guerra franco-olandese, voluta da Luigi XIV con l’intento di punire gli Olandesi. Al termine, Luigi XIV fu costretto a firmare la pace di Nimega, che tuttavia gli assicurava il possesso della Franca-Contea, precedentemente ceduta alla Spagna.
Le potenze europee, intimorite dalle tendenze espansionistiche francesi costituirono la Lega di Augusta a cui aderirono Spagna, Svezia, Olanda e Impero asburgico.
Nuovi tentativi francesi di espansione furono fermati con la pace di Ryswijk del 1697 con la quale Luigi XIV dovette cedere l’ Alsazia.
Ben presto, la Francia si lanciò in un’altra guerra contro la Spagna, la guerra di successione spagnola: il re di Spagna, deceduto nel 1700, aveva lasciato come erede il nipote di Luigi XIV, Filippo d’Angiò, a condizione che però egli rinunciasse alla corona francese, condizione che la Francia non era disposta ad accettare. La guerra durò più di 10 anni e si concluse con la pace di Utrecht (1713) di Rastatt (1714):
Carlò di Angiò sali al trono spagnolo con il nome di Filippo V, dopo aver rinunciato al trono di Francia,
l’Impero asburgico, consolidò la sua supremazia in Italia
all’Inghilterra fu riconosciuto il ruolo di massima potenza marittima.
Luigi XIV morì nel 1715, lasciando una Francia impoverita da lunghe guerre, da miseria e carestie e in cui si facevano strada le richieste di riforma del sistema di governo assoluto che aveva fatto solo danni.
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