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Elisabetta e Maria Tudor


Maria la Cattolica: La precoce morte di Edoardo VI fece salire al trono Maria Tudor, detta Maria la Cattolica o la Sanguinaria. Carlo V vide subito la possibilità di far entrare l'Inghilterra nel sistema ispano e far sposare quindi il proprio figlio Filippo, il futuro Filippo II, e la nuova regina.
Davanti a questa mossa astuta, il re di Francia Enrico II non restò a guardare e organizzò il matrimonio tra Maria Stuart, principessa ereditaria di Scozia, e suo figlio, il futuro Francesco II. All'alleanza dinastica tra Spagna e Inghilterra si contrappose quindi quella di Francia e Scozia.
Maria la Cattolica si impegnò a restaurare il cattolicesimo, avvalendosi dei tribunali e del rogo. Lasciando un ricordo negativo nel paese, la chiamarono Maria la Sanguinaria, e morì pochi anni dopo.

Elisabetta I: La nuova sovrana era Elisabetta, sorellastra di Maria la Cattolica, la cui successione era contestata: la regina era figlia di genitori scomunicati ed era nata da un matrimonio che il papa aveva dichiarato sacrilego. Il matrimonio poteva essere contestato dal cattolico Filippo II, ma non fece nulla: se la regina fosse stata spodestata, il trono sarebbe passato a Maria di Scozia e suo marito, re di Francia. Il maggior problema politico della corona era rappresentato dai rapporti con Maria Stuart, che salì al trono di Scozia nel 1561. Il suo trono fu un susseguirsi di coincidenze sfortune ed errori: appena giunta in Scozia trovò una situazione difficile, il calvinismo aveva ormai raggiunto posizioni maggioritarie, ma riuscì a riabilitare i rapporti con il papa e Filippo II. Ma una torbida vicenda di corte, nella quale il marito della regina venne assassinato e lei venne accusata dell'omicidio, per poi addirittura sposare l'assassino stesso, fecero naufragare il regno di Scozia. La regina fu costretta ad abdicare in favore del figlio Giacomo.

Elisabetta fu una regina dalla forte personalità e divenne un mito sia per la lunghezza del suo regno, sia perché trasformò l'Inghilterra in una potenza di prima grandezza.
Elisabetta cercò sempre di evitare conflitti non necessari e orientò il paese verso il protestantesimo, ripristinò il Book of Common Preyer e per mezzo della Legge di supremazia si fece nominare suprema reggente delle cose profane e sacre, ma cercò di ostacolare sempre i fanatismi religiosi. Proprio per quest'ultimo motivo bloccò i puritani che avrebbero certamente portato il paese ad una guerra civile.
Elisabetta si rivelò un'ottima amministratrice: sotto la guida del suo consigliere, Thomas Grashman, la regina intraprese una politica di modernizzazione dell'apparato politico e produttivo del paese, seppur sul piano economico e tecnologico l'Inghilterra rimaneva un paese sottosviluppato rispetto all'Italia, i Paesi Bassi, la Francia e la Germania e l'unica vera ricchezza del paese era la lana. Sotto il suo governo lo sviluppo della produzione tessile ebbe modo di stimolare la trasformazione delle colture, mentre un notevole slancio ebbe anche l'industria del ferro. Inoltre, le risorse dell'Inghilterra erano incrementate dall'attività di corsari, come Francis Drake e John Howkins, che portavano nel paese grossi bottini o schiavi neri catturati in Guinea. Ufficialmente questi corsari lavoravano per proprio conto, in realtà facevano gli interessi della regina.

La conquista delle rotte oceaniche conferì all'isola una posizione di primo piano nelle vie di navigazione mondiali.

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