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La prima crociata



Nel 1095 d.C. papa Urbano II, durante un concilio in Francia a Clermont, una cittadina dell’area centrale, tenne un discorso in cui incitò i cristiani a partire per la Terra Santa con lo scopo di liberare il Santo Sepolcro dai turchi selgiùdichi.
Infatti, questi musulmani si erano spostati dalla Spagna alla Siria, Palestina e Asia Minore, affermandovi il proprio dominio e impedivano ai cristiani l’accesso al Santo Sepolcro.

Inoltre, già da prima di papa Urbano II c’era la tradizione dei pellegrinaggi (come ad esempio il cammino di Santiago), che avevano come ricompensa l’indulgenza da parte del papa (Lutero nel futuro di ribellerà proprio perché la Chiesa, ad un certo punto, comincia a dare indulgenze a pagamento).
La crociata quindi venne vista come un pellegrinaggio vivace che aveva come premesse molti vantaggi, tra i quali anche l’indulgenza, l’aiuto economico da parte della Chiesa nei confronti dei familiari del crociato in caso di morte e il posticipare della data di scadenza per pagare eventuali debiti.
Urbano II, nel discorso, spiegava che non era lui stesso a esortare i cristiani, ma il Signore, che invitava tutti a partire, anche i briganti e i criminali, perché pure loro ricevessero l’indulgenza dei peccati. Continuava dicendo che bisognava smettere di pensare alle rivalità e lotte tra signori feudali, ma invece bisognava correre in aiuto a coloro che stavano vivendo la vera guerra in Oriente. Terminò con una promessa invitante che attirerà tanta gente da registrare 8-9 crociate nel giro di un secolo e mezzo: “[…] Poiché quelli che sono qui tristi e poveri, là saranno lieti e ricchi;”.

La prima vera crociata effettiva viene detta “La crociata dei pezzenti”, chiamata così perché era formata da una gran massa disordinata di uomini e donne essenzialmente poveri e di basso ceto: insomma, i più disperati. Questa crociata fu guidata da due capigruppo: Gualtieri Senza Averi e Pietro L’Eremita. Il viaggio consisteva nel partire a piedi dall’altezza della Germania/Francia e percorrere tutto il tragitto per arrivare a Gerusalemme: durante il percorso, non avendo nulla, i crociati devastarono tutto ciò che trovavano, perfino una piccola comunità ebraica che venne subito massacrata, in quanto gli ebrei avevano ucciso Dio secondo i cristiani. I pochi sopravvissuti della crociata, arrivati a Gerusalemme nel 1096, vennero subito uccisi dai turchi: possiamo dire che questa crociata fu un totale fallimento.

Successivamente avvenne quella che viene definita come la prima vera e propria crociata, che ricoprì ben tre anni di viaggio e guerra, dal 1096 al 1099. Oggi abbiamo ottenuto i nomi dei principali crociati grazie al romanzo di Torquato Tasso “Gerusalemme Liberata” di 300 anni dopo. Questa crociata venne guidata da feudatari normanni e francesi e molti che vi parteciparono erano figli minori di grandi feudatari che volevano conquistare qualche ricchezza dato che il padre aveva ceduto i suoi possedimenti al figlio maggiore. A capo del gruppo vi furono quattro crociati principali: Goffredo di Buglione (che otterrà il titolo di “re di Gerusalemme”), Tancredi d’Altavilla, Raimondo di Tolosa e Boemondo di Taranto. La crociata fu ben organizzata, con guerrieri capaci di sconfiggere i turchi, entrare a Gerusalemme e fermarli: infatti la spedizione fu vittoriosa e i feudatari fondarono piccola stati in quei territori, come la contea di Adessa, il principato di Antiochia, la contea di Tripoli e il regno di Gerusalemme.
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