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Invasioni francesi e spagnole in Italia nel XVI secolo


Le invasioni d'Italia da parte della Francia e della Spagna tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento offrirono lo scenario a una nuova arte della guerra, basata sull'impiego massiccio delle armi da fuoco e della polvere da sparo. Quest'ultima era un'invenzione cinese, i cui usi militari conobbero un precoce sviluppo in Europa, contribuendo in modo decisivo alla formazione e al rafforzamento di un sistema di Stati moderni, basati ciascuno su un efficace potenziale militare. Nelle campagne d'Italia l'artiglieria raggiunse per la prima volta un livello di perfezionamento tecnologico tale da vanificare qualsiasi tentativo di resistenza da parte di chi combatteva affidandosi ad armamenti più tradizionali.

Milano in mano ai Francesi


Se Venezia, per quanto stentatamente, riuscì a mantenere l'indipendenza, Milano perse la propria autonomia. Alla fine del Quattrocento, infatti, il capoluogo lombardo era caduto in mano ai Francesi e Giulio secondo, preoccupato dalla prospettiva di un potenziamento francese in Italia, subito dopo la conclusione del conflitto della Lega di Cambrai contro Venezia, promosse nel 1511, con l'intento di arginare l'espansione francese, la costituzione della cosiddetta Lega santa, a cui aderirono la Spagna, l'Impero, la Confederazione elvetica, Venezia e l'Inghilterra. Al governo di Milano, con il sostegno determinante della fanteria svizzera, tornò nuovamente uno Sforza, Massimiliano (duca dal 1512 al 1515), figlio di Ludovico il Moro.
Lo stesso anno cadde il governo costituitosi a Firenze dopo l'eliminazione di Savonarola, che aveva goduto nel primo decennio del Cinquecento dell'appoggio francese. Supportati dalle truppe spagnole, i Medici tornarono a reggere - anche se di fatto sotto la tutela della Spagna - la città da cui erano stati cacciati qualche decennio prima.
La situazione italiana era ancora ben lontana da un equilibrio. Già nel 1515, dopo aver ottenuto una vittoria contro le truppe elvetiche e imperiali a Marignano (in Lombardia), i Francesi riconquistarono Milano. Guidati dal nuovo sovrano Francesco primo di Valois (1515/1547), scacciarono con l'aiuto veneziano la dinastia degli Sforza e gli Svizzeri, ai quali cedettero i territori dell'attuale Canton Ticino, fino a quel momento lombardi.
Nel 1516 i Francesi stipularono la pace di Noyon con gli ambasciatori del nuovo re di Spagna, Carlo primo d'Asburgo, appena succeduto a Ferdinando, di cui era nipote. Essa prevedeva il riconoscimento del dominio francese sul Ducato di Milano e la riconferma di quello spagnolo sul Regno di Napoli. A suggellare il tutto, nel rispetto delle migliori arti diplomatiche, fu una promessa di matrimonio tra il giovanissimo re di Spagna (all'epoca solo sedicenne) e la figlia, appena nata, di Francesco primo di Valois.
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