Il palazzo di Aquisgrana

Carlo Magno intorno ai cinquant'anni fece edificare ad Aquisgrana una sede per la sua corte che riuniva in un unico luogo il palazzo imperiale (con gli uffici amministrativi e di rappresentanza), il tribunale, la scuola palatina, le abitazioni e la Cappella Palatina: attorno a questo complesso fu costruita successivamente la cattedrale gotica.
L'imperatore ne affidò l'incarico all'architetto Oddone di Metz. Aquisgrana era un'antica località termale, già conosciuta dei Romani. Secondo Eginardo anzi la città fu scelta dall'imperatore proprio per questa ragione (Carlo soffriva di dolori reumatici che leniva con bagni termali), oltre che per la sua posizione centrale, nel cuore della Renania-Westfalia. Modello della Cappella fu la basilica di San Vitale a Ravenna, per ragioni sia formale sia ideali: Ravenna infatti rappresentava il legame con l'ultima sede occidentale dell'impero romano d'Oriente, cui Carlo voleva dare continuità. Non a caso fece trasportare da Ravenna colonne antiche e lastre di marmo per i pavimenti e anche la statua del re ostrogoto Teodorico. La costruzione, iniziata nel 790, fu consacrata da Papa Leone III il 6 gennaio 805; è un ottagono coperta da una cupola e circondato da una galleria al primo piano. All'esterno l'edificio risulta articolata in 16 lati con l'abside rettangolare a est mentre a ovest vi è un portico fiancheggiato da due torri dalle cui scale si accede al primo piano dove prendevano posto l'imperatore e la corte. Un cortile quadrangolare (analogo alla quadriportico tipico delle basiliche romane) precede la Cappella.

La copertura della Cappella Palatina è assicurata dalla cupola impostata sul tamburo aperto da finestre e sostenuta dalle complesse strutture delle volte. Il piano inferiore e occupato al centro da uno spazio ottagonale riservato al popolo e delimitato da due pilastri angolari che sorreggono ampie arcate a tutto sesto, e circondato dal deambulatorio, un corridoio coperto da volte a botte. Gli archi sono formati da un'alternanza di blocchi di marmi bianchi e verdi che vivacizzano l'ambiente, interamente in marmo, e ornato da decorazioni geometriche. Un'epigrafe continua in latino, su fondo oro, corre tutto intorno all'ottagono tra piano terra e primo piano. La galleria è coperta da volte a crociera: qui di fronte all'altare si trova il trono in pietra di Carlo Magno, il quale esisteva alle liturgie in una posizione che consentiva di osservare i mosaici della cupola (ora però sono perduti), che raffiguravano Cristo in trono. Il gioco degli archi, delle colonne e delle volte, con il loro chiaroscuro e la sontuosità dei marmi policromi a intarsi conferisce alla Cappella Palatina un fascino particolare; il coro (demolito nel 1414 per l'ampliamento gotico) e altri edifici di cui non si conosce bene l'uso. Dell'arredo originario sono conservati colonne e capitelli, il trono e le recinzioni in bronzo del deambulatorio superiore, mentre furono aggiunti nel 1014 da Enrico II il pulpito e la Pala d'oro e, al tempo di Federico Barbarossa il lampadario circolare. Il tesoro è custodito nella cripta ed è considerato il più ricco della Germania, accresciuto nel tempo con pregevoli pezzi di oreficeria.

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