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Le grandi scoperte

Con la caduta di Costantinopoli nel 1453 (i Turchi Ottomani, guidati dal sultano Maometto II, conquistarono la città, facendo cadere definitivamente l’Impero bizantino dopo 1058 anni) gli europei cercarono nuove vie per le Indie. Le nuove tecniche di navigazione rendevano possibile affrontare l’Oceano Atlantico per raggiungere l’Oriente via mare. I portoghesi per primi scoprirono le Azzorre e le Canarie, poi navigarono verso sud lungo la costa africana e raggiunsero Calicut sulla costa indiana.
Fondarono quindi l’impero coloniale portoghese: con l’aiuto di navi armate di cannoni avviarono commerci con le popolazioni locali e crearono insediamenti fortificati lungo le coste. I sovrani spagnoli finanziarono il progetto di Cristoforo Colombo: egli partì dalla Spagna con tre caravelle (Nina, Pinta e Santa Maria) e giunse nel “nuovo mondo” il 12 ottobre 1492, convinto di trovarsi in Asia. Soltanto qualche anno dopo il suo errore venne compreso e venne dato il nome di America al nuovo continente, dal nome del navigatore italiano Amerigo Vespucci.

Spagna e Portogallo proseguirono le esplorazioni per sfruttare le ricchezze di cui erano ricche le nuove terre; definirono le rispettive zone di influenza (trattato di Tordesillas 1494) e diedero origine ai due primi imperi coloniali della storia moderna. Il portoghese Ferdinando Magellano compì inoltre la prima circumnavigazione del globo terrestre (1519-1522). L’Australia invece venne scoperta due secoli più tardi, nel 1770 dal britannico James Cook.

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