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L'organizzazione dei territori conquistati

Fin dal 1503 i traffici furono controllati dalla Casa de Contrataciòn di Siviglia. Le merci importate erano soggette a un'imposta di un quinto del loro valore; inoltre del 1524, sempre a Siviglia, fu costituito il Consiglio delle Indie, una sorta di ministero degli affari coloniali.
Presto, però, la monarchia spagnola dovette prendere atto che la conquista poteva sfuggire al suo controllo. Era quindi necessario affermare nelle colonie l'autorità del re, tramite fidati funzionari, che provvedessero a ordinare in qualche modo lo sfruttamento delle risorse.
Venne così realizzato il sistema delle encomiendas (dal verbo spagnolo encomendar, che significa "affidare"). Ai coloni spagnoli veniva affidato un territorio da sfruttare e gli abitanti indigeni erano obbligati a prestare il loro lavoro e a pagare dei tributi, senza essere tutelati da nessuna legge. Questo sistema presentava alcune analogie con feudalesimo: si può dire perciò che nelle colonie gli Europei esportarono quegli stessi sistemi sociali e politici arretrati dei quali si andavano liberando in patria.

Progressivamente la corona spagnola riuscì ad assumere il governo delle colonie, che vennero organizzate in due vicereami:
- il Vicereame della Nuova Spagna, istituito nel 1535, che comprendeva il Messico e l'America centrale;
- il Vicereame del Perù, istituito nel 1544, che comprendeva il Perù e gli altri territori sudamericani, fino all'Argentina.

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