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Caduta di Costantinopoli (1453)

Costantinopoli era la capitale dell’Impero romano d’Oriente, sopravvissuta 1000 anni in più di Roma come capitale; tuttavia, essa era stata via, via accerchiata e conquistata dalle tribù centro-asiatiche (Turchi ottomani) che, a partire dal XIII secolo hanno incominciato a depredare i territori dell’Impero ottomano. Dall’Anatolia passando per i Balcani, nel 1453 pongono sotto assedio Costantinopoli, facendo cadere l’Impero romano d’Oriente. L’avvicinarsi dei Turchi e il progressivo pericolo in cui si trova la capitale sono uno dei fattori che contribuiscono alla nascita dell’Umanesimo: a Costantinopoli si era continuati a coltivare la tradizione greco-latina, mentre in Europa occidentale il Medioevo aveva contraddistinto anni in cui la cultura occidentale aveva perso parte delle sue radici. In Europa orientale si conosceva ancora il greco: man mano che gli studiosi bizantini lasciano le proprie città per paura dei Turchi e si trasferiscono soprattutto in Italia (in buona parte erano ecclesiastici, malgrado ortodossi→1054: separazione della Chiesa di Costantinopoli da quella di Roma), accolti perché in fuga dall’alterità religiosa, molti intellettuali partecipano ai concili per cercare di trovare delle soluzioni comuni, una riconciliazione tra le due Chiese. Particolarmente importante è il Concilio che si tiene a Firenze a metà del ‘400 e dura diversi anni. Essi si trasferiscono, con i propri libri e le proprie conoscenze, spesso senza l’intenzione di tornare in patria: restano in Italia, in cui si diffondono i miti di Platone e Aristotele, di cui in Occidente circolavano delle traduzioni latine incomplete, mentre loro avevano i testi greci, ben più ricchi; questi studiosi bizantini insegnano il greco agli Italiani: perciò Voltaire può affermare che «le belle lettere» scappano da Costantinopoli e vanno in Italia, perché questo è senz’altro uno dei fattori all’origine dell’Umanesimo e del Rinascimento, cioè della rinascita degli studi classici nell’Europa del ‘500.

Ma, oltre al fortissimo impatto culturale, c’è un impatto economico altrettanto forte: una delle linee di commercio con l’Oriente essenziali all’Europa per le spezie dai tempi di Marco Polo passava per i porti del Medio Oriente, controllate dall’Impero bizantino; man mano che i Turchi ottomani musulmani occupano quelle terre si sarebbe dovuti commerciare con il nemico per avere quelle merci: quando Costantinopoli cade non ci sono più porti sui quali far sbarcare le merci orientali che non siano in mano agli Ottomani. All’inizio dell’età moderna il Mediterraneo è ancora il fulcro dell’economia europea: è da lì che passano i grandi commerci, gestiti perlopiù da Venezia e dai porti del Medio Oriente.

Dal punto di vista geopolitico, quando i Turchi conquistano Costantinopoli e stabiliscono l’Impero ottomano, che occupa i Balcani, la penisola anatolica, il Medio Oriente e via, via tutto il Nord Africa (1517→Conquista dell’Egitto), è chiaro che sul Mediterraneo si è affacciata una potenza geopolitica fortissima, di cui non si può non tener conto. Peraltro, inizia da lì il secolare conflitto tra le armerie ottomane e quelle cristiane.

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