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I popoli romano-barbarici

Fra il V e il VI secolo si vanno formando degli stati che colmano il vuoto di potere creatosi dopo la deposizione di Romolo Augustolo. Questi stati vengono chiamati regni romano-barbarici, di estensione diversa e con confini incerti e mutevoli. Si tratta di regni che hanno caratteristiche particolari. Il dualismo è dato da convivenza (ma non fusione) tra la componente germanica e quella romana. Doppia legislazione, ciascuno dei due popoli segue il proprio sistema di leggi. Doppia religione professata: ariaesimo per i Germani e cattolicesimo per i Latini.
La parte amministrativa dello stato utilizza istituzioni e apparati romani mentre l'esercito è gestito da aristocrazie germaniche.
Regno dei Franchi (basso Reno verso la Gallia).
Regno dei Burgundi (valle del Rodano).
Regno dei Visigoti (Francia del sud e Spagna).
Regno degli Svevi (Spagna del nord-ovest).

Regno dei Vandali (Africa settentrionale e isole del Mediterraneo: Sardegna, Corsica e Baleari).
Regni anglosassoni (Inghilterra sud est).
Regno degli Ostrogoti (Italia e regione orientale: Dalmazia).
Regno di Odoacre
Nei 15 anni del suo regno Odoacre addottò una politica di convivenza pacifica tra germani e romani, rispettò la religione cattolica e riuscì ad ampliare il suo dominio verso la Dalmazia e la Sicilia.
Al culmine della sua potenza giunse in Italia una nuova popolazione germanica, quella degli Ostrogoti, guidati da Teodorico e indirizzati da Zenone che cominciava a temere Odoacre. Ci fu un accordo tra i due ma Odoacre fu ucciso a tradimento forse da Teodorico stesso (493).
Teodorico adottò una politica di coesistenza pacifica e, vissuto per molti anni alla corte di Costantinopoli, si ispirava agli ideali della civiltà romana: pace, ordine, sviluppo della cultura e delle arti, supremazia del diritto.
La pace consentì una ripresa dell'economia e della circolazione monetaria.
L'amore per l'arte fece si che Ravenna si riempisse di monumenti importanti e anche altre città furono restaurate.
Si trova a circa 1km dal centro di Ravenna, in una zona utilizzata dai Goti come sepolcro.
Teodorico (493-526) lo fece erigere quando era ancora in vita.
Sul grande monolite (cupola) si riscontra una grande fenditura provocata con molta probabilità dai difficoltosi lavori di sollevamento e di messa in posizione.
Politica estera: garantì la sicurezza nei confini con l'acquisizione di territori in Provenza e Balcani; strinse legami di amicizia e parentela con diversi altri popoli germanici (Vandali, Visigoti, Burgundi) per contenere l'espansione dei Franchi.
Politica interna: emanò un editto (editto di Teodorico) la cui data precisa di emanazione non ci è nota, largamente ispirato al diritto romano per regolare i rapporti tra Goti e Romani.
Politica economica: cercò di rivitalizzare l'agricoltura favorendo il ripopolamendo delle campagne, avviando la bonifica delle terre e creando centri di raccolta del grano a cui attingere in caso di carestia; stimolò la ripresa degli scambi.
Politica culturale: cercò di far rivivere la cultura romana circondandosi di prestigiosi consiglieri di origine latina (lo storico Cassiodoro, l'oratore Dimmaco, il filosofo Boezio). Col passare degli anni la convivenza tra Goti e Romani entrò in crisi per varie ragioni tra le quali:
la condanna dell'eresia ariana da parte degli imperatori d'Oriente.
lo sviluppo di una specie di partito nazionalista ostrogoto che non accettava le simpatie di Teodorico per la cultura latina.
Dalla convivenza pacifica si passò al dominio militare degli Ostrogoti sui Romani.
Dopo la morte di Teodorico il regno passò al nipote Atalarico (10 anni) e il governo fu assunto dalla madre Amalasunta, unica figlia di Teodorico.
Quando nel 534 Amalarico morì, Amalasunta sposò il cugino Teodato che la fece recludere e uccidere su un'isoletta del lago di Bolseno.
Prima di morire Amalasunta riuscì ad inviare una richiesta di soccorso all'imperatore d'Oriente Giustiniano che stava per attuare un piano di conquista dell'Occidente.

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