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La famiglia Medici


Le origini

L’Umanesimo e il Rinascimento sono legati strettamente a Firenze e alla famiglia Medici.
La famiglia Medici era già presente a Firenze nel 1200 e faceva parte dei mercanti di lana e di quella dei banchieri. Il nome “Medici” deriva dal fatto che un antenato era medico. Ma colui che fece la fortuna della famiglia Medici fu Giovanni Medici, padre di Cosimo Medici che diventò il più ricco banchiere d’Italia

La figura di Cosimo


Cosimo, da giovane ebbe un’istruzione da vero umanista. Infatti imparò le lingue antiche come si faceva a quel tempo con lo scopo di poter accedere ai testi classici. Era un uomo saggio, stimato da tutti, istruito e generoso. Era anche molto capace negli affari e in poco tempo aprì delle succursali in molte città italiane e anche all’estero: a Lione (Francia), a Bruges (Belgio) e a Londra. Possedeva anche una flotta, nel porto di Pisa, e con le sue attività commerciali diventò ricchissimo. Si occupava del commercio della lana, dell’allume e soprattutto attività bancaria. Le succursali, però si occupavano del commercio di altre merci: seta, tessuti, oro, gioielli, spezie, olio, opere d’arte.
Cosimo Medici aveva un amico, il Beato Angelico. Beato Angelico era un frate, grande pittore che a quel tempo, per divertimento, aveva iniziato a dipingere il convento di S. Marco. Spesso la famiglia di Cosimo lo andava a trovare per vedere a che punto era il lavoro. Nel suo palazzo, Cosimo riceveva spesso gli umanisti di Firenze e quelli di passaggio per discutere con loro di filologia, di filosofia, di storia dell’arte e di religione. Aveva una biblioteca che contava 800 manoscritti che, alla sua morte, lasciò al convento di S. Marco perché fossero messi a disposizione di tutti coloro che li volevano consultare. Questa è considerata la prima biblioteca pubblica del mondo

Lorenzo “il Magnifico”


A Cosimo Medici, succede il figlio Piero che a sua volta ha due figli: Giuliano e Lorenzo. I due ragazzi erano soliti divertirsi molto con gli amici: a loro piaceva soprattutto praticare la lotta e andare a cavallo. Alla sua morte, Piero, lascia tutto quello che possedeva, un’enorme ricchezza a Lorenzo. Lorenzo dopo poco sposa Clarice Orsini che appartiene ad una ricchissima famiglia della nobiltà romana
Il matrimonio è rimasto famoso per il lusso e soprattutto per i doni ricevuti, soprattutto generi alimentari, talmente tanti da non sapere dove metterli. Per tre giorni, lungo l’Arno furono organizzati dei pranzi dei balli e delle musiche per tutti i Fiorentini.
Lorenzo senza pensarci, si impadronì della Signoria di Firenze e per questo si fece nemici sia il Papa che un’ altra famiglia nobile: i Pazzi.
I Pazzi cercarono di uccidere Lorenzo e Giuliano durante la messa del giorno di Pasqua, in Santa Maria del Fiore. Giuliano fu ucciso, ma Lorenzo si salvò. Questa è chiamata la Congiura dei Pazzi. Il popolo, però, si schierò dalla parte dei Medici e il capo della famiglia dei Pazzi fu impiccato. La Congiura dei Pazzi fu una lezione per Lorenzo che d’ora in poi cercherà sempre di mantenere una politica di equilibrio. Invece fu un cattivo banchiere e mandò quasi in rovina la fortuna (= le ricchezze) che gli avevano lasciato i suoi antenati.
Diventato Signore di Firenze, Lorenzo continuò a frequentare i suoi amici di un tempo, molti dei quali, però erano diventati poeti, pittori e scultori d a cui egli affidò la costruzione di molti monumenti ed opere d’arte.
Fra i suoi amici bisogna ricordare: Pico della Mirandola a cui Lorenzo affidò la costruzione di diverse biblioteche fiorentine.
Suoi amici era anche Sandro Botticelli, un famosissimo pittore, e Leonardo da Vinci. Lorenzo il Magnifico morì nel 1492 e i Medici continueranno a governare su Firenze fino alla metà del 1700. Appartennero alla famiglia Medici due papi e alcuni cardinali. Due donne della famiglia Medici diventarono anche regine di Francia.

Il modo di comportarsi dei Medici non è stato mai troppo onesto. Da alcuni documenti pare che, Cosimo non pagasse le tasse dovute e che fosse quindi un grosso evasore fiscale. Anche il comportamento di Lorenzo non è stato molto chiaro perché considerava la città di Firenze come proprietà personale.

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