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Albrecht von Wallenstein


Un evento interessante nella fase danese della Guerra dei trent'anni è l’emergere, sul versante imperiale, del generale Albrecht von Wallenstein. Egli è il più grande e forse l’ultimo dei grandi imprenditori militari. Quello che egli ha rappresentato è sintomatico di un modo di condurre la guerra, tipico del ‘600, che va progressivamente cambiando (fra i tanti connotati della Guerra dei Trent'anni, una parte della storiografia studia la rivoluzione militare che cambia il modo di fare la guerra). Wallenstein assoldava mercenari e li metteva al servizio dei combattenti, egli lavora sempre per l’Impero; però, le sue capacità sia militari che di gestione dell’esercito sono tali che arriva a mettere in campo un esercito di oltre 20.000 uomini: la potenza militare di Wallenstein è eguale a quella dell’imperatore stesso e per i servizi militari che rende all'Impero è pagato con la cessione, in forma di feudo, dei terreni conquistati ai nemici. Oltre alle grandi proprietà che già possedeva, dopo una campagna militare vittoriosa egli otteneva le terre conquistate in pagamento dei suoi servigi; di questo sistema, Wallenstein fa una sorta d’industria, per cui tutto quello che serve al suo esercito viene prodotto nei territori che grazie a quell'esercito questi aveva conquistato. Egli in questo modo si arricchisce, perché i suoi territori producono di più e pagano più tasse nella misura in cui lavorano per l’esercito. Più passa il tempo, più cresce sia l’apparato militare che i territori da lui controllati, più Wallenstein accresce il proprio peso politico: addirittura, in certe fasi della guerra egli si trova a trattare diplomaticamente con il nemico, quando affronta i vari Stati territoriali tedeschi. Il successo di Wallenstein durante la fase danese del conflitto è così significativo che l’imperatore decide di allontanarlo da corte e di invitarlo a lasciargli il suo esercito. Soprattutto i protestanti sono restii ad accettare una pace con l’imperatore se Wallenstein frequenta troppo la corte: egli, che sposando una principessa d’Aragona era riuscito ad imparentarsi con la famiglia imperiale, arrivata la pacificazione entro l’Impero grazie ad una presenza così ingombrante, per i protestanti andava allontanato.
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