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Regno di Carlo Magno


Pipino il Breve ebbe tre figli ma visto che nel 771 Carlo Magno rimase l'unico dei tre figli, diventa nuovo re dei Franchi.
L'attività velica di Carlo Magno si articola su tre fronti:
- fronte orientale, dove proseguì con le spade l'opera di evangelizzazione di San Bonifacio e dove sottomise l'intera Germania centro- settentrionale, la Baviera e l'impero Avaro fondandovi la marca dell'est;
- fronte occidentale, dove cercò una soluzione contro le invasioni di musulmani alleandosi così con il governatore musulmano di Barcellona ma una sua armata venne distrutta dai baschi a Roncisvalle.
- fronte meridionale, dove sconfisse il re longobardo Desiderio e unificò nel Regno d'Italia in ducati longobardi nominando re il figlio Pipino.
Carlo Magno tentò l’alleanza matrimoniale con l'impero d'oriente, ma l'imperatrice Irene detronizzò il figlio e ne prese il posto come basileus. Nel Natale dell'800, Carlo Magno si fece incoronare da Papa Leone III e si fece a chiamare dal popolo come imperator augustus, come se fosse l’erede naturale dell'Impero Romano d'Occidente.
Per governare tutto il territorio Carlo Magno:
- divise l'Impero in circa 300 contee, che assegnò ai conti, con l'incarico di amministrare la giustizia e reclutare le milizie;
- le contee poste ai confini, vennero accorpate in marche assegnate ai marchesi;
- le regioni più importanti vengono assegnate ai duchi sorvegliati da alcuni conti usati come ispettori, i Missi Dominici.
Nell'attività di governo coinvolse anche i boni homines franchi: alcuni, vennero nominati i conti omissus, mentre con gli altri siglò patti di vassallaggio, dando loro per un dato periodo di tempo dei pezzi di terra, i feudi a tempo.
L'appoggio dei Boni homines più forti ricchi di consentiva di armare l'esercito, visto che non era facile. Concedeva le immunità ai vVescovi e monasteri e creò un'aristocrazia internazionale in grado di reggere il territorio e di seguire abbastanza fedelmente i suoi ordini.
Morì, poi, ad Aquisgrana nel 814.

Carlo Magno successe il figlio Ludovico Il Pio e in questo periodo i boni homines dell'impero erano divisi in due grandi gruppi:

- i boni homines della Francia orientale, che intendevano lo Stato come una comunità di Guerrieri vincolata da giuramenti di fedeltà e che volevano quindi proseguire la politica di conquista di Carlo Magno;
- i boni homines della Francia occidentale, che volevano consolidare i domini di Carlo Magno e costruire strutture funzionanti di governo per realizzare una repubblica cristiana, ovvero una società governata tramite l'osservanza delle leggi divine; Ludovico preferiva questa visione.

Terminato il periodo delle conquiste, non c'erano più terre che l'imperatore avrebbe dovuto distribuire fra i suoi buoni homines e quindi quest'ultimi incominciarono a sottrarsi la vicenda e per questo aumentarono i conflitti interni.
Nel IX secolo ripresero le invasioni dall'esterno da parte dei vichinghi, degli Ungari e dei Saraceni.

Nella 317 Ludovico divise l'Impero in tre parti, ogni parte era per ogni erede maschio secondo la legge salica:
- a Pipino venne attribuita l'Aquitania e la Francia occidentale;
- a Ludovico Il Germanico la Germania e la Baviera;
- a Lotario, invece, la parte centrale dell'impero è il titolo di imperatore e re d'Italia.

Nel 842 Carlo il Calvo, successore di Pipino, e Ludovico Il Germanico si allearono contro Lotario siglando il giuramento di Strasburgo, un patto di reciproco soccorso.
Con il Trattato di Verdun, nell'843, i tre sovrani dettero origine ai tre regni separati: Il regno di Francia, Il regno di Germania e il regno di Lotaringia.

Nel 881 salì al trono l'ultimo re franco, Carlo il grosso, deposto poi nel 887.

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